Autore: HT Plasma

Consigli per il lavaggio delle mani nel settore beauty

Il lavaggio delle mani è importante nell’industria della bellezza come in ogni altro settore. Servizi estetici, gestione degli appuntamenti ed accoglienza, lavoro con strumenti monouso: tutti questi elementi, nel mondo della bellezza, richiedono un livello di pulizia e sanificazione delle mani maggiore di qualsiasi altro settore.

Ogni cliente ha, potenzialmente, diversi fattori scatenanti che rendono la sua pelle irritata o lesa, il che significa che è necessario fare molta attenzione quando si tratta di lavarsi le mani.

Se, in qualità di estetisti o massaggiatori professionisti, non sapete come pulire correttamente le mani dopo ogni servizio e situazione, questo potrebbe mettervi a rischio di diffusione di batteri.

Essere un professionista della bellezza ha più cose in comune con il mondo sanitario  di quanto possa sembrare a prima vista. Ma cosa significa davvero abbellire, effettuare trattamenti  e massaggiare estranei tutto il giorno?

Ecco dei consigli su come sfruttare al meglio l’esperienza del lavaggio delle mani.

Lavaggio delle mani in SPA e centri estetici

Quando si parla di lavaggio delle mani nel settore estetico, ci sono molti aspetti da considerare. La maggior parte delle volte, il lavaggio delle mani viene effettuato nell’ambito della pulizia di routine, che comprende anche:

  • riempimento e lo svuotamento dei lavandini,
  • la pulizia degli strumenti 
  • la disinfezione degli attrezzi, dei lettini o delle sedie.

Ma ci sono anche momenti in cui è necessario lavarsi le mani per motivi specifici.

L’igiene delle mani dopo aver usato la toilette è quasi una prassi, ma prima?

Se si lavora con sostanze chimiche o altri materiali potenzialmente dannosi, bisogna sempre lavarsi prima di iniziare il lavoro. È inoltre importante:

  • lavarsi le mani dopo aver toccato attrezzature o strumenti che potrebbero essere portatori di germi o contaminanti provenienti da clienti precedenti.
  • lavare non solo le mani. Ciò significa che bisogna lavarsi le mani, ma anche i polsi e la parte sottostante le unghie.
  • sciacquare accuratamente tutte le superfici prima di iniziare a pulirle. In questo modo si eviterà che rimangano residui di sapone, che potrebbero causare superfici scivolose o finire addosso ai clienti e compromettere la loro esperienza nel salone o nella spa.
  • è bene assicurarsi di non usare troppo sapone quando ci si lava le mani. Troppo sapone può causare secchezza e irritazione della pelle, rendendo più difficile l’esecuzione di operazioni come il massaggio e l’applicazione di lozioni o creme durante servizi come trattamenti viso o manicure/pedicure.

Leggi anche: Disinfettanti ed igienizzanti mani: vantaggi e rischi per uomo e ambiente

Come lavarsi le mani nel settore beauty

Il lavaggio delle mani è la parte più importante di qualsiasi servizio di bellezza.
È una parte essenziale del processo che può rendere un trattamento efficace o meno. Ecco alcuni consigli su come lavarsi correttamente le mani se lavori nel beauty:

  • Lavarsi le mani prima di iniziare qualsiasi trattamento e dopo ogni cliente.
  • Usare acqua e sapone quando ci si pulisce le mani. I gel antibatterici possono essere efficaci nell’eliminare i batteri, ma non rimuovono lo sporco o gli oli dalla pelle, il che non li rende perfetti per rimuovere lo sporco.Il lavaggio con acqua e sapone è sempre la soluzione migliore se si può.
  • Lavare le mani tra le dita e sotto le unghie con acqua calda e sapone; strofinare sotto le unghie aiuta a rimuovere i detriti che possono ospitare i batteri.
  • Risciacquate accuratamente con acqua tiepida dopo ogni cliente. sempre meglio prevenire che curare.
  • Per pulirle sotto le unghie si può usare una spazzola o una salvietta.
  • In generale, è meglio usare un paio di guanti diversi per ogni cliente, specialmente dopo trattamenti come massaggi, manicure e pedicure. In questo modo si eviterà di diffondere i germi da un cliente all’altro.

Lavaggio delle mani centro estetico: con quale frequenza farlo?

La maggior parte dei professionisti dei saloni di bellezza si lava le mani ogni ora, mediamente. Tuttavia, questo non è sempre possibile e in alcuni casi può essere poco pratico.

Ad esempio, ci sono dei fattori che possono influenzare la frequenza con cui è necessario lavarsi le mani: la temperatura esterna o il tipo di prodotti che si utilizzano sui clienti.

Si consiglia di effettuare il lavaggio almeno una volta all’ora.

L’importanza del lavaggio delle mani nell’industria della bellezza

Il lavaggio delle mani è una delle operazioni più importanti in qualsiasi salone di bellezza o centro benessere. Fa parte del vostro lavoro e bisogna farlo bene per la prevenzione di clienti e famigliari.

Il lavaggio delle mani è essenziale per:

  • Prevenire la diffusione di germi e batteri. I germi possono trovarsi sulle mani toccando superfici come le maniglie delle porte, gli asciugamani e i telefoni, ma anche applicando i prodotti di bellezza ai clienti.
  • Ridurre il rischio di infezione per i clienti. Se avete un taglio aperto sulla mano o una ferita che non guarisce correttamente, il rischio di trasmettere un’infezione al cliente diventa ancora maggiore.
  • Proteggere la pelle da agenti che possono causare problemi come acne o eczemi.

È inoltre importante ricordare che esistono diversi tipi di lavaggio delle mani: alcuni sono migliori di altri e alcuni proteggono più di altri da germi o infezioni.

Uno dei più efficaci è GLOW: il dispositivo che sfrutta la tecnologia del plasma freddo per sanificare le mani in modo rapido, sicuro e sostenibile.

Leggi: FAQ su GLOW: tutto quello che ci chiede chi lo prova
Il lavaggio delle mani è necessario per prevenire la diffusione di germi e batteri che possono causare infezioni e malattie.

Il lavaggio delle mani può essere un processo che richiede del tempo per il proprietario o l’operatore di un salone. Tuttavia, è essenziale per garantire la protezione di se stessi e dei clienti da potenziali rischi per la salute.

Non toccare mai un cliente senza prima esservi lavate bene le mani. È importante lavarsi le mani prima, durante e dopo ogni servizio.

Lavaggio delle mani per SPA e beauty center: 5 consigli utili

Questa operazione è molto importante che sia eseguita correttamente per assicurarsi che tutti i residui presenti sulle mani siano rimossi. Ecco 10 utili consigli per il lavaggio delle mani nel settore beauty:

1. Utilizza sempre acqua e sapone neutro o apposito detergente per rimuovere il make-up. Lava accuratamente tutte le dita.

2. Massaggia le mani con cura, strofinando tra le dita e sotto le unghie. Risciacqua abbondantemente le mani, fino a quando l’acqua non sarà limpida.

3. Asciuga le mani con un panno morbido o una salvietta in microfibra.

4. Assicurati che gli utensili che utilizzi siano puliti ed igienizzali almeno un paio di volte al giorno.

5. Utilizza sempre guanti monouso quando trucchi le persone. Lava sempre le mani prima di indossare i guanti o di toccare le attrezzature o le superfici che entrano in contatto con la pelle o i capelli dei clienti durante i servizi come la ceretta o la manicure/pedicure.

Come rendere l’igiene delle mani un’abitudine

Il lavaggio delle mani è anche una delle cose più facili da dimenticare quando si è impegnati e distratti. Ma se non ci si lava le mani regolarmente, può essere un grave rischio. Ecco alcuni consigli per assicurarti che tu e il tuo team abbiate una corretta igiene delle mani:

1. Fai in modo che il lavaggio delle mani diventi una sana abitudine

2. Impostate un promemoria, una volta ogni ora

3. Tieni gli asciugamani a portata di mano

4. Assicurati che tutti i lavandini siano dotati di sapone e asciugamani di carta.

5. Utilizza dispositivi igienizzanti alternativi come GLOW per la sanificazione delle mani dei dipendenti e dei clienti

Il lavaggio delle mani è una parte fondamentale del lavoro nel settore della bellezza. La pelle delle mani e delle braccia è esposta a molte sostanze chimiche e prodotti diversi, quindi è importante prendersi cura delle mani lavandole frequentemente.

