igienizzazione mani

Sanificare le mani in ambulatori, studi medici e cliniche

Sapevi che  sanificare le mani in ambiente medico è una pratica introdotta solo qualche decennio fa? Prima di allora, infatti, pur avendo coscienza di germi e batteri, non era protocollo lavarsi le mani dopo alcune pratiche mediche.

Nel 1800, gli stessi medici non si spiegavano come alcune patologie potessero passare così facilmente da un paziente all’altro, ignorando che potessero essere le loro mani i vettori del contagio.

In questo precedente articolo, raccontiamo l’incredibile storia dell’igiene delle mani e del medico che ha introdotto il lavaggio delle mani in ambito medico.

Sanificare le mani è, mai come ora, una delle pratiche più importanti per prevenire varie patologie. Uno dei gesti che adesso ci sembra così naturale e banale, invece, è fondamentale in cliniche, ambulatori e studi medici.

In questo articolo, vedremo alcune informazioni e ricerche sulla sanificazione delle mani in luoghi di lavoro prettamente medici, esaminando alcune delle soluzioni migliori in alcuni contesti sanitari e ambulatoriali.

Perché sanificare le mani nelle strutture sanitarie
Secondo questo studio, condotto su allievi infermieri istruiti sulle norme di sicurezza ospedalieri, ci sono delle aree delle mani che sono, fisiologicamente, ignorate o poco spesso raggiunte durante le attività di lavaggio ed igienizzazione delle mani.

Nelle strutture sanitarie come ospedali, cliniche e ambulatori, se non ci si igienizza le mani, si rischia di diffondere l’infezione a tutti i pazienti. Ecco perché la prevenzione è fondamentale.

Nelle aree di assistenza ai pazienti delle strutture ambulatoriali, alcune azioni vengono eseguite di routine perché è stato dimostrato che sono benefiche per la salute. Una di queste è lavarsi le mani prima e dopo aver assistito un paziente.

Come sanificare le mani in ambito medico

In alcuni casi, come dicevamo, medici, infermieri ed inservienti non riescono ad igienizzare del tutto l’area delle mani.

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(fonte: https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC7967523/)

In questa immagine, proveniente dallo studio sopra citato, la superficie delle mani è divisa in 13 parti, per permettere agli scienziati di valutare il grado di pulizia del campione esaminato.

Si è scoperto che le superfici del palmo descritte come I, V, VI e XIII (l’intera area del pollice) e la punta del mignolo (V) così come il palmo medio (XIII) erano le più trascurate durante la disinfezione. Inoltre, le parti posteriori della mano destra e sinistra erano le più comunemente perse durante la disinfezione delle mani.

Quando igienizzano le mani prima e dopo aver visitato i pazienti, gli operatori sanitari (medici ed infermieri) devono seguire determinate pratiche: la prima è lavare le mani con acqua e sapone.

Quando sanificare le mani: 5 momenti importanti

In ambito medico ci sono dei momenti fondamentali in cui è indicato sanificare le mani. Bisogna pensare a lavarsi le mani, in questi particolari momenti:

  • Prima del contatto con un paziente. Nel caso si sappia già che ci sarà un contatto con un paziente.
  • Prima di una manovra asettica. Nel caso si stia per compiere un’attività che metta in contatto le mani dell’operatore e la bocca (cavo orale, denti), gli occhi, naso o altre parti del corpo del paziente.
  • Dopo contatto con materiale biologico. In caso di contatto con materiale organico, seppur con i guanti, serve un lavaggio accurato delle mani.
  • Dopo qualsiasi contatto col paziente. Anche dopo gesti più semplici e indiretti (passaggio di oggetti dal paziente all’operatore)
  • Dopo contatto con ciò che si trova intorno al paziente

È importante tenere a mente queste indicazioni per operatori infermieristici, medici e inservienti. È, altrettanto, importante utilizzare un disinfettante o un detergente per le mani, in assenza di acqua e sapone, curandosi di non abusarne.

Leggi Disinfettanti ed igienizzanti mani: vantaggi e rischi per uomo e ambiente

Come sanificare le mani: 3 metodi di lavaggio

Esistono, tuttavia, diversi tipi di lavaggio delle mani, in base al grado di pulizia da raggiungere e rapportate all’attività da svolgere o che si è appena conclusa.

Secondo le disposizioni più frequenti, sarebbe indicato:

  1. disporre di un lavandino a pedale o con rubinetto che permetta l’apertura con gomito, evitando il contatto diretto con le mani.
  2. non utilizzare acqua eccessivamente calda, ma tiepida
  3. bagnare mani e polsi
  4. applicazione del sapone in modo uniforme su tutta la superficie delle mani
  5. insaponamento e sfregamento non dovrebbero durare meno di 60 secondi, così come il risciacquo non dovrebbe durare meno di 15 secondi.
  6. l’asciugatura deve avvenire tamponando le mani con un panno precedentemente preparato nei pressi del lavandino.
  7. la chiusura del rubinetto (se non a pedale) va fatta con il gomito, un contatto ulteriore con le mani vanificherebbe la sanificazione appena compiuta.

I 3 tipi di lavaggio mani che si effettuano in ambito medico sono:

  • Un lavaggio sociale, per esempio, è quello che abitualmente facciamo prima di uscire dal bagno o prima di andare a mangiare. Dovrebbe durare circa 40 secondi ed elimina, oltre allo sporco visibile, la cosiddetta flora microbica transitoria, sulla parte più superficiale delle mani.
  • Il lavaggio antisettico dovrebbe durare circa 90 secondi, è indicato nelle aree ad alto rischio di contaminazione (ambulatori dentistici e simili), in cui c’è contatto con materiale organico o biologico.
  • Il lavaggio chirurgico che dura, invece, 5 minuti e coinvolge, oltre alle mani, la parte inferiore delle braccia, fino al gomito circa. Viene eseguito con un particolare sapone asettico ed acqua, prima di un intervento chirurgico invasivo. Questo lavaggio rimuove sia la flora transitoria, sia la flora microbica residente.

Efficacia della sanificazione delle mani in strutture sanitarie

Queste tipologie di lavaggi sono frequenti in ambulatori e studi medici con specialisti del calibro di dentisti, oculisti, ortopedici e tutta quella tipologia di professionisti che hanno contatti diretti con i pazienti per le loro diagnosi e procedure.

È ovvio che i medici e gli operatori sanitari devono lavarsi le mani prima di visitare i pazienti per eliminare i germi. Vi sono, tuttavia, delle linee guida per l’uso di detergenti alcolici per le mani in ambito sanitario.

Alcuni studiosi hanno, infatti, condotto studi per valutare se l’uso di uno sfregamento delle mani a base di clorexidina e alcol (componenti di alcuni dei maggiori detergenti per mani) in ambienti clinici ambulatoriali riduca la diffusione di infezioni nosocomiali. (Rotter ML (1997) Lavaggio delle mani, disinfezione delle mani e disinfezione della pelle)

In generale, questi studi hanno riportato che, in condizioni di utilizzo reale:

1) uno sfregamento delle mani con clorexidina allo 0.5% di clorexidina gluconato (CHG), senza componente alcolica, non era efficace come acqua e sapone nel ridurre la diffusione dei batteri che causano la polmonite associata all’assistenza sanitaria,

2) uno sfregamento delle mani con CHG al 4% a base alcolica era più efficace di acqua e sapone nel ridurre la diffusione dello Staphylococcus aureus;

3) lo sfregamento delle mani con CHG al 4% a base alcolica è risultato leggermente più efficace dell’acqua e sapone nel ridurre il numero di enterococchi sulle mani dei volontari.

In definitiva, è fondamentale sanificare le mani in ambiente medico e ci sono vari metodi per farlo accuratamente.

Sanificare le mani: non esistono solo i disinfettanti

Il modo più comune per pulire le mani è usare acqua e sapone. Si possono, come abbiamo visto, anche usare prodotti per le mani a base di alcol o disinfettanti per le mani, che contengono alcol e/o sostanze chimiche antimicrobiche.

Gli igienizzanti per le mani sono comodi, ma dovrebbero essere usati solo quando acqua e sapone non sono disponibili. Un recente studio ha rilevato che l’uso di disinfettanti per le mani a base di alcol ha ridotto di circa il 90% la trasmissione di un virus (norovirus) da una persona all’altra.

Tuttavia, i ricercatori hanno osservato che l’uso dello sfregamento delle mani per non sempre uccide il virus dopo 15 secondi di contatto con esso. È quindi importante applicare il prodotto per almeno 20 secondi e poi asciugare accuratamente le mani.

Il lavaggio delle mani è ancora il modo migliore per proteggere se stessi e gli altri dai germi, perché rimuove una quantità maggiore di sporco rispetto alla sola acqua e sapone, oltre a uccidere molti germi al contatto.

Il lavaggio con acqua e sapone aiuta anche a prevenire le malattie perché riduce la quantità di germi sulla pelle (il cosiddetto “deposito”), senza aggredire eccessivamente l’epidermide.

In aggiunta a tutto ciò, come abbiamo già detto in precedenti articoli, si sta facendo strada, nell’ambito della sanificazione, la tecnologia NTP o al plasma freddo.
Ecco di cosa si tratta.

Sanificare le mani con Glow in ambulatori e studi medici

Il lavaggio delle mani è un must per le strutture sanitarie e gli studi medici. Questo tipo di controllo delle infezioni è dovuto al fatto che la sicurezza dei pazienti e la qualità delle cure devono essere tra le priorità principali delle strutture mediche.

Quando si parla di sanificazione delle mani, specialmente in determinati contesti medici, è importante considerare il rischio biologico. Il rischio biologico avviene quando si manipolano materiali di natura sanitaria potenzialmente infetti o organici.

Il rischio di contagio o diffusione di virus e batteri, in questi frangenti, è molto alto.
Ecco perché il solo lavaggio delle mani non sempre è sufficiente e la tecnologia ci viene in soccorso con GLOW.

GLOW è un dispositivo che sanifica le mani in pochi secondi e che punta a far diventare la sanificazione mani al plasma freddo uno dei modi principali per ridurre la diffusione di virus e batteri.

Le malattie trasmesse attraverso il contatto diretto e le superfici comuni sono frequenti, in maggioranza in ambienti clinici. Pertanto, un dispositivo che elimina fino al 99,9% di virus, funghi e batteri grazie al potere igienizzante del plasma freddo è indicato per strutture come:

  • ambulatori dentistici, oculistici
  • cliniche private
  • studi medici
  • residenze per anziani

Introducendo le mani all’interno del dispositivo, automaticamente GLOW igienizza le mani, utilizzando solo l’aria circostante, senza utilizzo di alcol o sostanze chimiche. Tutto questo si traduce in un’esperienza di utilizzo senza rivali:

  • mani asciutte
  • niente sgradevoli odori di disinfettante o alcol
  • assoluta certezza di sanificazione

Un’ottima alternativa al classico lavaggio con acqua e sapone ma, soprattutto, un modo sostenibile di fare prevenzione. Senza l’utilizzo sostanze chimiche e di recipienti di plastica difficili da smaltire.

Giornata mondiale dell’igiene delle mani 2022: storia e consigli su una pratica quotidiana

Abbiamo sperimentato in questi ultimi due anni, come l’igiene delle mani sia fondamentale per la prevenzione di malattie ed infezioni. Ogni anno dal 2005, il 5 maggio è la Giornata mondiale dell’igiene delle mani, un modo per sensibilizzare tutti verso una pratica così semplice e naturale che, in molti casi, può essere il giusto modo per allontanare infezioni respiratorie e gastrointestinali.

Una giornata a cui l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) tiene molto. Ecco perché, in questo articolo, oltre a ripercorrere la storia dell’igiene delle mani, vedremo alcuni metodi per metterla in pratica, anche in assenza di acqua e sapone.

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Igiene della mani: la storia

La storia dell’igiene delle mani va di pari passo con quella di un medico ungherese, Ignaz Semmelweis. Siamo nell’Europa del 1840, questo medico esercitava all’ospedale di Vienna nel reparto maternità.

Una delle piaghe di quegli anni era la morte delle partorienti a seguito di una strana febbre, chiamata febbre puerperale, poco dopo il parto. Semmelweis analizzò i vari casi documentati negli anni e notò qualcosa.

Le morti erano in maggioranza nei reparti in cui le partorienti erano affidati ai medici che facevano, nella stessa giornata, anche le autopsie a scopo didattico. Erano, invece, molte meno le morti in cui le partorienti erano assistite da levatrici donne.

Lo studio del dott. Semmelweis andò avanti e, ben presto, ricondusse tutto alla mancata igiene delle mani da parte di chi assisteva il parto. La sua teoria si basava, di fatto, sulla trasmissione di agenti patogeni dai cadaveri ispezionati alla sala parto e quindi all’organismo delle partorienti.

A quei tempi, sembra difficile crederlo, ma non era una consuetudine lavarsi le mani e lo studio sui germi e la loro proliferazione sarebbe avvenuto tempo dopo.

Pertanto, sia nelle pratiche quotidiane, sia in ambito medico ed ospedaliero, non era prevista alcuna igiene delle mani. Lo studio del medico ungherese, però, non fu accolto bene: i medici avrebbero dovuto ammettere, di fatto, di aver causato la morte delle loro pazienti.

Semmelweis, così, non poté fare altro che pubblicare i suoi studi, raccogliendoli anche in un libro che non fu mai accolto o riconosciuto dalla comunità medica mondiale. Solo dopo la sua morte, grazie al medico scozzese Joseph Lister la sanificazione delle mani e degli strumenti chirurgici prese piede.

C’è da dire, per completare il racconto, che solo nel recente passato, intorno al 1980, la pratica del lavaggio delle mani in ambito medico fu ufficialmente riconosciuta.  

Igiene delle mani: perché è importante?

Questa scoperta fu molto importante, anche se oggi ci sembra molto naturale lavare le mani dopo la maggior parte delle  nostre attività. Circa l’80% delle malattie viene trasmesso dal contatto con mani non igienizzate correttamente.

Queste mani infette vengono facilmente a contatto con le superfici e quindi con altre mani.Ecco alcune malattie che si diffondono per la mancata igiene delle mani

  • Norovirus: un virus che causa comunemente la gastroenterite virale nell’uomo, a tutte le età. Si diffonde, facilmente, in persone che condividono spazi comuni.

    Può, quindi, accadere in casa, in ufficio, in tutti i luoghi frequentati da persone che condividono uno stesso spazio. Inoltre, è uno dei virus che, a determinate latitudini, può comportare la morte nei bambini sotto i 5 anni, conseguenza di luoghi con scarsa igiene di base e scarsità di acqua pulita.
  • Malattie aeree: come abbiamo avuto modo di conoscere a causa del COVID-19, le malattie respiratorie si diffondono tramite le famose goccioline che vengono respirate, starnutite o tossite in aria.

    Anche le comuni malattie respiratorie come raffreddore, l’influenza sono causate da una scarsa igiene, oltre alle più gravi come varicella e meningite.
  • Infezioni nosocomiali: non è raro, purtroppo, che molte infezioni vengano diffuse proprio in ospedali o strutture mediche. Ecco perché l’igiene delle mani in ambito medico è da mettere al primo posto per medici, pazienti e personale socio-sanitario.
  • Epatite A: altra diffusa malattia è l’epatite A. Un’infezione che può causare gravi sintomi: disfunzione epatica, ittero, dolore addominale, ecc…

Quindi, come vedremo anche più avanti, l’igiene delle mani è di assoluto valore, in un mondo dove per abitudine frequentiamo diversi luoghi e persone. Possiamo definirlo come uno dei metodi più semplici ed efficaci per fare prevenzione.

Igiene delle mani: lavare, igienizzare o sanificare le mani?

C’è una grande differenza tra lavaggio delle mani, sanificazione delle mani e disinfezione delle mani. Il lavaggio delle mani con acqua e sapone rimuove lo sporco, mentre l’uso di disinfettanti per le mani a base di alcol o salviette può ridurre i batteri sulle mani che non sono visibilmente sporche. La disinfezione delle mani è, invece, il passo successivo in termini di efficacia.

A volte le persone usano le parole “pulizia delle mani” e “disinfezione delle mani” in modo intercambiabile, ma questi termini hanno significati diversi.

Infatti, la rimozione dello sporco visibile è una pratica efficace ma non si riferisce all’uccisione dei microrganismi, che si ottiene utilizzando un disinfettante per mani o dispositivo di sanificazione mani.

Il lavaggio delle mani, in pratica, è l’atto di pulire le mani con acqua e sapone per rimuovere germi, sporco e oli grassi. Questo può essere fatto con semplice sapone o aggiungendo un agente antibatterico.

Questo studio norvergese ha dimostrato come il lavaggio con acqua e sapone è più efficace del lavaggio mani con gel, se fatto con determinati criteri.

Nei prossimi paragrafi vedremo come lavarle e perché pensare all’igiene delle mani è importante.

Igiene delle mani: metodi, pro e contro

D’altra parte, acqua e sapone dovrebbero essere usati se le mani sono visibilmente sporche o contaminate da materiale organico. Tale lavaggio è particolarmente importante prima di mangiare o preparare il cibo e dopo aver usato la toilette. Il lavaggio delle mani con il sapone rimuove anche lo sporco e la terra che contengono microrganismi.

Ad ogni modo, come sappiamo, non semprelavarsi le mani e utilizzare gel come igienizzante è un’assicurazione di disinfezione, non quanto l’igienizzazione mani con il plasma freddo.

Per approfondire, leggi plasma freddo sanifica al 99,9% da virus e batteri.

Igiene delle mani: come farla correttamente

L’igiene delle mani è il modo più efficace per ridurre la diffusione dei germi. Non dimenticare di lavare o disinfettare le mani dopo aver tossito, starnutito, soffiato il naso, visitato il bagno e prima di mangiare.

1. Bagnare le mani con acqua corrente.

2. Applicare il sapone liquido. Insaponare vigorosamente tra le dita e sotto le unghie per 30 secondi.

3. Risciacquare con acqua corrente e asciugare accuratamente con un asciugamano pulito o un asciugacapelli.

4. Smaltire gli asciugamani di carta in un contenitore dei rifiuti o smaltire gli asciugamani riutilizzabili in modo appropriato.

Come igienizzare le mani: i tre modi di lavarsi mani

Tuttavia esistono 3 tipologie di lavaggio delle mani, note agli addetti ai lavori.

C’è da fare una premessa.

I microrganismi che popolano le mani  si distinguono in due tipi:

  • flora microbica residente: a questa appartengono i microrganismi degli strati più profondi della cute, che non possono essere rimossi facilmente con il semplice lavaggio delle mani.

  • flora microbica transitoria: questa tipologia, invece, è sugli strati più superficiali della cute. Questi microrganismi si depositano sulle mani in seguito a un contatto diretto con pazienti o superfici infette, ma si può rimuovere facilmente con il lavaggio di routine delle mani.

Tenendo conto di queste informazioni, dovremmo tutti pensare all’igiene delle mani in generale ma, soprattutto, in relazione alle nostre attività ed abitudini quotidiane.

Ecco perché esistono tre tipologie di lavaggio mani, a seconda della durata e di determinati criteri. Abbiamo, quindi:

  • Il lavaggio sociale delle mani (40-60 secondi); include lavaggio con acqua e sapone quando visibilmente sporche, prima di mangiare o dopo aver utilizzato il bagno. In sostituzione si può usare gel o salviette.

  • il lavaggio antisettico delle mani (90 secondi circa); è quello indicato nelle aree ad alto rischio prima di qualsiasi procedura invasiva o dopo il contatto con ferite o materiale biologico.

  • Il lavaggio chirurgico delle mani (5 minuti circa), eseguito con sapone antisettico, è necessario prima di un intervento chirurgico invasivo. Rimuove la flora transitoria, riduce quella residente.

Igiene delle mani: pro e contro dei gel disinfettanti

I gel disinfettanti per le mani sono un modo conveniente per pulire le mani quando acqua e sapone non sono disponibili. I prodotti a base di alcol (in genere dal 60% al 95% di etanolo o isopropanolo), generalmente chiamati “disinfettanti per le mani” o “sfregamenti per le mani”, vengono applicati sul palmo d’una mano e strofinati su tutte le superfici delle mani finché non sono asciutte.

I disinfettanti per le mani a base di alcol devono contenere almeno il 60% di etanolo o il 70% di isopropanolo. In Europa, i detergenti per le mani a base di alcol sono regolamentati dall’Agenzia Europea dei Medicinali (EMA) e possono essere utilizzati, anche se abusare può causare problemi.

Non sono, infatti, così rari i casi di dermatiti da contatto, ne esistono di due tipologie:

  1. Dermatite irritativa da contatto, che è dovuta all’eccessiva rimozione di lipidi della cute, per l’eccessivo sfregamento o utilizzo di gel a base alcolica.
  2. Dermatite allergica da contatto, forse la più diffusa, sviluppata per allergia ai componenti del gel disinfettante stesso.