La pulizia degli attrezzi per il beauty

Per quanto riguarda gli attrezzi, la scelta dovrà ricadere su:

  • spugne,
  • guanti monouso (in lattice o vinyl),
  • salviette o stracci di cotone idrofilo. Meglio evitare i batuffoli di ovatta, che possono trasportare microrganismi.

Esistono diversi tipi di saponi da utilizzare nei saloni, ma i più comuni sono il sapone antibatterico e il disinfettante per le mani.

Il sapone antibatterico è creato con ingredienti come il triclosan o il cloruro di benzalconio, che uccidono i batteri che vivono sulle mani quando entrano in contatto con esse mentre lavorano sulle unghie dei clienti o su altre parti del corpo, come le aree di ceretta.

I disinfettanti per le mani sono a base di alcool, che uccide i germi istantaneamente quando viene applicato sulla pelle, ma può seccare le mani causando problemi in seguito in caso di abuso.

L’industria della bellezza è un luogo molto impegnativo. C’è molto lavoro da fare e poco tempo per farlo. Ciò può voler dire che gli standard igienici vengono spesso trascurati.

Conclusioni

Il lavaggio delle mani è, quindi, fondamentale nei centri estetici e nelle SPA. È una parte essenziale del lavoro di estetisti, massaggiatori, parucchieri. Se non ci si lava le mani correttamente, può aumentare il rischio di infezione per il cliente e per se stessi.

È importante lavarsi le mani durante ogni servizio che si esegue su un cliente. Questo include il lavaggio di lozioni, creme e oli della pelle, nonché di qualsiasi cera o adesivo.

Il lavaggio corretto delle mani deve essere sempre praticato. Assicuratevi di mantenere l’ambiente il più pulito possibile per ridurre la possibilità di diffondere batteri o infezioni. In questo modo la clientela si sentirà a proprio agio e diminuirà il rischio di ammalarsi.

Seguite questi importanti consigli per mantenere la massima qualità nel vostro salone e raccogliere i frutti di una clientela felice.

Il plasma: cos’è, dove si trova e a cosa serve

Sai come funziona un Televisore al plasma?
Un televisore di questo tipo è uno schermo piatto che emette luce attraverso un processo chiamato visualizzazione al plasma. Uno schermo al plasma è costituito da migliaia di pixel che producono luce quando vengono attivati da una corrente elettrica. Questo è solo un esempio.

Il plasma è la fase più abbondante della materia nell’universo, eppure non lo conosciamo ancora a fondo.

Abbiamo già parlato, della differenza tra plasma e plasma freddo (Non Thermal Plasma). Oggi, invece, parliamo di quello che si trova in natura, di come viene generato in laboratorio e in quali modi si può applicare.

Il nostro mondo, in realtà, è pieno di esempi di plasma, anche in natura.

I fulmini, l’aurora boreale e le luci fluorescenti sono tutti frutto di gas ionizzati. Nella scienza del plasma, crearli non significa solo creare bei colori o produrre una luce potente; si tratta di capire gli stati della materia che esistono intorno a noi ogni giorno.

In genere, il plasma viene prodotto artificialmente in laboratorio, ma alcune volte può essere osservato anche in natura. Esso può essere osservato in fenomeni quotidiani come le fiamme, i fulmini e le aurore.

Esistono molte somiglianze tra questi fenomeni in termini di struttura, di cui parleremo in seguito. Il plasma è di gran lunga la fase più comune della materia nell’universo, sia sulla Terra che al di fuori di essa.

Cos’è il plasma?

Il plasma è una forma particolare di materia, il quarto stadio della materia dopo solido, liquido e gassoso. Si tratta di una sostanza incandescente e ionizzata, costituita da atomi e da elettroni liberi.

Plasma-cos'è

Il plasma è, quindi, una miscela di elementi chimici ionizzati e molecole neutre che si trova in natura in quantità molto piccole. Quindi, possiamo definirlo come uno stato della materia simile al gas in cui una certa parte delle particelle è ionizzata.

La ionizzazione è un processo interessante in cui atomi o molecole neutre possono acquisire o perdere elettroni, creando così ioni. Questo può avvenire per collisioni tra particelle o per l’assorbimento di radiazioni, come nel caso dei brillamenti solari. La ionizzazione è un fenomeno che può avere molti effetti interessanti sulla materia, e continua a essere studiata dagli scienziati di tutto il mondo.

Il plasma è altamente reattivo e inizia immediatamente a reagire con altre sostanze per formare altri composti. Per questo motivo, il plasma viene spesso conservato in contenitori o tubi sigillati.

Il plasma si trova nel sole e nelle lampadine fluorescenti, ma anche in altri luoghi.

Esso è lo stato della materia che ha più energia di un normale gas e meno energia di un solido o di un liquido. È composto da particelle cariche che si muovono liberamente e indipendentemente.

Questo può accadere perché le particelle sono state private dei loro elettroni, quindi ionizzate o perché sono così calde da aver perso gli elettroni stessi.

Il plasma può:

  • condurre l’elettricità
  • rispondere ai campi magnetici,

Inoltre, può essere impiegato in molte applicazioni, dalla fusione nucleare alla produzione di microchip e televisori a schermo piatto, come detto.

Il plasma, però, può essere trovato in natura. Un esempio sono i fulmini o l’aurora boreale.

Il plasma si trova in natura?

L’atmosfera terrestre è, infatti, composta per circa l’1% da plasma e il Sole è una grande palla di plasma. Il plasma si trova anche nel fuoco, nei fulmini, non solo nelle insegne al neon, nelle luci fluorescenti e in molti altri oggetti familiari che ci circondano.

In realtà, l’intero universo è pieno di plasma. Al centro di stelle come il nostro Sole, le temperature raggiungono oltre 10 milioni ° C e le pressioni sono così elevate che gli elettroni vengono strappati dagli atomi per formare un gas di elettroni e ioni liberi.

Quando queste particelle altamente cariche si scontrano tra loro o con particelle neutre, emettono una luce chiamata fluorescenza.

Poiché contengono molte particelle cariche, i plasmi conducono bene l’elettricità e rispondono fortemente ai campi magnetici.

il plasma in natura: fulmini e aurora boreale

Il fulmine è un esempio perfetto, in questo senso. Esso si forma quando si verifica una scarica elettrica tra due punti di diverso potenziale elettrico.

In pratica, quando una scarica elettrica attraversa il cielo è causata, in genere, da un temporale, ma può essere anche provocata da una tempesta solare.

Il rapido rilascio dell’energia che ne deriva fa sì che la temperatura dell’aria aumenti rapidamente, diventando elettricamente conduttiva. In questo modo, sarà sufficientemente calda per far continuare il flusso di elettroni e ioni.

Questo processo forma il plasma, il quale viaggia lungo il canale verso la Terra, dando vita a quel fenomeno elettromagnetico che è il fulmine.

Il plasma più visibile in natura è l’aurora boreale. L’aurora boreale è prodotta dall’interazione della radiazione solare con i gas della nostra atmosfera, in particolare con il protossido d’azoto.

Essa si forma quando il vento solare fa urtare le particelle cariche dello spazio contro l’atmosfera terrestre. Quando queste particelle colpiscono l’alta atmosfera, producono luce che può essere vista da molte parti del mondo.

Come si genera il plasma in laboratorio?

 Il generatore di plasma è una camera a vuoto che contiene la sorgente di plasma (come un elettrodo o una torcia al plasma).

La sorgente di plasma è collegata a un alimentatore elettrico. L’alimentatore ha un’uscita ad alta tensione e bassa corrente. Ciò significa che può generare grandi tensioni, ma solo piccole correnti.

Quando l’alta tensione viene applicata alla sorgente di plasma, gli elettroni vengono staccati dai loro nuclei, accelerando la loro motilità.

Gli elettroni si muovono così velocemente (fino a diverse migliaia di chilometri al secondo) che possono entrare in collisione con le molecole di gas presenti nella camera e portarle in stati eccitati.

Queste molecole eccitate si scontrano poi con altre molecole di gas, eccitandole a loro volta. Il risultato finale è una nuvola di particelle cariche, chiamata plasma, che fuoriesce dalla camera e arriva all’esperimento.

Il vantaggio principale di questo metodo di generazione di plasmi è che non è necessario alcun contatto tra le parti del sistema e non vi è alcun rischio di scosse elettriche.

il plasma freddo

Il plasma prodotto in laboratorio, di solito, si trova ad elevate temperature. Infatti, gli atomi ionizzati raggiungono temperature vicine ai 10 mila °C.