Inoltre, è facile incappare in errori nell’igienizzazione mani come:

  • Versare una quantità insufficiente di gel
  • Essere troppo rapidi nello sfregamento
  • Pulire eccesso di gel su vestiti o altro
  • Usare il gel sulle mani sporche
  • Usarli in momenti errati

Leggi anche FAQ su GLOW: tutto quello che ci chiede chi lo prova

Sanificare le mani senza igienizzanti

Le tecnologie all’avanguardia che prevedono approcci no-touch potrebbero essere sviluppate per disinfettare completamente le superfici contaminate.

Uno studio, pubblicato online nel gennaio 2022, ha esaminato vari metodi per prevenire la trasmissione di virus e batteri, partendo dalle superfici ed eliminando, parzialmente e gradualmente, i disinfettanti.

Un primo passo verso un tipo di prevenzione che pensa anche agli effetti dannosi dati dall’eccessiva esposizione a prodotti chimici, oltre che alla salute di tutti noi.

Come igienizzare le mani con il plasma freddo

Oltre a queste pratiche di igienizzazione mani già note, abbiamo la sanificazione al plasma freddo.

Un nuovo studio mostra che il plasma freddo può essere utilizzato in applicazioni di sanificazione delle mani senza contatto. Il lavoro, pubblicato sulla rivista Heliyon, mostra che i getti di plasma freddo possono essere utilizzati per trattare le mani senza la necessità di un contatto diretto con il plasma.

Il plasma è uno stato della materia che si trova in tutto l’universo e si genera quando gli atomi sono spogliati dei loro elettroni, lasciando un mix di ioni caricati positivamente ed elettroni caricati negativamente.

Una soluzione innovativa e sostenibile per l’igiene delle mani è produrre plasma freddo, che può essere prodotto a temperatura ambiente o anche al di sotto delle temperature di congelamento.

Il Non Thermal Plasma è una tecnologia emergente che può essere utilizzata per una vasta gamma di applicazioni, dalla pulizia delle superfici alla medicina, dalla chimica, al settore alimentare e horeca.

Leggi Come igienizzare le mani nei luoghi di lavoro

Il plasma, in conclusione, ha dimostrato di avere proprietà antimicrobiche, rendendosi utile come disinfettante che può prevenire la diffusione di batteri e virus.

GLOW, prodotto da HT Plasma è il primo dispositivo no touch Non Thermal Plasma (al plasma freddo) pensato per l’igienizzazione mani. Scopri di più

Sanificazione delle mani e prevenzione COVID-19 in hotel e strutture ricettive

La primavera, spesso, è il periodo in cui si pianificano viaggi e vacanze e, nonostante la pandemia, sembra che il settore turistico stia ripartendo. Ecco perché è utile fare un focus sulla sanificazione della mani e la prevenzione in hotel e altre strutture ricettive.

Per garantire la salute e il benessere degli ospiti e dei lavoratori negli hotel e nelle strutture ricettive, si dovrebbero seguire determinate regole e norme che, nel corso di questi mesi di pandemia, sono state ribadite anche nel dpcm del 24 marzo 2022.

Ecco perché, in questo articolo, faremo chiarezza su quello che c’è da sapere per i gestori di alberghi e per gli ospiti degli stessi.

In sintesi parleremo:

  • delle forme di check in e pagamento contactless nelle reception,
  • dell’utilizzo di dispenser igienizzanti mani nei corridoi e nelle aree comuni,
  • delle misure di prevenzione come distanziamento sociale e ingressi contingentati in sale congressi, palestre e piscine
  • della pulizia delle camere.
  • della sanificazione hotel in generale

Sanificazione delle mani in albergo: atrio, corridoi, aree comuni

L’industria dell’ospitalità sta lavorando duramente per fornire agli ospiti un soggiorno sicuro e confortevole durante la remissione di questa pandemia. Gli ospiti e i lavoratori sono diventati molto attenti alla pulizia e all’igienizzazione delle mani e delle superfici che vengono toccati.

Gli hotel hanno già intrapreso misure extra per garantire la sicurezza degli ospiti. Gli hotel si sono sempre concentrati sulla pulizia, ma ora stanno anche educando i loro dipendenti alla luce della pandemia.

Per approfondire leggi anche: Come igienizzare le mani nei luoghi di lavoro.

Oltre ad avere stilato dei vademecum interni per la gestione degli hotel e la pulizia, molti hotel hanno già reinventato molti processi, affinché avvengano senza contatto.

Sanificazione delle mani nell’atrio

La pandemia ha cambiato per sempre il check-in dell’hotel. Gli ospiti possono ora fare il check-in online o attraverso un chiosco self-service senza contatto. Lo stesso vale per le modalità di pagamento: preferire pagamenti di tipo contactless per ridurre i rischi di trasmissione di germi e batteri.

Inoltre, la chiave delle stanze (magnetica e non) viene tenuta dagli ospiti per tutta la durata del viaggio e poi sanificata, prima di assegnarla ad un nuovo ospite della struttura.

Tutti gli alberghi sono dotati di dispositivi di protezione personali certificati, come mascherine, guanti e gel igienizzanti. Inoltre:

• Plexiglass protettivi presso i desk di accoglienza

• Segnaletica di sicurezza sul pavimento

• Invito all’utilizzo dell’ascensore una persona alla volta

Stazioni di sanificazione delle mani nei corridoi

Gli altri ambienti, in cui è stato saggio intervenire con misure di prevenzione, sono i corridoi. In particolare, in questi mesi e in quelli avvenire, è stata applicato un protocollo di sanificazione, molto diffuso:

  • Sanificazione degli ambienti: corridoi, aree comuni e con macchine ionizzanti
  • Pulizia delle superfici nella hall, in reception, sugli elementi di arredo, nei servizi igienici, ascensori e relative pulsantiere ad elevata frequenza di contatto

In fatto di prevenzione, in alberghi e strutture ricettive, l’attenzione deve essere massima. La frequenza con cui avviene il ricambio di ospiti impone un regime di pulizia molto preciso. Queste sono alcune informazioni per gli hotel, alcune sono adottate tuttora per scongiurare il rischio contagio:

  • Postazioni per l’igienizzazione delle mani nell’atrio e nelle sale riunioni.
  • Limitare gli ospiti negli ascensori, se possibile.
  • Disinfettare le chiavi dell’hotel prima del check-in.
  • Pulire frequentemente le aree pubbliche e i dispositivi comuni.
  • Il personale di pulizia indossa guanti e mascherine durante la pulizia delle camere.
  • Permettere al personale di indossare la propria maschera e i propri guanti, se lo desidera.
  • Aumentare la ventilazione nelle sale riunioni.
  • Fornire una colazione preconfezionata in scatola o servire la colazione individualmente ai tavoli.

Aree comuni e altri servizi

Il personale dell’hotel deve pulire le aree comuni: sale congressi, palestre, piscine e centri benessere. Inoltre, deve far arieggiare le stanze e i luoghi di aggregazione e assembramento, utilizzando anche ionizzatori d’aria.

Un ricambio d’aria è fondamentale, anche in una fase remissiva del virus, come quella prevista in questa primavera/estate 2022.

Nel caso di palestre o piscine, va applicato l’avviso del 1 aprile 2022 rilasciato in modo congiunto dal Ministero della Salute e dal Dipartimento dello Sport. Qui si fa specifico riferimento a 5 aspetti fondamentali della prevenzione:

In generale, viene posta l’attenzione ai luoghi di dimensioni esigue in cui è sempre raccomandato l’utilizzo della mascherina e degli ingressi contingentati. All’ingresso e in più punti degli ambienti comuni, è necessario dotarsi di colonnine igienizzanti e favorire la sanificazione delle mani frequente.

Inoltre, si fa un focus sull’igienizzazione delle superfici e sull’aerazione di ambienti comuni, con l’utilizzo anche di ionizzatori per l’aria.

Cucina Hotel: sanificazione delle mani, superfici ed utensili

Le regole per alberghi e strutture ricettive coinvolgono, certamente, anche le cucine e i lavoratori che vivono questi ambienti. Ecco perché, anche in questo caso, è stato stilato un elenco di norme ed avvertenze condiviso da varie istituzioni.

In particolare, si pone l’accento sulla sanificazione delle mani e le misure di prevenzione da adottare durante la preparazione dei cibi, il servizio e la pulizia.

Preparazione degli alimenti

Il personale addetto alla preparazione degli alimenti dovrà aver seguito un apposito corso di aggiornamento sulle norme igienico-sanitarie da adottare in questo particolare periodo di criticità, in conformità alle normative vigenti.

Oltre all’utilizzo di DPI e alla relativa frequenza di cambio, dopo operazioni quali: apertura, chiusura porte di uscita dai locali cucina e svuotamento di contenitori di rifiuti.

Durante il servizio non bisogna toccarsi viso, bocca e occhi con i guanti. Inoltre, ad ogni cambio di guanti si raccomanda l’igienizzazione della mani. Il lavaggio delle mani, come detto, è una delle forme di prevenzione migliore contro le infezioni, forse più efficace dell’indossare i guanti.

Tutti i lavoratori impiegati nel settore alimentare hanno l’obbligo di lavarsi frequentemente e accuratamente le mani, con acqua corrente calda e sapone. I gel disinfettanti mani possono essere un’aggiunta, ma non sostituiscono il lavaggio delle mani.

Preparazione sala

Per facilitare il distanziamento, possono essere utilizzate per la gestione degli ospiti aree aggiuntive interne ed esterne alla struttura ricettiva (spesso utilizzate per altri scopi). I tavoli devono essere distanti almeno un metro l’uno dall’altro, ad eccezione delle famiglie o delle persone che convivono o condividono la stessa stanza.

Gli addetti alla sala, che entrano in contatto diretto con gli alimenti, devono indossare mascherine e devono lavarsi o igienizzarsi frequentemente le mani.

La tovaglia va cambiata ogni volta che si cambia un ospite. Se si utilizza un telo coprimacchia sulla tovaglia, basta sostituire quest’ultimo. Se non è possibile prevedere l’uso di una tovaglia che copra l’intera superficie del tavolo, il tavolo deve essere pulito dopo ogni servizio.

Colonnine Igienizzanti o GLOW? Scopri come igienizzare le mani di clienti e collaboratori senza sprechi, senza inquinare e con una migliore user experience.

Servizio al tavolo e buffet

È indicato il servizio al tavolo con personale adeguatamente munito di guanti e mascherina.

Il servizio a buffet è da consigliare solo se si rispetta il distanziamento e si evita l’affollamento (es. adesivi sui pavimenti, pali, nastro segnaletico di percorso, ecc.).

Gli alimenti esposti nei buffet devono essere adeguatamente protetti. Se non è possibile installare la protezione contro le gocce, gli ospiti e i gestori devono indossare le mascherine. Pinze, cucchiai e altri utensili a disposizione degli ospiti devono essere cambiati frequentemente e riposti in contenitori separati per evitare contaminazioni da contatto.

Durante ogni servizio tutte le superfici del buffet devono essere pulite e disinfettate. Al fine di agevolare lo smaltimento dei dispositivi di protezione individuale utilizzati dagli ospiti, si raccomanda di posizionare i cestini dei rifiuti con pedali o fotocellule all’interno o in prossimità dell’area di gestione.

Lavaggio piatti e stoviglie

Piatti, posate e bicchieri devono essere, necessariamente, lavati e disinfettati in macchine lavastoviglie. Particolare attenzione anche agli utensili che non sono stati utilizzati, anch’essi vanno considerati nel lavaggio se c’è la possibilità che siano stati toccati durante il servizio.

Nell’impossibilità del lavaggio in lavastoviglie, eseguire quello manuale: lavaggio, disinfezione e risciacquo, con asciugatura con carta monouso.

Servizio in camera

Accurato anche il discorso riguardante il servizio in camera. Le pietanze da somministrare, tramite il servizio in camera, vanno trasferite all’interno di appositi contenitori monouso chiusi con coperchio.

Il trasferimento dovrà essere fatto da personale autorizzato e munito di DPI. La velocità del servizio è essenziale per assicurare la minima esposizione alle pietanze in questione.

Asporto

Analogo è il discorso per le pietanze da asporto. Oltre alla preparazione secondo le vigenti norme, i pasti vanno consegnati all’interno di contenitori monouso coperti adeguatamente, evitando la fuoriuscita.

Come sanificare la stanza d’albergo

La sanificazione delle mani è una parte importante nella prevenzione e serve per mantenere i viaggiatori al sicuro negli hotel. Basti pensare a quante cose tocchiamo nel primo minuto in cui entriamo in una nuova stanza d’albergo.

  • Chiave
  • Maniglia della porta o la porta
  • Interruttore luce
  • Telecomando o comandi climatizzazione

Con queste nuove linee guida il personale dell’hotel può fare del suo meglio per contribuire a rendere sicuro qualsiasi soggiorno.

Preparazione della stanza

Il servizio di pulizia della camera include una pulizia completa che prevede l’utilizzo di aspirapolvere e lo straccio del pavimento, la pulizia dei mobili, del bagno e dell’angolo cottura. Il personale delle pulizie rifornisce anche le forniture come articoli da bagno, asciugamani e caffè.

Ecco perché è fondamentale che anche il personale delle pulizie, seppur con i guanti, abbia accesso a dispositivi di igienizzazione delle mani adeguati.

Prima dell’arrivo di qualsiasi ospite, bisogna assicurarsi che la stanza sia stata pulita a fondo. Bisogna anche assicurarsi che, in ogni stanza, circoli aria fresca, non solo per prevenire l’accumulo di odori, ma anche per ridurre il rischio di agenti patogeni trasportati dall’aria nelle stanze.

Pulizia delle stanze

È meglio usare un detergente multiuso per pulire tutte le superfici della camera d’albergo. I detergenti sono particolarmente efficaci nell’uccidere i germi e i batteri sulle superfici dure come i gabinetti, i lavandini, i box doccia e i pavimenti.

Una volta che un ospite se ne va, la stanza deve essere pulita a fondo prima dell’arrivo dell’ospite successivo. Questo significa che tutte le superfici devono essere pulite con salviette disinfettanti o spray, con particolare attenzione alle aree che gli ospiti hanno probabilmente toccato durante il loro soggiorno (come le maniglie delle porte, interruttori della luce e ricevitori del telefono).

Una delle maggiori lamentele che gli ospiti degli hotel fanno sulle loro stanze è l’odore dei disinfettanti. La maggior parte degli hotel usa una combinazione di detergenti pesanti e disinfettanti chimici per assicurarsi che la stanza rimanga senza germi.

Invece, bisogna valutare opzioni di pulizia naturale con acqua e detergenti non aggressivi e che lascino un odore piacevole e non pungente.

Leggi anche: La verità su COVID-19 e inquinamento.

Pulizia di lenzuola e biancheria

Ci sono diversi metodi per pulire le lenzuola e la biancheria degli hotel. Il modo migliore è usare una combinazione di acqua calda e candeggina, seguita da un ciclo di risciacquo senza candeggina. Questo metodo uccide i batteri che possono essere presenti sui panni.

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Sanificazione delle mani in hotel: norme per il viaggiatore

Gli hotel e gli alloggi possono avere molti germi e virus, ma possiamo seguire questi consigli per evitare rischi durante il soggiorno in hotel o in altri luoghi di alloggio.Se hai una particolare catena di hotel che conosci e di cui ti fidi, cerca quella catena quando pianifichi il tuo viaggio. In alternativa:

  • Fai qualche ricerca sulla storia di pulizia dell’hotel.
  • Leggere alcune recensioni aiuta. Cerca, in particolare, menzioni di pulizia, insetti o cimici dei letti. I recensori spesso menzionano tali problemi, quindi potrebbe non essere difficile scoprire se ci sono problemi con l’hotel che stai considerando.

Una volta giunto sul luogo, allora il membro del personale potrebbe dirvi come igienizzano le loro stanze per essere sicuri che questo non accada di nuovo.

  • Igienizzare regolarmente le mani
  • Disinfetta i tuoi bagagli quando arrivi in albergo
  • Tieni il tuo telefono lontano dagli spazi pubblici
  • Usa le carte di credito invece dei contanti quando possibile
  • Dopo aver toccato i pulsanti dell’ascensore e le maniglie delle porte, igienizza o lava le mani
  • Lavati spesso le mani con acqua e sapone per almeno 20 secondi, soprattutto dopo essere andato in bagno; prima di mangiare; e dopo esserti soffiato il naso, tossito o starnutito.
  • Usa un disinfettante per le mani a base di alcol con almeno il 60% di alcol

Conclusioni

In definitiva, essendo la sanificazione delle mani il miglior mezzo di prevenzione, nei contesti in cui non è possibile lavarsi le mani, è utile fornire dispenser igienici per disinfettare le mani. Questo permetterà agli ospiti e agli impiegati di pulirsi le mani regolarmente, oltre a garantire ambienti privi di germi in tutte le stanze dell’hotel.

Sanificare le mani è un must negli hotel e nelle strutture ricettive, a causa dell’alto traffico e del numero di persone che entrano ed escono. Vogliamo, quindi, assicurarci che tutti abbiano accesso a mani pulite, sia in cucina che in tutto l’hotel.

Dai un’occhiata alla tecnologia al plasma freddo su cui si basa GLOW

Nel mondo frenetico in cui viviamo, fatto di viaggi e contatti veloci, i disinfettanti per le mani sono un buon modo per uccidere i batteri, ma non sono il più efficace, né il più efficiente per fermare la diffusione di germi e virus.

Disinfettanti ed igienizzanti mani: vantaggi e rischi per uomo e ambiente

La pandemia, tra le altre cose, ci ha lasciato diverse convinzioni. Una su tutte è che la prevenzione è fondamentale. Tutte le misure intraprese, come mascherine, guanti, distanza sociale e igienizzanti mani hanno contribuito a limitare i contagi, rendendo tutti più sensibili in fatto di sanificazione mani e di salute in generale. 

L’altra faccia della medaglia, però, potrebbe essere una prospettiva poco lieta. Infatti, secondo uno studio pubblicato nel maggio 2021, l’abuso o l’uso scriteriato di disinfettanti e igienizzanti può provocare danni a uomo e ambiente.

Il SARS-CoV-2 (COVID-19) è suscettibile ad un’ampia varietà di disinfettanti (Chin et al. 2020) come certificato anche dall’ Agenzia per la protezione ambientale degli Stati Uniti (EPA), i quali eliminano questo ed altri virus, ma che possono essere deleteri per uomo e ambiente.

In questo articolo, ci occuperemo di approfondire questi temi e porremo l’accento su benefici e rischi delligienizzazione mani con prodotti chimici. Ribadendo, in ogni caso, che le norme dettate dall’OMS in fatto di prevenzione sono sempre da seguire.

La sanificazione resta, comunque, una fondamentale misura di prevenzione per impedire la diffusione del Covid-19 e altri virus. Un’efficace igiene delle mani è fondamentale, in quanto uno dei migliori consigli dell’OMS è quello di lavarsi o disinfettarsi frequentemente le mani rispettivamente con sapone o disinfettante per con alcol >60%.

Attenzione a non abusarne, però. Continua a leggere ed informati su quali rischi corriamo noi e l’ambiente ad utilizzare troppi disinfettanti ed igienizzanti mani.

Disinfettanti ed Igienizzanti mani: cosa sono e come funzionano

Abbiamo già affrontato la tematica di come sia più efficace il lavaggio delle mani rispetto a gel vari. C’è da dire che, ovviamente, i disinfettanti e igienizzanti mani sono sempre esistiti, anche se, per ovvi motivi, in tempo di pandemia hanno avuto un consumo largamente diffuso che, spesso, è sfociato nell’abuso.

Disinfettanti o igienizzanti mani: la differenza

La premessa da fare riguarda la differenza tra disinfettanti e igienizzanti mani.

In pratica:

  • i disinfettanti sono agenti chimici utilizzati per inattivare o distruggere i microrganismi batterici,
  • gli igienizzanti, spesso sotto forma di liquido, gel o schiuma, vengono utilizzati per ridurre il numero di microrganismi presenti e per pulire le mani.

La riuscita della disinfezione dai virus è determinata, principalmente, dalle caratteristiche del virus stesso, dalle proprietà dei disinfettanti o igienizzanti e dall’ambiente in cui è presente il virus. Ecco perché è importante sapere su quali superfici i virus sopravvivono più a lungo.

Hai un hotel o un’attività commerciale? Scopri come GLOW può risolvere i tuoi problemi di igienizzazione mani per te e i tuoi clienti.

Perché utilizzare disinfettanti ed igienizzanti mani?

Secondo uno studio firmato dal prof. Van Doremalen (et. al 2020), infatti, il COVID-19 è molto stabile, ovvero sopravvive in ambienti favorevoli. Infatti, Il COVID-19 persiste per durate variabili in diversi ambienti, in particolare:

  • sullo strato esterno delle mascherine chirurgiche per un massimo di 7 giorni;
  • su vetro, plastica, banconote, acciaio inossidabile) varia da 4 a 7 giorni (Chin et al. 2020 ).
  • su legno e tessuto circa 2 giorni (Chin et al. 2020);
  • su acciaio inossidabile e plastica oltre le 72 ore
  • su rame e cartone circa 72 ore

Capiamo bene come la disinfezione di superfici e materiali e l’igiene delle mani sia fondamentale, in generale, ma soprattutto di fronte a questi virus persistenti.