Il plasma atmosferico o freddo, invece, è molto più facile da riprodurre perché lavora a temperature molto più basse, qualità che gli conferisce una versatilità d’uso notevole in molti campi, tra tutti quello dell’igienizzazione di tessuti organici e superfici.

Breve storia

La scoperta dei raggi catodici da parte di Sir William Crookes nel 1879 ha rivoluzionato il campo della fisica. Dopo di lui, altri scienziati come Ferdinand Braun e Nikola Tesla hanno sperimentato questa nuova tecnologia, aprendo la strada a una nuova era della fisica.

Alla fine fu chiamato così, agli inizi del ventesimo secolo, dal fisico Irving Langmuir. Da allora, è stato utilizzato in molti campi, dalla medicina alla ricerca spaziale. Oggi, il plasma è ancora una parte importante della scienza e della tecnologia, e continua a offrire nuove opportunità per la scoperta e l’innovazione.

Le applicazioni del plasma

Le sorgenti di plasma sono utilizzate in molte applicazioni diverse, tra cui:

  • laser
  • macchine a raggi X
  • insegne al neon
  • display per l’illuminazione

I reattori a fusione utilizzano campi magnetici e correnti elettriche per confinare il plasma all’interno di una camera del reattore, in modo che diventi abbastanza caldo da fondere insieme i nuclei atomici, senza alcuna fonte di energia esterna, se non il suo stesso aumento di temperatura.

Le applicazioni al plasma sono molteplici:

  • nell’industria dell’intrattenimento,
  • nell’industria medica,
  • nell’industria della difesa e della sicurezza,
  • nell’industria automobilistica,
  • nel campo aerospaziale.

La tecnologia del plasma (NTP) è una delle più innovative e versatile nel campo della lavorazione dei materiali. Una innovazione che può essere utilizzata per unire o modificare le proprietà di superficie di un materiale in modo mirato.

Questa tecnologia si è affermata negli ultimi anni in quasi tutti i settori industriali e continua ad espandersi in nuovi campi. Vediamone alcuni.

Pulizia di materiali e superfici

La Tecnologia NTP offre soluzioni per ogni tipo di sporco, di substrato e di post-trattamento. I vantaggi di questo metodo di pulizia sono numerosi: elimina anche i residui di contaminazione molecolare, è adatta a qualsiasi tipo di superficie e materiale.

In ambito medico, per esempio, l’utilizzo del plasma freddo è un ottimo metodo di sterilizzazione del campo chirurgico.

Inoltre, la pulizia al plasma garantisce diversi vantaggi:

  • pulizia totale di cavità ed interstizi
  • rimozione dello sporco e di germi e batteri
  • pulitura senza residui
  • non inquina

Conclusioni

Il plasma ha una varietà di usi, perché può essere impiegato in molti contesti diversi. Gli scienziati sono particolarmente interessati a far convergere studi e ricerche in questo campo, con la speranza di portare ad un miglioramento della tecnologia.

Per saperne di più sul plasma, leggi[1]  Plasma freddo e sanificazione: ricerche e casi studio

Come promuovere GLOW? Intervista al reparto Marketing & Comunicazione di HT Plasma

In questo articolo, continua il viaggio dietro le quinte di HT Plasma, in particolare ci occuperemo delle strategie di comunicazione per promuovere GLOW.

Parlando con Anna D’Amico, co-founder e Marketing Manager di HT Plasma, cercheremo di capire le difficoltà, le iniziative ed i successi che una startup innovativa come HT Plasma ha dovuto affrontare, sostenuto ed ottenuto per presentarsi sul mercato e promuovere GLOW, una rivoluzione nell’igienizzazione delle mani.

La tecnologia innovativa del plasma freddo è già alla nostra portata, dobbiamo solo farla conoscere.

Anna D’Amico-Co-Founder e Marketing Manager di HT Plasma

Gli esordi: com’è nato il progetto

Anna com’è ti sei avvicinata al progetto che ha dato vita ad HT Plasma?

Tutto è nato quando un mio amico, ora anche socio, mi chiese di realizzare un piano di marketing per partecipare ad una competizione che vuole promuovere idee imprenditoriali innovative, la Start Cup Veneto edizione 2020.

In quell’occasione ricordo che non avevo idea di cosa fosse il Plasma Freddo.

La competizione alla fine la vincemmo e da lì si concretizzò la possibilità di dare seguito al progetto imprenditoriale, che mirava a utilizzare il potere antimicrobico del plasma freddo per la sanificazione delle mani.

Nel febbraio del 2021 abbiamo costituito la start up innovativa HT Plasma.

Promuovere GLOW: le strategie utilizzate

Quali sono le strategie migliori per lanciare un prodotto innovativo come GLOW (dato che non esisteva un omologo sul mercato)?

Premesso che le strategie vanno sempre testate, adattate e riadattate;

la prima fase dell’attività di marketing che abbiamo svolto ha riguardato l’analisi. Abbiamo studiato il mercato e i concorrenti che propongono soluzioni per ottenere il nostro stesso risultato, ossia igienizzare le mani da virus e batteri. Dopo di che ci siamo focalizzati sul target e abbiamo indagato le principali problematiche della nostra potenziale clientela.

Un passo molto importante è stato disegnare la nostra identità, dandoci una forma concreta e reale.

Successivamente siamo passati all’azione. Abbiamo realizzato un video che raccontasse il nostro prodotto e abbiamo cominciato ad elaborare contenuti.

Lavoriamo moltissimo sulla comunicazione, tramite il blog e i social, per far conoscere la tecnologia e i suoi vantaggi non solo nel mondo della sanificazione.

Sicuramente, il fatto che vendiamo un dispositivo che non esiste in commercio ci ha messi nella condizione di ripensare alle classiche strategie digitali ed individuarne di nuove.

Le vendite che stiamo effettuando ci dicono che abbiamo intrapreso la strada corretta. Ovviamente, siamo solo all’inizio del nostro percorso ma siamo estremamente fiduciosi.

Promozione di GLOW: i valori

Quali sono i valori su cui si fonda HT Plasma e come cercate di trasferirli con la vs. comunicazione?

La nostra start up è nata per dare una risposta concreta e innovativa al tema dell’igienizzazione mani che, dato il particolare momento storico, ha cambiato le nostre abitudini in tema di igiene e salute.

Da una parte i nostri dispositivi con tecnologia al plasma freddo si pongono come soluzione per arginare la diffusione di virus e batteri, contribuendo ad affrontare il problema della propagazione interumana di altre infezioni come influenza, raffreddore ma anche lo scambio di batteri antibiotico resistenti.

Dall’altra parte, puntiamo alla sostenibilità dei nostri dispositivi. Infatti, non generano scarti e vengono realizzati con materiali riciclabili.

Leggi anche: La verità su COVID-19 e inquinamento

Con queste premesse ci poniamo come alternativa all’uso di disinfettanti chimici che si avvalgono della plastica per il confezionamento o altre soluzioni usa e getta come guanti e salviette.

La nostra vuole essere una comunicazione semplice ed efficace. L’obiettivo è quello di raccontare quello che facciamo e il motivo per cui lo facciamo.

Le difficoltà nel promuovere GLOW

Quanto è stato difficile istruire le persone su argomenti come l’importanza della prevenzione o la tecnologia al plasma freddo?

La prevenzione è un tema centrale nella nostra comunicazione. Secondo un’indagine del Laboratorio di Ricerca sul Lavaggio delle Mani dell’Università di Clemson, solo una persona su cinque si lava le mani dopo aver fatto la spesa. Questo vuol dire che c’è ancora tanta strada da fare, a livello di consapevolezza, sull’importanza di questo semplice gesto.

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Per quanto riguarda la tecnologia del plasma freddo, l’innovazione è una parola che piace a tutti. La principale difficoltà ritengo che sia quella di riuscire a comunicare in modo efficace e semplice. Parliamo di grandi temi, ma vogliamo farlo con la freschezza che contraddistingue una realtà giovane e dinamica, come la nostra.

Come promuovere GLOW: gli obiettivi

A livello di comunicazione, quali sono i prossimi obiettivi di HT Plasma e GLOW?

La nostra strategia di comunicazione vuole approdare anche su altri mezzi di comunicazione: giornali, radio, reti televisive. Vogliamo che la tecnologia del plasma freddo e il nostro dispositivo diventino parte delle vite delle persone.

Il gesto quotidiano di igienizzarsi le mani può essere fatto anche in modo sostenibile per l’ambiente e senza usare sostanze alcoliche che generano problematiche cutanee e non solo.