Pertanto, la disinfezione degli ambienti, come uffici, strutture sanitarie, trasporti pubblici, mercati, ristoranti e auditorium, diventa fondamentale.

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Disinfettanti e igienizzanti mani: meccanismo antimicrobico

I disinfettanti, come detto, sono agenti chimici specifici formulati per inattivare o distruggere i microrganismi e comprendono varie classi:

  • detergenti,
  • acidi,
  • agenti ossidanti,
  • alcoli,
  • aldeidi,
  • biguanidi,
  • alogeni,
  • fenoli.

I disinfettanti, come spiega lo studio sopra citato, possiedono vari tipi di meccanismi di eliminazione del virus, come l’ossidazione, l’idrolisi, la denaturazione. In particolare vengono attaccate la membrana lipidica e la membrana citoplasmatica, ovvero la parte esterna delle cellule del virus.

L’alcol (etanolo), presente in molti di questi disinfettanti, agisce provocando danni alle proteine presenti in questi microrganismi. Proprio l’etanolo è utilizzatissimo, poiché agisce sia sulle superfici, sia sulla materia organica (come la pelle delle mani), evaporando rapidamente una volta svolto il suo compito.

Nello specifico, igienizzanti mani con concentrazione di etanolo maggiore del 75% agiscono con elevata potenza virucida, inattivando molte tipologie di virus:

  • lipofili (herpes, influenza);
  • virus idrofili (adenovirus, rhinovirus, enterovirus e rotavirus).

Una concentrazione maggiore del 70% di etanolo e isopropanolo inattivano i CoVid-19 entro 30 secondi. Il cloro, altro componente presente in notevole quantità, provoca l’ossidazione dei lipidi e delle proteine, danneggiando la membrana cellulare dei microbi (McDonnell e Russell 1999).

Disinfettanti ed igienizzanti mani: come sono composti?

Come abbiamo visto, quindi, vi sono molte sostanze che rientrano nella composizione di disinfettanti ed igienizzanti mani e che hanno un ruolo decisivo nella distruzione di microbi, virus e batteri. (Duarte e de Santana 2020)

Ricapitolando, abbiamo, in maggioranza, solventi lipidici come:

  • etanolo,
  • formaldeide,
  • isopropanolo,
  • perossido di idrogeno

Quindi, i reagenti attivi dei disinfettanti per le mani a base di alcol sono etanolo o alcol isopropilico a una concentrazione elevata, circa 60–95% ( Barrett e Babl, 2015). La pandemia di coronavirus ha causato una carenza di disinfettanti per le mani in tutto il mondo (Suthivarakom, 2020 ).

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha, quindi, dato delle indicazioni per la preparazione di disinfettanti per le mani, in modo da risparmiare queste sostanze senza ridurne l’efficacia antimicrobica. L’OMS ha suggerito due formulazioni per una produzione di volume inferiore.

Le due formulazioni permettono di ottenere 1 litro di liquido igienizzande miscelando i reagenti come in tabella.

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Formula OMS per igienizzanti mani

Queste sostanze sono sicure, a lungo andare?

Igienizzanti mani: i rischi per l’uomo

Dal punto di vista scientifico, la disinfezione è una forma molto importante di prevenzione e serve per controllare le epidemie da malattie infettive, riducendo il potenziale di contaminazione del virus. Bisogna, però, trovare degli approcci alternativi a sostanze che pur distruggendo i virus, come vedremo, sono potenzialmente dannosi, sia per l’uomo che per l’ambiente.

Rischi per l’uomo

Abbiamo già enunciato le proprietà di igienizzanti e disinfettanti e i benefici derivanti dalla sanificazione delle mani ma, alla luce di diversi studi condotti in questi anni di pandemia, vi sono degli aspetti da chiarire riguardanti la pericolosità in caso di abuso.

Nello studio del novembre 2020, a firma del prof. Adeel Mahmood, infatti, si parla di questi disinfettanti ed igienizzanti mani e della loro pericolosità. Alcune sostanze chimiche hanno un impatto tossico e pericoloso anche sull’ambiente, se rilasciate per evaporazione. Vediamo quali sono le minacce per l’uomo.

  • Inalazione, ingestione o assorbimento cutaneo. L’American Association of Poison Control Center ha registrato 9504 casi di esposizione a disinfettanti per le mani alcolici nei bambini di età inferiore ai 12 anni.  Se viene inalata anche una piccola quantità di alcol può causare intossicazione nei bambini, provocando stati confusionali, vomito e sonnolenza e nei casi più gravi, arresto respiratorio.

    Nello specifico, l’inalazione, l’ingestione accidentale e l’assorbimento cutaneo in quantità elevate di etanolo, alcool isopropilico e perossido di idrogeno può portare ad una escalation di sintomi. Dai lievi gastroenteriti, a embolia della vena porta, irritazioni della mucosa gastrica, dermatiti ed eczemi.

  • Aumento di altre malattie virali. L’eccessivo uso di disinfettanti ed igienizzanti mani può, paradossalmente, aumentare il rischio di contrarre diverse malattie virali, poiché viene meno la barriera naturale costituita dalla pelle delle mani.

    L’eccessivo sfregamento ed utilizzo di questi disinfettanti rende la pelle secca e la priva di permeabilità, di acqua e di olio naturali che si trovano sulla nostra epidermide e che fanno da primo scudo contro i virus.

  • Resistenza microbica. Un fenomeno diffuso è quello della resistenza microbica. I virus, come tutti gli essere viventi, tendono ad adattarsi e sopravvivere alla forza virucida degli igienizzanti mani. L’uso eccessivo di questi prodotti può renderli, a lungo andare, inefficaci contro le mutazioni che virus e batteri fanno per contrastare l’azione dei disinfettanti.

É importante, quindi, essere parsimoniosi nell’utilizzo di igienizzanti mani a base alcolica, optando, quando è possibile, nel lavaggio delle mani con acqua e sapone o ricorrere a soluzioni alternative.

Stanco di gel igienizzanti mani che sporcano e inquinano? Scopri come GLOW può risolvere i tuoi problemi di igienizzazione mani per te e i tuoi clienti.

Igienizzanti mani: i rischi per l’ambiente

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BioRender.com

Come è facile immaginare, i composti chimici utilizzati all’interno di igienizzanti e disinfettanti mani, ma anche detersivi utilizzati per la sanificazione ambienti, sono deleteri anche per ambiente e fauna.

In particolare, infatti, non è raro che queste sostanze inquinino le falde acquifere o causino la morte di animali che vengono a contatto con residui o materiali di scarto di origine chimica.

Rischi per ambiente e falde acquifere

Diversi studi, hanno constatato come la disinfezione delle acque reflue provenienti da strutture sanitarie, uffici e hotel, sia fondamentale per ridurre al minimo la probabilità di diffusione dell’infezione e di effetti dannosi, tuttavia l’utilizzo di questi disinfettanti può causare danni.

Per approfondire, leggi anche il rapporto tra COVID-19 e inquinamento.

Anche la sanificazione dei pavimenti esterni, strade e mercati, per esempio, contribuisce allo scarico dei disinfettanti nelle acque reflue, quindi in fiumi e laghi (Subpiramaniyam 2021). In particolare le sostanze più inquinanti, presenti in igienizzanti per le mani sono:

  • l’ipoclorito di sodio (comunemente usato per la disinfezione delle acque reflue ospedaliere e nella prevenzione di malattie infettive).
  • I disinfettanti a base di cloro che minacciano la fauna e le piante acquatiche, poiché agiscono sulle loro proteine ​​e ne determinano la distruzione.

Rischi per la fauna

Oltre all’ambiente ed alla flora, sono a rischio alcune specie di animali.

L’uso intensivo di disinfettanti contro virus e batteri, infatti, mette a rischio anche la fauna selvatica urbana (Nabi et al. 2020 ). Parliamo di quelle specie che si adattano a vivere in ambienti urbani, a contatto con uomini e mezzi di trasporto.

La tematica della biodiversità, tra l’altro, ci avvicina sempre all’origine di molti virus mai esistiti prima e sconosciuti alla ricerca scientifica. La convivenza e la vicinanza forzata con specie animali di origine selvatica può, in qualche caso, favorire il salto di specie da parte di numerosi virus.

L’inquinamento delle falde acquifere, inoltre, ha portato alla distruzione di ecosistemi composti da uccelli, donnole ed altri animali che hanno presentato sintomi tossicologici. 

Conclusioni

Pertanto, è molto importante valutare alternative ai disinfettanti ed igienizzanti mani in tutti i settori. Anche se i casi di abuso di quantità elevata di queste sostanze sono rare, non sono da sottovalutare le conseguenze a lungo termine della resistenza antimicrobica e le mutazioni di questi microrganismi.

Come igienizzare le mani nei luoghi di lavoro

Sapevate che una persona in media si tocca la faccia più di 100 volte al giorno?

Oltre a casa, il luogo in cui accade di più è il posto di lavoro. Ecco perché con questo articolo vogliamo parlare di come igienizzare le mani nei luoghi di lavoro.

Durante le 100 volte in cui ci tocchiamo il viso, ovviamente, raccogliamo germi dalle superfici e li trasferiamo ad altre persone e oggetti.

Igienizzare le mani sul posto di lavoro può ridurre il numero di germi diffusi di oltre la metà a beneficio della nostra salute e di quella degli altri.

L’igiene delle mani è un’importante pratica che ci protegge dalle malattie che possono essere trasmesse attraverso il contatto diretto o indiretto con altre persone. Il mezzo più comune di trasmissione di malattie infettive è dovuto all’avere mani non igienizzate correttamente.

Non dobbiamo pensare solo agli operatori sanitari, poiché il rischio di diffusione di infezione per scarsa igienizzazione mani riguarda qualsiasi ambiente lavorativo.

L’articolo di oggi ti guiderà passo dopo passo attraverso le istruzioni su come igienizzare le mani correttamente. Più specificamente, vedremo come sanificare le mani in vari luoghi di lavoro: hotel, saloni di bellezza, musei, negozi, cliniche, studi medici, uffici e locali alimentari.

Come fa un virus a trasmettersi? Dai mezzi pubblici, in ufficio, al supermercato

Sanificazione dei luoghi di lavoro

Prima di parlare di come igienizzare le mani, parliamo in generale di sanificazione degli ambienti di lavoro. Un concetto che, in questi anni di pandemia, abbiamo imparato a conoscere meglio.

La sanificazione, regolata da diversi ordinamenti in seguito allo scoppio del COVID-19, è un complesso di procedimenti che hanno lo scopo di rendere salubre un contesto o un ambiente, tramite delle attività di pulizia, di detergenza e/o la successiva disinfezione. (Riferimento UNI 10585 : 1993)

In questo rapporto dell’Istituto Superiore di Sanità  viene indicato un preciso protocollo relativo alla sanificazione dell’aria e alle misure di prevenzione in ambienti lavorativi. In particolare, si fa una distinzione tra la pulizia, la sanificazione e la disinfezione. Queste attività possono essere svolte singolarmente o simultaneamente, con un unico processo. 

Nello specifico, nel caso in cui vi sia stata la presenza di casi sospetti o di persona con Covid-19, è necessario procedere alla sanificazione dell’ambiente. In particolare, viene indicato il processo:

  • pulizia con acqua e sapone
  • successivamente pulizia con una soluzione di ipoclorito di sodio diluita allo 0,1% o con alcol etilico al 75% per superfici più delicate

    (fonte: circolare n. 5443 del 22 febbraio 2020 del Ministero della Salute)

L’auspicio, che lascia intendere anche la circolare, è quello che la sanificazione diventi periodica, anche nei periodi post-covid19. In ottica di prevenzione  è, però, fondamentale la pulizia delle mani.

Ecco perché nei prossimi paragrafi parleremo di come igienizzare le mani ed i motivi per farlo soprattutto nei luoghi di lavoro.

Perché igienizzare le mani sul luogo di lavoro

Igienizzare le mani sul posto di lavoro potrebbe sembrare un’ovvietà, ma molte persone non lo fanno.

In media, secondo alcuni studi statunitensi , solo il 30% circa degli americani si lava le mani regolarmente. E tra quelli che lo fanno, la maggior parte non usa acqua e sapone per il tempo raccomandato, ovvero almeno 20 secondi. Addirittura, per indicare il tempo necessario per farlo, si invita a cantare “Buon compleanno” due volte.

Non lavarsi le mani, però, può avere delle conseguenze piuttosto gravi, soprattutto sul posto di lavoro, dove i germi si diffondono più rapidamente e facilmente. Ecco perché è importante incoraggiare il lavaggio delle mani al lavoro, anche quando finirà il COVID.

Per approfondire, leggi anche perché è importante igienizzare le mani anche dopo il Covid-19

Il tema di come igienizzare le mani correttamente è stato uno degli argomentiprioritari delle raccomandazioni dell’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità), come riporta questo documento del 1 Aprile 2020, in piena prima ondata. Un focus viene fatto anche dall’Istituto Superiore di Sanità, in questo articolo.

La disinfezione dell’ambiente di lavoro è una priorità prima della ripresa dei normali ambienti di lavoro . Poiché SARS-CoV-2 sopravvive nell’ambiente con persistenza che varia da ore (3 h nell’aria, 4 h su rame e 24 h su cartone) a giorni (da 2 a 3 giorni sia su acciaio inossidabile che su plastica), la disinfezione dei luoghi di lavoro è un imperativo, soprattutto dove sono inevitabili visite pubbliche o assembramenti di folle. Allo stesso modo, SARS-CoV-2 può persistere per giorni su superfici non porose al di sotto dei 22°C e con un’umidità relativa del 65%. Inoltre, è stato rilevato anche su desktop, stampanti, tastiere, maniglie delle porte, guanti.

(ECDC 2020 ; van Doremalen et al. 2020 )
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Igienizzare le mani: lavarle e gel igienizzanti bastano?

In particolare, viene posto l’accento su come vi siano diversi modi di lavare le mani, a seconda del livello di igienizzazione che si vuole raggiungere.

Esistono, infatti, tre tipologie di lavaggio mani, a seconda della durata e altri criteri:

  • Il lavaggio sociale delle mani (40-60 secondi); include lavaggio con acqua e sapone quando visibilmente sporche, prima di mangiare o dopo aver utilizzato il bagno. In sostituzione si possono usare gel e salviette.
  • il lavaggio antisettico delle mani (90 secondi circa); è quello indicato nelle aree ad alto rischio prima di qualsiasi procedura invasiva o dopo il contatto con ferite o materiale biologico.
  • Il lavaggio chirurgico delle mani (5 minuti circa),eseguito con sapone antisettico, è necessario prima di un intervento chirurgico invasivo.

Inoltre, viene chiaramente detto che i guanti non sostituiscono un’accurata pulizia e cura delle mani. A questo proposito, viene indicato che anche la parte sotto le unghie è un luogo in cui si annidano batteri e germi.

Pertanto, è fondamentale per i lavoratori tenere un comportamento in linea con i protocolli imposti in questi mesi dal governo e dalle istituzioni per la salvaguardia della salute mondiale.

A volte però, come dimostra questo studio sulle aree delle mani che vengono trascurate durante il lavaggio, per fretta o poca attenzione l’igienizzazione non viene espletata

Ecco perché, oltre alla sanificazione delle mani e ai gel igienizzanti, HT Plasma propone GLOW che utilizza la tecnologia NTP (Non thermal Plasma) per l’eliminazione di virus e batteri con un’efficacia comprovata fino al 99,9%.

Perché Glow è adatto alla tua attività?

I sistemi di igienizzazione delle mani permettono alle persone di prendersi cura della loro salute, evitando la trasmissione di virus e batteri. Sono anche utilizzati nei luoghi pubblici per evitare la diffusione dell’influenza stagionale.

I benefici dell’uso di GLOW per le mani sono:

  • riduzione della contaminazione incrociata tra le persone;
  • riduzione della diffusione di malattie infettive;
  • eliminazione fino al 99% dei germi sulle mani
  • nessun rischio di dermatiti da sfregamento o allergie
  • nessuno spreco di liquido o produzione di rifiuti plastici
  • limitata contaminazione per contatto diretto con oggetti potenzialmente infetti.

In quali attività può essere impiegato GLOW per igienizzare le mani?
Nei prossimi paragrafi troverai la risposta.

Come igienizzare le mani in ambulatori, case di cura, servizi assistenziali, ospedali

L’igiene delle mani è l’atto di mantenere le mani pulite e senza germi. È uno dei modi più efficaci per evitare di diffondere germi e di ammalarsi per un’infezione. Le pratiche di igiene delle mani possono aiutare a prevenire la diffusione di malattie infettive, come l’influenza e l’infezione da coronavirus.

I microrganismi presenti sulle superfici di sale di attesa, pronto soccorso, camere di degenza, ambulatori medici e odontoiatrici, sono un elemento potenzialmente dannoso per pazienti e personale sanitario, oltre che per gli accompagnatori.

Il ruolo dell’igiene delle mani nel prevenire la diffusione delle infezioni è stato ben documentato. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), l’igiene delle mani è il modo principale per fermare la diffusione delle infezioni, con ricerche che suggeriscono che il lavaggio delle mani può ridurre le malattie respiratorie, come il raffreddore del 16-21%.

Nelle strutture sanitarie, l’igiene delle mani è considerata una pietra miliare nella cura di base del paziente e una componente importante per migliorare la sicurezza del luogo di degenza.

Le linee guida dell’OMS, citate sopra, sull’igiene delle mani nell’assistenza sanitaria forniscono agli operatori sanitari (HCW), agli amministratori degli ospedali e alle autorità sanitarie una revisione approfondita delle prove sull’igiene delle mani nell’assistenza sanitaria e raccomandazioni specifiche per migliorare le pratiche e ridurre la trasmissione di microrganismi patogeni a pazienti e HCW.

Come igienizzare le mani è qualcosa di importante da sapere nell’ottica della prevenzione dalle infezioni nelle case di cura e di riposo.

La seguente procedura di igiene delle mani dovrebbe essere eseguita prima e dopo il contatto con i residenti.

Procedura:

1. Assicurarsi che le mani siano pulite e asciutte.
2. Applicare una quantità sufficiente di disinfettante a base di alcol (AHD) sul palmo di una mano (vedere le istruzioni d’uso del produttore).
3. Strofinare le mani insieme, assicurandosi che tutte le aree siano coperte, compreso tra le dita e sotto le unghie, nonché il dorso delle mani.
4. Continuare a strofinare fino a quando il disinfettante alcolico non si è asciugato sulle mani
5. Se è necessario ripetere i punti 1-4.

Bisogna quindi tenere a mente per inservienti, infermieri, medici e pazienti delle strutture mediche che la presenza di microrganismi incide sullo stato di salute delle persone che vivono questi ambienti.

Leggi anche disinfettanti e igienizzanti mani: quali rischi per uomo e ambiente.

Igienizzazione mani per uffici e studi professionali

Anche se in molte realtà è entrato in vigore lo smart working, alcune aziende ed uffici sono già da tempo tornati ad una situazione simile alla normalità pre-covid.

Inoltre, alcune realtà aziendali hanno finestre sigillare e, quindi, il ricambio dell’aria non è assicurato, vi sono esclusivamente climatizzatori. Questo fattore aumenta notevolmente il rischio di contagio come affermato più volte dall’OMS.

Per approfondire, leggi plasma freddo sanifica al 99,9% da virus e batteri.

La scarsa aerazione negli edifici, oltre ad influire sulla produttività, può causare diverse problematiche legate alla salute. Ecco perché igienizzare le mani in ufficio è una pratica da non abbandonare mai, nemmeno dopo il COVID-19.

La maggior parte delle persone associa l’igiene delle mani all’assistenza sanitaria. Ma in verità, la pulizia è altrettanto importante in ufficio.

La ragione principale è semplice: è noto che i germi si diffondono per contatto. Questo significa che semplicemente toccando una superficie sporca si possono diffondere, e viceversa.

In un ambiente d’ufficio, ci sono molti posti dove i germi possono prosperare. Per esempio:

  • Documenti scambiati brevi mano
  • Maniglie delle porte
  • Pulsanti dell’ascensore
  • Interruttori della luce
  • Tastiere e mouse del computer
  • Macchine da caffè e distributori automatici
  • Fontane d’acqua
  • Superfici dei bagni (specialmente rubinetti e maniglie)

L‘igienizzazione delle mani è una parte importante di qualsiasi ufficio o studio professionale.

Uno dei motivi per cui gli studi professionali dovrebbero usare un dispositivo per igienizzare le mani è perché sono esposti a molti germi durante il giorno. Studi professionali come avvocati, medici e dentisti sono in contatto con persone che possono avere malattie contagiose.

È anche importante per gli studi professionali avere un dispositivo per igienizzare le mani quando entrano ed escono dai loro uffici. In questo modo, si impedisce che i virus entrino in contatto con altre persone, al lavoro o in altri luoghi.

Le stazioni di igienizzazione delle mani GLOW sono anche una buona idea per qualsiasi azienda che richiede ai dipendenti di indossare guanti durante il lavoro.