Continueremo e implementeremo il nostro percorso di comunicazione per far conoscere i vantaggi del plasma freddo in svariati ambiti utili all’uomo. Vogliamo che il plasma freddo non sia una tecnologia ad uso esclusivo del mondo della ricerca scientifica ma che trovi applicazioni in soluzioni che fanno parte della nostra quotidianità.

Come lavare le mani in vacanza: 9 situazioni da attenzionare

L’arrivo dell’estate è sempre un momento di spensieratezza che, in alcuni casi, può portare ad essere poco inclini ad osservare regole di prevenzione come lavare le mani.

In questi mesi, la sanificazione delle mani è stato uno dei migliori mezzi di prevenzione da adottare a tutti i livelli. Viaggiare senza sapere come lavare le mani mentre si è fuori casa o su un mezzo di trasporto o prima di mangiare sono tutte situazioni a cui dare la giusta attenzione.

Questo articolo vuole fare da monito, senza creare allarmismi, circa la buona abitudine dell’igiene delle mani, acquisita in questi anni di pandemia e che, per via dell’allentamento delle restrizioni, potrebbe perdersi per strada.

Uno dei modi migliori per evitare di venire a contatto con germi e batteri, durante le vacanze, sarebbe quello di toccare poco o nulla. Tuttavia, questo è praticamente impossibile. Cosa succede se bisogna usare un bancomat? Toccare la maniglia delle porte?

Ecco molte situazioni in cui è importante lavarsi le mani prima di mangiare o di toccarsi il viso.

Come lavare le mani in viaggio

Lavarsi le mani è l’aspetto più importante – e spesso più trascurato – per mantenersi in salute durante il viaggio.

Ci si può ammalare a causa di ciò che si tocca, quindi è importante lavarsi le mani frequentemente e accuratamente durante viaggi o vacanze.

Il Centers for Disease Control and Prevention raccomanda di lavarsi le mani con acqua e sapone per 20 secondi prima di mangiare o preparare il cibo, dopo aver usato il bagno e prima di maneggiare il cibo. Questo vale anche per chi tocca gli animali e cambia i pannolini.

Ecco alcuni rapidi consigli su come lavare le mani in viaggio:

  • Lavarsi le mani con acqua calda e sapone. Il sapone aiuta a rimuovere i germi dalla pelle, mentre l’acqua calda aiuta ad aprire i pori per pulirli facilmente. Il lavaggio con acqua calda è utile anche nelle giornate fredde, quando le temperature rigide tendono a far seccare le mani più rapidamente del solito.

  • Usate un disinfettante per le mani, solo se acqua e sapone non sono disponibili. Gli igienizzanti per le mani sono progettati per uccidere i germi al contatto, ma non sono efficaci come il lavaggio con acqua e sapone perché non puliscono bene la pelle.

Secondo il CDC, gli igienizzanti per le mani dovrebbero essere usati solo quando non sono disponibili altri mezzi di igienizzazione (come il sapone). Usare disinfettanti con alcol tra il 60 e il 70% possono, tuttavia, presentare delle controindicazioni.

Per approfondire:  Disinfettanti ed igienizzanti mani: vantaggi e rischi per uomo e ambiente

  • Utilizzare dispositivi igienizzanti al plasma freddo come GLOW in appositi luoghi come ristoranti, hotel e boutique che ne sono forniti.

Come lavarsi le mani correttamente?

Abbiamo già parlato ampiamente di vari settori in cui l’igienizzazione delle mani è fondamentale. Sapere come lavare le mani è davvero importante, specialmente nei momenti in cui si è fuori casa.

Le manovre corrette per il lavare le mani sono:

  1. Iniziare dal dorso,
  2. andare dal palmo fino al polso,
  3. Sfregare una mano contro l’altra,
  4. provvedere alla detersione delle dita e degli spazi interdigitali
  5. Non dimenticare le unghie.

Prima di lavare le mani è consigliabile rimuovere anelli e bracciali, ed eventualmente lavarli a parte. Molti batteri e germi si annidano lì e questi oggetti non darebbero, comunque, la possibilità di un lavaggio omogeneo. 

Leggere anche: Sanificare le mani in ambulatori, studi medici e cliniche

1) Come lavarsi le mani senza acqua e sapone

Ci sono alcuni accorgimenti che possono aiutarvi a mantenere le mani pulite durante il viaggio, senza dover adottare misure troppo estreme come i guanti monouso per le attività quotidiane (prendere la metropolitana o visitare luoghi affollati).

  • Innanzitutto, se soggiornate in un hotel, chiedete alla reception un disinfettante per le mani o delle salviette confezionate.
  • Potete anche portare con voi delle salviette antibatteriche, molto efficaci come acqua e sapone per eliminare i germi.
  • Usare il gel igienizzante per le mani, come detto sopra, al posto dell’acqua e del sapone quando si è in pubblico. Assicuratevi di non toccarvi, nell’immediatezza, gli occhi o la bocca dopo averli usati.

    Un disinfettante per le mani all’aloe vera è meglio di molti altri.Non limitatevi a pulire, ma strofinate anche le fedi.
  • Fate in modo che lo spray antibatterico faccia parte della vostra routine di viaggio, ma senza abusarne.

Lavarsi le mani fuori casa: spray o gel?

La risposta è: spray. Anche se il gel può sembrare più comodo e facile da usare, in realtà è meno efficace. Quando si spruzza un gel sulle mani e le si strofina, la maggior parte del prodotto va sprecata perché cola dalle mani prima di poterlo utilizzare.

Invece, lo spray, in virtù del fatto che viene nebulizzato, permette una minor quantità erogata che, tuttavia,  asciuga molto più rapidamente rispetto al gel. Una caratteristica vantaggiosa, se lo spray viene utilizzato correttamente, è la rapida detersione delle mani che permette di tornare subito alle vostre attività

D’altronde, però, come abbiamo detto più volte, un’efficace sanificazione delle mani richiede almeno 30 secondi. Pertanto, bisogna assicurarsi di diffondere bene lo spray su tutta la superficie delle mani prima che si asciughi completamente.

2) Come lavare le mani ai bambini in vacanza

Quando siete in vacanza, è importante che tutta la vostra famiglia sia allineata sulle norme di igiene, in particolare, i bambini.

Innanzitutto, se i vostri figli sono abbastanza grandi da lavarsi i denti da soli, Ma se non lo sono, dovrete farlo voi per loro.

In secondo luogo, i bambini piccoli non sono sempre in grado di capire quando devono lavarsi le mani: il loro senso dell’olfatto e del gusto potrebbe non essere ancora completamente sviluppato.

Per questo è importante che i genitori e gli assistenti diano il buon esempio di come lavarsi le mani, lavandole spesso, soprattutto dopo aver usato il bagno o cambiato il pannolino, e mostrando ai bambini quanto sia facile!

Infine, se soggiornate in una camera d’albergo o in una casa in affitto, portate con voi una bottiglia di disinfettante per le mani. In questo modo, potrete dare al bambino una rapida spruzzata di disinfettante dopo aver usato il bagno o toccato superfici sporche come le attrezzature del parco giochi o le maniglie delle porte sui mezzi pubblici.

In generale, bisogna:

  • Lavate spesso le mani dei bambini, soprattutto dopo aver usato il bagno e prima di mangiare. Assicuratevi che l’acqua sia abbastanza calda da non irritare la pelle.
  • Usate una piccola quantità di sapone liquido: la maggior parte delle persone ne usa troppo e questo può irritare la pelle dei piccoli. Potete optare per quello neutro e poco aggressivo.
  • Se il sapone non è disponibile, utilizzate un disinfettante per mani a base di alcol con un contenuto alcolico di almeno il 60%
  • Fate strofinare le mani dei bambini per 20 secondi, il disinfettante ha il tempo sufficiente per farsi strada attraverso gli strati di cellule della pelle.
  • Asciugare le mani con un asciugamano di stoffa, altrimenti di carta. Se non c’è un asciugamano di carta, evitate l’asciugatore ad aria, perché questo può diffondere i germi tra le persone e le superfici, come vedremo più avanti.

Preferite sempre l’acqua e il sapone a tutti molti altri metodi che utilizzano prodotti chimici.

Leggi anche: Plasma freddo e sanificazione: ricerche e casi studio

Abbiamo parlato, finora, di come lavare le mani in viaggio ma, ovviamente, ci sono diverse tipologie di viaggio e molti mezzi di trasporto che meritano un’adeguata specifica.