Igienizzazione mani per alberghi e ristoranti

La pandemia da Covid-19 ha messo in ginocchio il settore del turismo e delle strutture ricettive per una buona percentuale. Mai come oggi, quindi, trasmettere un senso di sicurezza a turisti e alle persone che vogliono tornare a vivere la normalità, è fondamentale.

Come datore di lavoro o gestore di un locale commerciale, è dovere assicurarsi che il personale sia adeguatamente formato e abbia accesso agli strumenti necessari per tenere le mani pulite.

I batteri sulle mani si moltiplicano rapidamente – ci vogliono solo 20 minuti perché le cellule della pelle si stacchino dai polpastrelli e vengano sostituite da nuove. Questo spargimento di cellule cutanee è ancora più veloce se le mani non sono idratate. Se si forniscono disinfettanti idratanti per le mani al personale, oltre al normale sapone e all’acqua, si scoprirà che i membri del personale si lavano le mani più spesso perché non le asciugano ?

Un buon modo per raggiungere questo obiettivo è quello di posizionare colonnine GLOW per le mani all’ingresso, nella reception e in altre aree chiave dove i dipendenti e i visitatori possono accedervi facilmente. Collocare dispenser di disinfettante per mani nei bagni è un altro ottimo modo per assicurarsi che la gente li usi.

Un proprietario di un’azienda deve considerare di mettere delle stazioni di igienizzazione delle mani in aree ad alto traffico, specialmente se l’attività comporta la preparazione di cibo o si occupi di accoglienza.

Le cucine sono famose per essere piene di batteri a causa delle molte mani che toccano le superfici durante il giorno. È essenziale per chi lavora nelle cucine lavarsi regolarmente le mani (e usare i guanti di plastica) con acqua e sapone per diminuire le possibilità di contaminazione.

Oltre a collocare prodotti per la disinfezione delle mani intorno al tuo spazio di lavoro, dovresti assicurarti che ci siano molti asciugamani puliti disponibili. Puoi anche mettere poster o cartelli nei bagni pubblici per ricordare alle persone come lavarsi le mani correttamente.

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Igienizzazione mani per saloni e centri estetici

L’industria dei saloni è un settore molto competitivo, dove la qualità del servizio prestato influisce direttamente sulla fedeltà dei clienti. Quindi, per assicurarsi che i clienti siano soddisfatti dei trattamenti ricevuti, è essenziale fornire servizi che soddisfino le loro aspettative e addirittura le superino. Come imprenditore o manager di un’azienda in questo settore, è necessario essere sempre consapevoli della qualità dei servizi forniti. Sarà un fattore decisivo nel determinare se il tuo business avrà successo o meno.

In questa guida affronteremo alcuni degli aspetti più importanti relativi alle buone pratiche di igiene nei saloni e nei centri di bellezza che dovresti conoscere. Il lavaggio delle mani è uno dei fattori più importanti per prevenire la diffusione di malattie e virus. Infatti, come detto, è il modo più efficace per prevenire la diffusione di nuove infezioni.

Saloni, centri di bellezza e nail bar possono essere considerati luoghi in cui l’igiene delle mani è particolarmente importante a causa del contatto fisico e stretto tra clienti e operatori.

In questi luoghi, c’è un alto rischio di contaminazione e trasmissione di germi attraverso le mani.

Inoltre, le persone con un sistema immunitario debole sono più soggette alle infezioni. Per questo motivo, devono poter contare su un ambiente sicuro dove possono ricevere trattamenti in tutta sicurezza.

Secondo le normative in vigore in molti paesi, l’igiene delle mani deve rispettare determinati standard; è quindi essenziale che i prodotti per la sanificazione delle mani siano utilizzati correttamente per garantire la massima efficacia.

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Igienizzazione mani per gioiellerie e boutique

Chi gestisce una boutique o una gioielleria sa bene che comfort, sicurezza ed esclusività sono elementi fondamentali per i propri clienti.

Le gioiellerie e le boutique sono state sottoposte a un’enorme pressione per mantenere i clienti al sicuro durante la pandemia di coronavirus, e la sanificazione delle mani è un piccolo modo per aiutarli.

Le stazioni di disinfettante per mani non sono l’unica soluzione. L’igienizzazione delle mani passa anche per GLOW e il potere antimicrobico del plasma freddo.

Tutte le soluzioni sono interessanti ma, in termini di efficacia per pulire le mani, la scelta dovrebbe dipendere dalle esigenze della tua azienda. In fatto di esclusività e sostenibilità, la soluzione proposta da GLOW fa al caso tuo.

Come igienizzare le mani nei musei e nei luoghi di interesse

I disinfettanti per le mani collocati agli ingressi, alle uscite e in altre aree ad alto traffico aiutano a garantire che tutti abbiano accesso al disinfettante per le mani di cui hanno bisogno quando è necessario.

L’igienizzazione delle mani è un modo efficace per uccidere germi e batteri e fermare la diffusione delle infezioni. Questo può essere particolarmente importante in luoghi dove migliaia di persone transitano ogni giorno, come musei, parchi a tema, zoo, gallerie e altri luoghi di interesse.

Luoghi come questi sono spesso frequentati da molte persone diverse, di tutti i ceti sociali che potrebbero non essere consapevoli di essere portatori di infezioni dannose per gli altri. Fornire un facile accesso al disinfettante per le mani ai tuoi visitatori ti aiuterà a prevenire la diffusione delle infezioni.

Posiziona delle stazioni di igienizzazione delle mani in diversi punti del museo, in modo che i tuoi visitatori non debbano percorrere lunghe distanze per trovarne una. Queste stazioni devono essere collocate in punti strategici e devono essere facili da vedere

Ci sono vari scenari di sanificazione delle mani nei musei e nei luoghi d’interesse che richiedono un sistema robusto e flessibile:

  • Ingressi e uscite del museo o del luogo d’interesse.
  • All’interno dell’edificio, per esempio nelle mostre, nei negozi del museo o nei ristoranti.
  • I servizi igienici.

La sicurezza degli ambienti museali e delle strutture espositive, aperte a grandi quantità di pubblico, è fondamentale per far ripartire il sistema culturale e consentire alle persone un’esperienza completa e soddisfacente.

Come igienizzare le mani: il settore alimentare

Altra categoria merceologica in cui è fondamentale garantire l’ottimale igienizzazione delle mani è il settore alimentare. In tutta la filiera della grande distribuzione, nelle gastronomie e nei negozi di generi alimentari bisogna avere un’attenzione particolare e rispettare standard igienici e protocolli di sanificazione delle aree di lavoro. Qui, più che in ogni altro ambiente, bisogna evitare contaminazioni da batteri, muffe e agenti patogeni presenti in ambienti e superfici e trasmessi dai lavoratori.

Le mani dei dipendenti sono spesso in contatto con le materie prime e se non sono adeguatamente igienizzate, i germi possono essere trasferiti dalle mani al cibo durante la lavorazione. Questo rende la sanificazione delle mani un fattore importante nei sistemi HACCP.

L’igiene delle mani è governata da regole severe in molti paesi, tra cui Belgio, Francia e Germania.

Bisogna ricordare che i disinfettanti per le mani con quantità inferiori di alcol possono non essere così efficaci nell’uccidere alcuni tipi di germi, come il norovirus, una causa comune di epidemie di origine alimentare, secondo la Food and Drug Administration (FDA).

Il codice alimentare raccomanda che tutti i dipendenti si lavino accuratamente le mani con sapone e acqua corrente, in determinate occasioni:

  • prima di iniziare a lavorare,
  • dopo ogni assenza dalla postazione di lavoro,
  • se ha toccato parti del corpo umano nude,
  • dopo aver tossito o starnutito nelle mani,
  • una volta finito di aver usato la toilette
  • prima di indossare i guanti per lavorare con gli alimenti.

Inoltre, come detto nell’articolo introduttivo sul plasma freddo, la tecnologia NTP (Non thermal plasma) è utilizzata già da tempo per la sanificazione di materiale da imballaggio per alimenti e per la sanificazione di superfici utilizzate nelle preparazioni di cibi.

Ecco perché GLOW è l’ideale per la maggior parte delle attività commerciali aperte al pubblico.

Perché l’igienizzazione delle mani sarà importante anche dopo il COVID-19

L’igienizzazione delle mani, insieme al distanziamento sociale e l’utilizzo delle mascherine, è stata una delle misure preventive per contrastare il COVID-19. Adesso che sta per finire lo stato di emergenza in Italia, cosa succederà?

Ci sono varie ipotesi sulla fine della pandemia, ciò che appare, tuttavia, chiaro è che non bisogna abbassare la guardia circa la prevenzione e la prudenza avuta finora. In particolare, secondo alcuni pareri autorevoli, una risalita dei contagi, seppur remota, non è del tutto scongiurata.

Pertanto, nonostante il virus stia perdendo forza virale, è bene non perdere le buone abitudini di sanificazione adottate da due anni a questa parte.

In questo articolo, riporteremo studi scientifici, facendo un focus sulle prospettive della pandemia, su quando potremo dire di esserne veramente usciti e sul perché anche post-COVID non dovremmo mai abbassare la guardia in fatto di igiene delle mani e prevenzione in generale.

«Credo che nel momento in cui finirà questa ondata, in primavera, noi avremo ragionevolmente il 95% e forse più degli italiani che avranno una sorta di immunità, cioè saranno protetti chi dal vaccino, chi dalla malattia»,

Matteo Bassetti, direttore della Clinica di Malattie infettive all’ospedale San Martino di Genova.

Igienizzazione delle mani e COVID-19: perché non abbassare la guardia?

In Italia, quindi, si sta già pensando a togliere qualche restrizione, una volta conclusa la fase emergenziale al 31 marzo. Grazie ai vaccini, infatti, la gestione del virus è rimasta sotto controllo, senza dimenticare le piccole grandi abitudini di prevenzione.

Igienizzazione delle mani e distanza di sicurezza, per esempio, sono delle abitudini che, anche a pandemia conclusa, dovremmo, in qualche caso continuare ad avere. Infatti, con la bella stagione in arrivo e probabile che l’obbligo di mascherine ffp2 non ci sarà più in molte situazione di vita sociale, ma sarebbe bene, come vedremo, continuare ad avere prudenza.  

Ci stiamo avvicinando, probabilmente, al momento in cui trattare il COVID-19 non più come un’emergenza, ma come la normalità. Da pandemia, il virus, quindi, si avvia a diventare endemico?

Ci sono diversi pareri in proposito. Vediamo nel dettaglio tutte le questioni finora sollevate.

Quando finirà la pandemia e quali convinzioni ci lascia?