3) Come lavare le mani in aereo

Viaggiare è sempre molto bello, ma i viaggi in aereo per tanti motivi hanno particolari accortezze da seguire. La durata media di un volo nazionale è di circa 2 ore, il tempo necessario perché i batteri si moltiplichino su una superficie sporca per 5 milioni di volte, secondo uno studio pubblicato sulla rivista Applied and Environmental Microbiology.

“Il lavaggio delle mani è la misura preventiva più importante che possiamo adottare contro le infezioni…È come lavarsi i denti”. ha dichiarato il Dr. William Schaffner, presidente della cattedra di medicina preventiva del Vanderbilt University Medical Center di Nashville, Tennessee

Anche in questo caso, adottare qualche misura preventiva non fa di certo male.

  • Usare un fazzoletto pulito come barriera tra la mano e il rubinetto, la maniglia o la serratura quando si è in un bagno pubblico.
  • Se non c’è il sapone, usate il disinfettante per le mani.
  • Evitare il più possibile il contatto con superfici non pulite già alla vista.
  • Evitate l’uso del bagno se non strettamente necessario sui mezzi di trasporto. I germi si annidano ovunque, anche in vacanza, quindi è particolarmente importante fare attenzione durante i viaggi.

4) Come lavarsi le mani in treno

Anche il treno è uno die mezzi di trasporto che ospita diverse centinaia di passeggeri al giorno, soprattutto nei periodi di vacanza.

Le regole generali, su come lavare le mani, valgono anche in questo caso, con qualche accortezza in più.

Le superfici del treno sono, potenzialmente, fonte di virus e batteri e viaggiando spesso, si è più esposti al rischio di piccoli e grandi contagi. Ecco perché iniziare dal lavaggio delle mani e dalla loro sanificazione è, certamente, la regola base.

Come sempre, il lavandino del bagno è il posto migliore per lavarsi le mani. Se non ci sono asciugamani di carta, usate la carta igienica come alternativa.

Altri suggerimenti e consigli per l’igiene delle mani in treno.

  • Quando non è possibile lavarsi le mani, è importante usare un disinfettante per mani o salviette a base di alcol.

    Questi prodotti contengono almeno il 60% di alcol e possono essere utilizzati al posto di acqua e sapone quando le mani non sono visibilmente sporche. Una spruzzata dovrebbe essere sufficiente per pulire a fondo entrambe le mani – ma non dimenticate i polsi.

  • Utilizzate con parsimonia queste tipologie di disinfettanti: per esempio, evitare di farlo quando siete ancora sul treno, a meno che non siate stati in bagno. Preferite il loro utilizzo appena scesi dal vagone e avrete preso i vostri bagagli.

5) Come lavare le mani in spiaggia e in piscina

Luoghi di svago per eccellenza, la spiaggia e la piscina, possono far abbassare, facilmente, la soglia di attenzione, circa la pulizia delle mani. Infatti, quando siamo più rilassati è facile perdere alcune abitudini sane come lavare le mani.

Bambini, ragazzi, ma anche adulti dovrebbero porsi l’obiettivo di igienizzare le mani nei momenti più a rischio: prima di mangiare e dopo aver utilizzato i servizi igienici. Inoltre, la sabbia, il sole e il cloro delle piscine possono rendere difficile mantenere una buona igiene delle mani.

Il CDC raccomanda di utilizzare un disinfettante per le mani a base di alcol con un contenuto alcolico di almeno il 60%, ma se si è allergici è possibile evitare il disinfettante.

Un metodo alternativo sono le salviette o piccole saponette da mettere nello zaino per utilizzarle appena vi è l’acqua a disposizione.

La prudenza non è mai troppa, purché non sfoci in esagerazione.

6) Come lavarsi le mani al ristorante

Cenare fuori casa, quando si è in vacanza è un’attività molto frequente. Le cucine e le sale dei ristoranti possono, però, essere terreno fertile per germi e batteri.

Assicuratevi, quindi, di:

  • lavare le mani prima di consumare il cibo.
     
  • lavare le mani dopo aver usato il bagno.
  • utilizzare acqua calda e sapone, anche per i bambini.
  • bagnare bene entrambe le mani, applicando il sapone e strofinare per almeno 20 secondi.
  • sciacquare sotto l’acqua corrente.
  • asciugare con un panno di stoffa, o di carta. I panni lavabili funzionano meglio delle salviette di carta perché sono più assorbenti dei prodotti cartacei, quindi trattengono meglio i germi e riducono i tempi di asciugatura tra un utilizzo e l’altro.
  • evitare, se potete, di utilizzare gli asciugatori ad aria calda. Secondo uno studio, pubblicato su Applied And Environmental Microbiology, questi apparecchi, in realtà, sporcano le mani con i batteri che circolano nei bagni.

    In pratica, le goccioline d’acqua che vengono soffiate via dall’aria calda di questi erogatori, contengono una quantità notevole di germi.

7) Come lavarsi le mani durante escursioni o gite

Altra situazione, in cui attenzionare l’igiene delle mani, è quella delle escursioni o gite, musei, giri turistici o parco giochi.

Anche qui bisogna lavarsi le mani accuratamente, dopo aver toccato oggetti o giocato a contatto con superfici pubbliche o nell’attrezzatura per arrampicarsi.
I bambini hanno più probabilità degli adulti di raccogliere batteri da queste superfici.

Usate un disinfettante per mani a base di alcol o acqua e sapone se non potete lavarvi bene le mani a casa prima di uscire per la giornata.

8) Come lavarsi le mani in barca o in crociera

Se siete in barca o in crociera, dovrete essere molto cauti nel lavarvi le mani. Non volete essere la persona che diffonde i germi e fa ammalare gli altri.

1. Quando si sale a bordo della nave. La prima cosa da fare quando si sale a bordo di una barca o di una nave da crociera è lavarsi le mani. In questo modo si evita che i batteri si diffondano sulla nave.

2. Dopo aver usato il bagno. Se si usa il bagno in vacanza, è importante lavarsi le mani dopo averlo fatto. In questo modo si eviterà che i batteri si diffondano in altre parti della nave o dell’imbarcazione dove le persone potrebbero mangiare o dormire durante la notte.

3. Prima di mangiare qualsiasi cosa. Quando si va in barca o in crociera, è importante che tutti si lavino le mani prima di mangiare qualsiasi cosa! In questo modo nessuno si ammala e tutti possono godersi la vacanza insieme!

4. Dopo aver maneggiato denaro. Se si viaggia all’estero e si ha bisogno di usare contanti per qualsiasi motivo (ad esempio per comprare souvenir), è molto importante lavarsi le mani dopo aver maneggiato denaro.

9) Come lavare le mani in campeggio

Se non ci sono lavandini a disposizione (ad esempio, in campeggio), utilizzare un disinfettante per le mani invece di acqua e sapone, se possibile. Se il disinfettante per le mani non è disponibile, usate salviette a base di alcol.

Quando si è in campeggio, si vuole evitare di sprecare acqua. Il campeggio è uno dei modi migliori per immergersi nella natura e godersi i grandi spazi aperti, ma spesso significa trovarsi in luoghi non proprio puliti.

Ecco alcuni consigli per mantenere le mani pulite durante il campeggio:

  • Lavarsi le mani: è importante lavarsi le mani con acqua e sapone dopo aver usato la toilette, aver maneggiato cibo crudo o altre superfici che possono contenere batteri. Se non avete accesso a un lavandino o all’acqua corrente, usate un disinfettante per le mani.

  • Usate invece le salviette umidificate. Se nel bagno del vostro campeggio non c’è acqua corrente, mettete in valigia queste salviette per tenervi puliti anche quando siete in campeggio in zone remote. Assicuratevi che siano ben sigillate per evitare che si secchino durante il viaggio.

  • Fonti d’acqua: Non bevete da ruscelli o laghi se non siete sicuri che siano sicuri per il consumo. In caso di dubbio, fate bollire l’acqua prima di berla. Non bevete mai l’acqua del rubinetto non trattata.

Conclusioni

Può sembrare ridicolo, ma indipendentemente dal luogo in cui si viaggia, è essenziale lavarsi le mani il più spesso possibile, proprio come se si fosse a casa.

Se state visitando determinati Paesi, è particolarmente importante prestare attenzione a questo aspetto, poiché i centri turistici e le attrazioni non hanno gli stessi standard sanitari rigorosi a cui siete abituati nella vostra nazione.

È facile dare per scontata l’igiene quando si è a casa. Tuttavia, ci sono momenti in cui è necessario prestare maggiore attenzione (e cura) al modo in cui ci si lava le mani. Ad esempio, quando si viaggia.

Come sanificare le mani in negozi e boutique? Consigli per gestori e dipendenti

Da qualche settimana sono già cadute diverse restrizioni riguardanti la prevenzione COVID-19, tuttavia è bene ricordare come sanificare le mani in negozi e boutique, ovvero luoghi altamente frequentati.

La sanificazione di negozi e boutique è un aspetto importante per garantire la salute e la sicurezza di clienti e dipendenti. Le infezioni possono essere trasferite facilmente se non vengono trattate con igienizzanti di tipo medico, soprattutto sui polpastrelli.

Sia che siate commessi o gestori, ecco alcuni consigli su come sanificare le mani e garantire l’igiene all’interno di un esercizio commerciale.

In particolare, vedremo:

  • Come igienizzare le mani nei negozi e nelle boutique? Suggerimenti per manager e commessi
  • La pulizia completa delle aree pubbliche è un compito enorme. Come possiamo farlo?
  • Come pulire correttamente le mani nei negozi e nelle boutique?

Ha ancora senso sanificare negozi e boutique?

La risposta è semplice: Sì, è il modo migliore per prevenire raffreddori e influenze.

Un nuovo studio ha rilevato che una persona su cinque si lava le mani dopo aver fatto la spesa.

Secondo un’indagine del Laboratorio di Ricerca sul Lavaggio delle Mani dell’Università di Clemson, molti acquirenti non sono ancora consapevoli di quanto sia importante pulirsi le mani prima di mangiare.

Lo studio ha rilevato che solo il 18% degli acquirenti si lava le mani dopo aver fatto la spesa e solo il 35% le lava dopo aver preparato il cibo per gli altri.

“Il fatto che così tante persone saltino questo semplice passo potrebbe mettere a rischio tutti”, ha dichiarato il dottor Stephan Morse, direttore del Laboratorio di ricerca sul lavaggio delle mani. “Non solo vogliamo proteggere noi stessi e le nostre famiglie dai germi, ma vogliamo anche smettere di diffonderli a chi ci circonda”.

L’igiene e la sicurezza nei punti vendita al dettaglio sono, ancora oggi, un imperativo importante. Senza un’adeguata igienizzazione mani, i negozi sono soggetti alla trasmissione di microrganismi patogeni.

La prevenzione, come abbiamo detto più volte, non finisce nel momento in cui non ci sono più restrizioni. Senza falsi isterismi, infatti, si può gradualmente rinunciare a misure preventive come l’utilizzo della mascherina, ma igienizzare le mani è ancora una pratica utilissima, in tutti i contesti.

In questo articolo esamineremo i vantaggi della sanificazione nei negozi e nelle boutique e come sanificare le mani correttamente.

Vantaggi della sanificazione mani in negozio

I vantaggi della sanificazione mani nei negozi e nelle boutique:

  • Mantenere i lavoratori in salute. La pulizia delle mani è uno dei modi più efficaci per prevenire la diffusione di infezioni che possono causare malattie. È particolarmente importante per i lavoratori che hanno un contatto diretto con i clienti o con i loro prodotti.

  • Promuovere buone relazioni con i clienti. Un ambiente pulito dà ai clienti una migliore impressione del negozio o della boutique, che può portare a un aumento delle vendite se i clienti tornano più spesso.

  • Ridurre i costi. Parliamo di costi legati alle assenze per malattia e alle richieste di risarcimento. Secondo studi recenti, l’assenteismo causato da infezioni è uno dei motivi principali per cui le aziende perdono denaro a causa delle malattie del personale.

    I costi del disinfettante per le mani sono diventati una voce onerosa? Scopri Glow per la tua attività.

  • Mettono a loro agio i clienti. La presenza di accortezze quali cartelli o totem per igienizzare le mani aiutano a far sentire i clienti più a loro agio quando acquistano articoli da voi.

La chiave è assicurarsi che i clienti capiscano in che tipo di ambiente si trovano quando entrano nel vostro negozio o nella vostra boutique.

Se entrano in un luogo dall’aspetto pulito e dall’odore fresco, si sentiranno sicuri della loro esperienza con voi e questo può portare a un aumento delle opportunità di vendita per entrambe le parti coinvolte (voi e loro).

Come sanificare le mani in negozio?

Se siete manager o commessi, dovete tenere le mani sempre pulite. Dovete lavarle prima di ogni turno e subito dopo ogni interazione con i clienti. Inoltre, non dovete toccare nulla che non appartenga al vostro negozio, come denaro o prodotti, senza un’accurata igienizzazione successiva al contatto.

Perché è così importante?

Secondo la Mayo Clinic, il lavaggio delle mani riduce il rischio di molte infezioni, tra cui raffreddori e influenze, insetti dello stomaco (come il norovirus) e infezioni da lievito. Può anche ridurre il rischio di contrarre alcune malattie della pelle come l’eczema e la psoriasi.

Oltre che per la salute pubblica, l’igienizzazione delle mani può essere utile anche per la vostra attività. Aiuta a mantenere la professionalità nei rapporti con i clienti e con gli altri dipendenti. Inoltre, impedisce la diffusione di germi da un dipendente all’altro e dai clienti ai dipendenti.

Ecco alcuni consigli su come sanificare le mani nei vari esercizi commerciali:

1. Utilizzare un disinfettante per mani o un sapone. Se non avete accesso all’acqua corrente o all’acqua e sapone, usate un disinfettante per le mani. Si possono trovare in qualsiasi farmacia o drogheria, quindi sono facili da reperire quando se ne ha più bisogno!

2. Pulitevi le mani prima di mangiare o bere qualcosa in negozio. In questo modo eviterete che i germi finiscano nel cibo o nelle bevande!

3. Lavatevi le mani dopo aver usato il bagno, prima di maneggiare il cibo o preparare i pasti, dopo aver toccato gli animali (soprattutto se sono stati malati), dopo aver maneggiato oggetti sporchi come soldi e ricevute

4. Dopo aver toccato indumenti, oggetti, soldi che sono stati toccati dai clienti

Leggi anche: Plasma freddo e sanificazione: ricerche e casi studio

Quali superfici devono essere disinfettate?

La sanificazione è il processo di riduzione o eliminazione di microrganismi, virus e altri agenti patogeni su una superficie. Il metodo più comunemente utilizzato nei punti vendita è quello dei disinfettanti chimici, come il disinfettante per mani a base di alcol.

I dipendenti devono utilizzare un disinfettante per mani a base di alcol prima di toccare qualsiasi merce o alimento. Questo include tutte le superfici a contatto con gli alimenti, come scaffali, vetrine e frigoriferi. Dovrebbero usarlo anche su registratori di cassa, carrelli della spesa e altre superfici che i clienti toccano frequentemente.

Oltre a utilizzare un disinfettante, è necessario monitorare l’efficacia dei programmi di sanificazione testando periodicamente i prodotti di pulizia per verificare i livelli di batteri residui.

Quali superfici devono essere disinfettate?

Il CTS raccomanda di disinfettare le seguenti superfici:

1. Pavimenti (ad es., lavandini per lo straccio) e pareti (ad es., dietro le casse di carne)

2. Banchi utilizzati per le transazioni con i clienti (ad esempio, postazioni per il prelievo di contanti, banchi di cassa).

3. Le superfici a diretto contatto con i clienti.

4. Tasti del registratore di cassa, compresi i tasti numerici, il tasto del segno del dollaro e il tasto invio.

5. Borse, scatole o altri contenitori utilizzati per la merce.

6. Maniglie dei carrelli della spesa.

7. Corrimano di scale e scale mobili.

Questi consigli, molto utili in momenti di picco della pandemia, in realtà sono utili per la sanificazione periodica del negozio, da effettuare secondo una frequenza che deve essere regolata internamente, salvo disposizioni alternative degli organi governativi preposti.

Come sanificare le mani costantemente?

Il modo più comune per igienizzare le mani nei negozi e nelle boutique è quello di utilizzare disinfettanti per mani a base di alcol. L’ingrediente attivo di questi prodotti è l’alcol etilico, che uccide i germi dissolvendo le pareti cellulari e interrompendo il loro metabolismo.