In alcuni paesi, come nel Regno Unito, si tratta il COVID-19 come se fosse già una malattia endemica, da cui curarsi in maniera seria, ma che è diventata parte della quotidianità della popolazione.

Dal 26 gennaio, infatti, il premier britannico Boris Johnson ha annunciato la decadenza dell’obbligo di mascherina per buona parte delle attività che si svolgono in luoghi al chiuso. Anche la Spagna sta seguendo lo stesso tipo di approccio, anche se con maggiore prudenza ed oculatezza.

«Dobbiamo valutare l’evoluzione del Covid dalla situazione di pandemia vissuta finora verso quella di una malattia endemica» ribadisce Pedro Sanchez, primo ministro spagnolo. Bisogna, quindi, monitorare l’evoluzione del COVID-19 e trattarla come un’influenza stagionale.

La storia ci insegna che, quasi sicuramente, si andrà verso questa direzione. Ma è già arrivato quel momento?

La malaria, per esempio, è una malattia ancora molto pericolosa e diffusa in zone tropicali, ma è definita endemica. Con attenzione, misure preventive contro le zanzare che la trasmettono e, soprattutto, il vaccino contro la malaria, si combatte ormai da moltissimi anni.  

Stiamo parlando di una malattia che ha una mortalità elevata, in certe zone del mondo e per certe fasce di età, ma pur sempre classificata endemica dall’OMS.

igienizzazione delle mani lavarsi
Igienizzazione delle mani

Il COVID-19 non ha una mortalità tale, ma di certo ci ha lasciato diverse convinzioni, come dimostra questo studio:

  • Il vaccino è la strada per combattere i virus.
  • La misura preventiva dell’igienizzazione delle mani è sempre da praticare.
  • L’utilizzo della mascherina potrebbe periodicamente essere consigliato in alcune situazioni di assembramento, anche in futuro.
  • La più importante precauzione per contenere l’epidemia resta il distanziamento sociale.
  • Oltre ai vaccini, contro le varianti sarà utile proseguire con la ricerca, al fine di  sviluppare farmaci antivirali.
  • La caratteristica più temuta del COVID-19 è stata la sua diffusione virale, che avviene anche attraverso individui asintomatici ma infetti.
  •  Il periodo di incubazione del virus è lungo: la media è stimata intorno a 5 giorni (fino ad un massimo di 14 gg)

Epidemia o Endemia: cosa dicono gli esperti?

In un’intervista a Sky TG24, il virologo Fabrizio Pregliasco, non esclude altre ondate di coronavirus. “…con una capacità di convivenza e terapia sempre più mirata per evitare gli effetti più pesanti a chi subisce la malattia”. Già nei prossimi mesi, ha aggiunto il virologo, “il virus potrebbe avere un andamento endemico. Ipotizzabile un momento di stanca in estate ed un rialzo nelle stagioni invernali”.

Un andamento a detta di Pregliasco, dunque, che ricalcherebbe quello degli ultimi anni, certamente, con più consapevolezza dei comportamenti preventivi che cittadini e istituzioni devono intraprendere per non cadere, nuovamente, nel baratro. Igienizzanti mani, obbligo mascherine in determinati periodi e contesti e agevolazione degli obblighi vaccinali, su tutti.

 L’epidemiologia Eleanor Murray, invece, definisce il concetto di  malattia endemica: “Significa che una persona infetta in media ne contagia un’altra in assenza di misure di contenimento”. Pertanto, è plausibile pensare che il Covid-19 diventi endemico, che non scompaia ma che continuerà ad esistere, in forma stabilizzata.

C’è, invece, chi reputa ancora frettolosa la definizione di endemia, per quanto riguarda il COVID-19.

“Trattare Covid come influenza? Io penso che non sia un atteggiamento giusto”. sostiene Silvio Garattini, presidente dell’Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri Irccs. “Non bisogna abbassare la guardia. La mortalità oggi è ancora relativamente alta. Sarà la metà del passato, ma c’è ancora. Speriamo che arrivi il momento in cui Covid potrà essere trattato come un’influenza, o come un raffreddore…”.

In un’altra intervista recente, anche Vittoria Colizza, direttrice del laboratorio EPIcx, e consulente del governo francese sulla pandemia,  sostiene che «non sappiamo con quali scale di tempo si va verso l’endemia». Inoltre, rilancia «…Sempre che non non arrivino nuove varianti con maggior patogenicità o evasione immunitaria. Cosa che al momento non si può escludere»

Il microbiologo prof. Andrea Crisanti dell’Università di Padova sostiene che “se permettiamo a questa malattia di diventare endemica, colpirà via via le persone più anziane e inciderà sulla durata della vita media“. Non bisognerà, quindi, togliere quelle misure e prassi quotidiane che aiutano a prevenire la diffusione del virus.

Vieni a scoprire Glow, il dispositivo HT Plasma che igienizza le mani con il plasma freddo. Guarda come può essere utile a te ed alla tua attività.

Cosa pensa la gente sulla fine della pandemia

Un’interessante statistica, invece, è quella dell’IPSOS Group, una società che fa ricerche di mercato internazionali. La ricerca in questione, pubblicata il 1° marzo 2022, ha indagato su un campione internazionale della popolazione appartenente a 33 paesi diversi. Il quesito era incentrato su quanto tempo si dovrà attendere per tornare ad una vita normale, come prima della pandemia. Ecco i risultati:

  • per il 27% degli intervistati bisognerà aspettare più di un anno da ora,
  • il 25% crede che entro l’anno 2022 si tornerà alla alla vita pre-pandemia,
  • per il 20% nei prossimi 6 mesi,
  • mentre il 14% pensa che sia già adesso possibile tornare ad una vita senza restrizioni.

Possiamo notare come più del 66% degli intervistati è cautamente ottimista: pensa, infatti, che per tornare alla normalità ci vogliano almeno altri 6 mesi. Questo dato nasconde ancora il timore per nuove ondate di contagi ed un sentimento generale che la crisi non sia del tutto superata.

Analogo il discorso per gli italiani. Infatti, limitatamente agli intervistati del nostro Paese, Ipsos ha riscontrato che:

  • per il 36% del campione italiano intervistato si dovrà aspettare più di un anno,
  • il 22% pensa, invece, che avverrà entro l’anno 2022,
  • per il 17% entro i prossimi 6 mesi,

Un verdetto anche qui abbastanza cauto, rispetto al tornare alla vita pre-COVID-19, che vede ancora piuttosto lontana la fine di questa pandemia.

Igienizzazione mani, distanza e prudenza: perché non abbandonare queste abitudini?

igienizzazione delle mani covid19
Mascherina

Senza creare allarmismi, quella da COVID-19 corriamo il rischio che non sia l’ultima pandemia. A causa di inquinamento e cambiamenti climatici, anche il rapporto tra uomo, natura e animali è cambiato.

“Siamo davvero una specie animale, legata indissolubilmente alle altre”, ha detto David Quammen, nel suo saggio del 2013, “Spillover.” Lo spillover non è altro che il famigerato salto di specie che i virus fanno, spesso da animali a uomini.

Come sappiamo, il salto del coronavirus è avvenuto, probabilmente, dal pipistrello o dal pangolino all’uomo. Ma il COVID-19 è solo l’ultimo spillover in ordine di tempo. Il Sars-Cov-1, l’influenza aviaria, l’ebola, l’HIV e persino il morbillo sono tutti virus che hanno fatto il salto da animale a uomo.

Ecco perché dobbiamo temere altre pandemie: ce ne sono state in passato ed è plausibile ce ne siano ancora in futuro, soprattutto, se pensiamo agli animali selvatici e a come l’uomo sta cambiando i loro habitat naturali.

Anna Cereseto, ordinario di virologia molecolare al dipartimento di Biologia cellulare, computazionale e integrata dell’università di Trento ci spiega che “Prima solitamente avviene un salto del virus fra animali selvatici appartenenti a specie diverse, successivamente il virus può essere trasmesso direttamente all’essere umano oppure, più facilmente, c’è un passaggio intermedio, attraverso il bestiame negli allevamenti”.

Inoltre, ci fornisce delucidazioni sulla differenza tra COVID-19 e altri virus, rispetto alla latenza. “La comparsa dei sintomi, peraltro spesso molto leggeri e facilmente confondibili con quelli di altre malattie infettive, avviene qualche giorno dopo il contagio e così il virus ha avuto tutto il tempo di diffondersi nella popolazione, cosa che non è avvenuta ad esempio nella Sars, in cui la malattia si manifestava subito”.

Ci sono altri virus pericolosi come il COVID-19?

Altri coronavirus, dello stesso ceppo del COVID-19, sono presenti sempre nei pipistrelli. C’è da dire però che le malattie molto contagiose, di solito, sono quelle meno letali come dice la stessa Cereseto. “La maggiore trasmissibilità è associata a una letalità solitamente bassa”, infatti “…se i sintomi sono rilevanti e la mortalità è elevata, il malato grave non fa neanche in tempo a contagiare altre persone”.

Il rischio è legato, quindi, alle mutazioni che virus come quello dell’aviaria o dell’ebola potrebbero fare, diventando meno letali ma maggiormente trasmissibili, sfociando in vere pandemie.

Ecco perché le misure di prevenzione come l’igienizzazione delle mani, l’utilizzo di mascherine in alcuni casi e il distanziamento sociale diventano degli strumenti per rendere la vita difficile ai virus.

Perché non abbandonare alcune delle misure di prevenzione

Possiamo affermare, in definitiva, che alcune pratiche saranno fisiologicamente allentate, anche in riferimento alle situazioni ed ai momenti di picco pandemico.

Paolo Bonanni , epidemiologo, professore ordinario di Igiene all’Università di Firenze, avverte: “Rinunciare di colpo no assolutamente. Dobbiamo aggiustare il tiro e attenuare alcune di queste misure nelle situazioni in cui hanno meno significato. Faccio un esempio: credo che fra un mese o due continuare a mantenere le mascherine all’aperto non avrà molto senso, in condizioni in cui non c’è un affollamento. Per cui certe cose che sono anche da un certo punto di vista difficili da continuare a mantenere, penso che su quello ci potrà essere un rilassamento. Sul fatto di monitorare le dosi di vaccino dobbiamo vedere. Per ora nessuno di noi dice ancora che c’è bisogno di una quarta dose immediata…”

In conclusione, possiamo affermare che è ragionevole pensare come alcune delle misure imposte dal governo avranno una flessione (utilizzo mascherine all’aperto, obblighi vaccinali), ma abitudini come l’igienizzare le mani e la sanificazione in generale, dovrebbero essere una pratica acquisita indispensabile per il futuro.

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