Tuttavia, non è la soluzione più indicata in termini di sostenibilità ambientale.
Leggi: La verità su COVID-19 e inquinamento

Questo metodo è facile da usare, ma presenta alcuni limiti. Innanzitutto, non uccide i virus se fatto in modo frettoloso e non accurato. Utilizzare acqua e sapone è sempre la soluzione migliore. In alternativa, prova GLOW.

come sanificare le mani-negozio


Quando si usa un disinfettante per mani a base di alcol, dopo aver toccato una superficie o un oggetto contaminato, si rimuovono solo i germi dalle mani e li si lascia sulla superficie o sull’oggetto.

La buona notizia è che possiamo prevenire la contaminazione incrociata tra clienti e dipendenti con pratiche di pulizia adeguate prima dell’apertura di ogni turno (o dopo la chiusura) e durante l’orario di lavoro.

Possiamo anche evitare l’uso di disinfettanti per le mani a base di alcol utilizzando guanti quando maneggiamo denaro (o qualsiasi altra cosa) che è venuto a contatto con mani o superfici sporche in altre parti del negozio o della boutique.

Come sanificare mani in grandi store e boutique

La prima cosa da fare è decidere quali aree richiedono maggiore attenzione: l’ingresso, l’area commerciale e i servizi igienici.

Se intendete pulire tutte le aree in una volta sola, avrete bisogno di molto tempo e impegno, perché non è possibile pulire rapidamente grandi spazi.

Per quanto riguarda le mani, il disinfettante per le mani è una buona alternativa se acqua e sapone non sono disponibili. È inoltre importante prendersi il tempo di lavarsi accuratamente le mani con acqua e sapone dopo ogni interazione con i clienti.

Se non potete lavarvi le mani con acqua e sapone, usate un disinfettante per mani, senza abusarne per non incorrere in controindicazioni.

Se le mani sono visibilmente sporche, utilizzare prima l’igienizzante per le mani e il sapone senz’acqua o un tovagliolo di carta, quindi procedere con la pulizia delle mani.

Cosa possono fare i dipendenti per aiutare

La prima linea di difesa contro la diffusione di germi e malattie consiste nel far lavare le mani ai dipendenti ogni volta che entrano in contatto con i clienti. Secondo il Center for Disease Control and Prevention, il lavaggio delle mani può prevenire fino all’80% delle infezioni.

Per garantire che tutti i dipendenti si lavino le mani in modo corretto e regolare, i dirigenti devono dare il buon esempio lavandosi spesso le mani. I manager dovrebbero anche fornire un facile accesso al disinfettante per le mani nel negozio, in modo che i dipendenti possano usarlo quando non hanno tempo o accesso per lavarsi le mani nel lavandino.

Ecco alcuni suggerimenti su cosa possono fare i dipendenti per mantenere le mani pulite:

  • Assicurarsi che ci sia un lavandino accessibile nel punto vendita o all’interno dell’area commerciale. Se possibile, mettete a disposizione più lavandini in modo che i clienti non aspettino troppo a lungo un lavandino aperto.
  • Assicuratevi che ogni lavandino sia dotato di sapone in abbondanza, asciugamani di carta o asciugatori ad aria, in modo che i dipendenti non debbano andare avanti e indietro tra le casse con le mani sporche.
  • Mettete a disposizione dei clienti disinfettanti o dispositivi per sanificare le mani in tutte le aree chiave del negozio, come gli ingressi, le casse e i camerini, prima di provare abiti o gioielli o di toccare altri prodotti. Potete anche fornire salviette igienizzanti
  • Garantire l’aerazione dei camerini tra un cliente e l’altro

Cosa possono fare i direttori dei negozi per aiutare

I responsabili del punto vendita possono adottare alcune misure per aiutare i clienti e dipendenti a sentirsi a proprio agio, fornendo input su come sanificare le mani.

Ad esempio, possono incoraggiare i clienti a usare il dispositivo per l’igiene delle mani in fase di ingresso o dopo aver messo mano alla borsa o al portafoglio.

I responsabili del punto vendita possono anche istruire i dipendenti sull’uso corretto dei disinfettanti per le mani e mostrare loro come sanificare le mani correttamente.

Il responsabile deve assicurarsi che i dipendenti conoscano la differenza tra l’uso di disinfettanti a base di alcol e gel antibatterici, che non sono raccomandati per un uso frequente.

I direttori dei negozi, i commessi e gli addetti alle vendite devono essere consapevoli dell’importanza del lavaggio delle mani e dei vantaggi dell’uso del sapone. L’ideale sarebbe che ogni dipendente di un negozio o di una boutique imparasse a igienizzare correttamente le mani. Tuttavia, questo non è sempre realistico a causa di vincoli di tempo e altri fattori.

Ecco alcuni suggerimenti per i gestori di negozi che possono aiutare a capire come sanificare le mani durante la giornata:

  • Richiedere ai dipendenti di lavarsi le mani dopo aver maneggiato denaro. Questo è importante perché spesso i cassieri maneggiano il denaro senza prima lavarsi le mani. Se non si lavano le mani dopo aver maneggiato il denaro, potrebbero contaminare il registratore di cassa e altre parti dell’azienda con i germi di raffreddori e virus influenzali.
  • Affiggere regolarmente dei promemoria in tutto il negozio per ricordare ai dipendenti di lavarsi le mani quando è necessario, soprattutto in prossimità dei bagni e delle sale pausa, dove le persone si riuniscono spesso durante la giornata. Assicuratevi che questi promemoria siano visibili, in modo che i dipendenti non se ne dimentichino o li ignorino del tutto.
  • Fornite ai dipendenti le attrezzature e i materiali giusti. Lavandini puliti, asciugamani di carta e sapone sono essenziali.
  • Istruite i dipendenti su come sanificare le mani. La formazione deve comprendere il richiamo a lavarsi le mani dopo aver usato la toilette, prima di mangiare e dopo aver maneggiato cibo o aver toccato cellulare o chiavi o essere stati in pausa fuori.
  • Fate rispettare le buone abitudini di lavaggio delle mani ispezionando regolarmente i lavandini, controllando che siano disponibili gli asciugamani di carta, ecc.

In questo modo, proteggerete dipendenti e clienti con queste raccomandazioni

Come sanificare le mani con dispenser touchless?

Quando si lavora in un negozio o in un salone, si è esposti a germi e batteri di ogni tipo. È importante tenere, quindi, le mani sempre pulite.

È necessario utilizzare un disinfettante per le mani o salviette antibatteriche per eliminare i germi o provare dispositivi touchless per la sanificazione delle mani.

Se volete fare un passo avanti nella vostra attività, potete installare nel vostro negozio dei dispenser touchless.

I dispositivi touchless presentano diversi vantaggi rispetto ai normali disinfettanti per le mani:

  • Permettono di risparmiare tempo – Non dovete perdere tempo a lavarvi le mani dopo aver usato la toilette, perché il dispenser stesso farà tutto il lavoro per voi.
  • Non producono e Riducono i rifiuti – Non c’è più bisogno di asciugamani di carta! Questi dispenser non utilizzano acqua e non producono rifiuti di alcun tipo.
  • Sono più igienici – Dal momento che non c’è contatto diretto tra le mani e la carta igienica.
  • Non ha bisogno di ricarica- Basta una semplice presa di corrente.

Per assicurarsi che più persone possibili utilizzino il dispositivo touchless, è essenziale implementare alcune semplici procedure che incoraggino dipendenti e clienti seguire le pratiche igieniche standard.

Qual è il posto migliore per posizionare i dispenser touchless?

Predisporre un dispositivo disinfettante per le mani facile da usare vicino a tutti gli ingressi. In questo modo, i dipendenti useranno il prodotto ogni volta che entrano o escono dall’edificio, il che è particolarmente importante quando sono presenti dei clienti.

I dispositivi igienizzanti per le mani devono essere collocati in una posizione comoda, preferibilmente vicino all’ingresso o all’uscita del negozio. Il posto migliore per installare una postazione touchless è l’ingresso e l’uscita del locale, in modo che le persone possano utilizzarlo prima di entrare o uscire. In questo modo si evita di contaminare il negozio.

Biodiversità: cos’è e perché è a rischio?

In questo articolo parleremo di un argomento molto attuale: la biodiversità, la quale si collega ai concetti di sostenibilità e prevenzione, che stanno molto a cuore ad HT Plasma e di cui l’azienda si fa promotrice in ogni occasione.

Chiarire il concetto di biodiversità, oltre a produrre conoscenza, serve a sensibilizzare ognuno di noi verso la situazione in cui versa il nostro pianeta.
La perdità di questa essenziale caratteristica del nostro ecosistema comporta due gravi questioni: una in termini di sostenibilità e una in termini biologici.

Se le specie di animali e piante si riducono, virus e batteri animali sapranno, col tempo, adattarsi all’organismo umano. Questo farà sì che ci saranno sempre più malattie che faranno il salto di specie (il COVID-19 o il vaiolo delle scimmie sono un esempio recente).

Parliamo, quindi, di un argomento ancora più grande ed importante dell’inquinamento. Qualcosa che riguarda la sopravvivenza stessa del genere umano e le condizioni essenziali per garantire la vita sulla Terra.

Ecco perché dovresti sapere cosa significa biodiversità e perché clima ed inquinamento sono solo una piccola parte del discorso.

HT Plasma dà massima importanza a questi argomenti, in quanto azienda innovativa rivolta alla sostenibilità e alla prevenzione.

Nei prossimi paragrafi, vedremo insieme perché è importante conoscere certi argomenti e cosa fare per salvaguardare la biodiversità.

Cos’è la biodiversità?

La parola “biodiversità” deriva dalle parole greche bios e divers che significano rispettivamente “vita” e “varietà”. La definizione più ampia di biodiversità è, pertanto, quella che la definisce come la varietà della vita sulla Terra, comprese le specie vegetali e animali e la diversità genetica all’interno e tra le specie.

Si riferisce alle diverse composizioni genetiche di una data specie, come il fatto che tutti gli esseri umani hanno un DNA diverso.

La natura è un sistema intricato di componenti viventi e non viventi che interagiscono tra loro, con l’ambiente e con l’uomo. Quando si parla di biodiversità, si parla della salute di questo sistema.

Quello che facciamo in HT Plasma è pensare a fare prevenzione, puntando alla sostenibilità.

Origini della biodiversità

Il termine è stato coniato da Norman Myers nel 1986 per includere la diversità all’interno delle specie, tra le specie e degli ecosistemi.

La biodiversità è comunemente usata come indicatore di degrado ambientale, ma è anche una misura del benessere. La valutazione nazionale degli ecosistemi del Regno Unito utilizza la biodiversità per valutare i progressi verso il raggiungimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile (La conservazione della biodiversità durante una crisi globale: conseguenze e via da seguire)

Il termine è usato per descrivere tutti gli organismi viventi e gli habitat in cui vivono. Comprende, quindi, una serie di specie, dai grandi mammiferi come elefanti e tigri agli organismi microscopici come batteri, funghi e virus.

È importante perché contribuisce al benessere delle persone e del pianeta. Grandi quantità di biodiversità significano una maggiore disponibilità di tutto ciò che vogliamo dalla natura, come cibo, carburante e materiali per costruire le nostre case.

Perché la biodiversità è importante?

La biodiversità è importante perché ci aiuta a capire come funzionano gli ecosistemi, come rispondono ai cambiamenti climatici, modula il clima e i modelli meteorologici, costituisce la base dei nostri farmaci, purifica l’aria e l’acqua e aiuta a controllare i parassiti che possono danneggiare i raccolti.

La diversità della vita sulla Terra è una delle sue caratteristiche più importanti. È una fonte di meraviglia.

“La biodiversità contribuisce allo sviluppo economico attraverso la fornitura di servizi ecosistemici”. (La Convenzione delle Nazioni Unite sulla diversità biologica)

La biodiversità è anche un indicatore della salute dell’ambiente. Il suo declino, nell’ultimo secolo, ha coinciso con l’espansione umana in tutto il mondo attraverso l’industrializzazione, l’urbanizzazione e la deforestazione.Pertanto, la biodiversità è a rischio a causa di attività umane come la deforestazione, la pesca eccessiva e l’inquinamento.

I benefici della biodiversità

In definitiva, più specie ci sono in un ecosistema, più è probabile che sia stabile e resistente. La biodiversità, infatti, presenta molti vantaggi:

  • Aiuta a sostenere gli ecosistemi. Gli ecosistemi comprendono paesaggi, habitat e organismi come piante, animali e microrganismi (batteri e funghi). Ciò significa che la biodiversità contribuisce a mantenere la fertilità del suolo, la qualità dell’acqua e l’aria pulita.

    Contribuisce inoltre a controllare i parassiti, come gli insetti o le erbacce, fornendo cibo ai predatori, come gli uccelli o gli insetti, che si nutrono di questi parassiti.

  • Garantisce la sicurezza alimentare. Le popolazioni di tutto il mondo fanno affidamento sulla biodiversità per il loro approvvigionamento alimentare, sia direttamente che indirettamente, attraverso la raccolta selvatica o l’allevamento di bestiame (ad esempio, bovini).

    Il bestiame mangia erbe che crescono dove un tempo la fauna selvatica viveva liberamente. La biodiversità è importante anche per le medicine: alcune piante possono essere usate per curare malattie come la malaria o il cancro; altre piante possono avere composti che potrebbero essere sviluppati in nuovi farmaci; altre ancora potrebbero avere usi che non abbiamo ancora scoperto.

  • Contribuisce a fornire materiali per la costruzione di case, la confezione di vestiti e la creazione di prodotti come cosmetici e medicinali a partire da piante o animali (ad esempio, la seta dai bachi da seta).

Perdita della biodiversità: cosa rischiamo?

La rapida perdita di biodiversità è stata definita “la sesta estinzione di massa”, ovvero un evento che potrebbe causare il collasso della civiltà umana, se continua senza controllo. Il rischio concreto è quello che potrebbero verificarsi danni irreversibili agli ecosistemi, dai quali dipendiamo.

La biodiversità è essenziale per la vita umana. Ha un profondo impatto sulla nostra vita quotidiana e sull’ambiente in cui viviamo.

Ci fornisce risorse naturali e garantisce un clima sano e stabile, regolando la temperatura globale e controllando il ciclo del carbonio.

Oltre a queste funzioni vitali, la biodiversità contribuisce a mantenere l’equilibrio della natura, assicurando che gli ecosistemi possono resistere a minacce come il cambiamento climatico o l’inquinamento.

Senza la biodiversità, gli ecosistemi si romperebbero e diventerebbero instabili, portando all’estinzione di alcune specie e mettendo in pericolo la salute umana. Tutto questo può avere un impatto negativo sia sugli animali che sulle piante e, in ultima analisi, anche sull’uomo.

Biodiversità e pandemia

Infatti, dal rapporto di IPBES ( Intergovernmental Science-Policy Platform on Biodiversity and Ecosystem Services) emergono i dati sulle malattie infettive degli ultimi 20 anni.

Ben il 75% di queste malattie è frutto del trasferimento di un virus o batterio dagli animali (quasi sempre selvatici) all’uomo. Il famoso salto di specie (spillover) che ha causato il COVID.

Non è possibile prevedere una pandemia, ma è possibile porre rimedio a quei fattori che possono rapidamente provocarla. La biodiversità, in tal senso, è uno degli argini che si sta rompendo e che può portare ad una zoonosi, ovvero una malattia trasmessa dagli animali all’uomo, direttamente o indirettamente tramite alimenti infetti.

Sono questioni che fanno parte della prevenzione, uno degli elementi cardine di questi ultimi anni. Eppure, malattie come l’ebola, la SARS, il COVID e il vaiolo delle scimmie sono davanti ai nostri occhi.

Da cosa è minacciata la biodiversità?

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) definisce la biodiversità come “la varietà delle forme di vita sulla Terra”. La diversità della vita è essenziale per il nostro pianeta e i suoi ecosistemi. Perché è minacciata?

La diversità negli ecosistemi sta diminuendo a un ritmo allarmante.

Stiamo perdendo specie a un ritmo da 1.000 a 10.000 volte superiore al tasso naturale di estinzione. Questo accade perché l’uomo si appropria di una quota maggiore delle risorse del pianeta e distrugge gli habitat. Stiamo anche modificando ecosistemi che esistono da milioni di anni, introducendo nuove specie attraverso il commercio, i trasporti e il turismo.

La perdita di biodiversità può avere gravi impatti sulla salute e sul benessere umano, dai cambiamenti climatici alla perdita di risorse naturali.

La più grande minaccia alla biodiversità oggi è rappresentata dalle attività umane non sostenibili.

  • la deforestazione,
  • l’inquinamento
  • cambiamenti climatici.
  • La perdita o la distruzione di habitat ed ecosistemi

Queste attività sono causa di un fenomeno noto come “estinzione biologica”.
Vediamole nel dettaglio.

Perdita e degrado degli habitat

La perdita e il degrado degli habitat sono una delle principali minacce alla biodiversità. Può verificarsi attraverso la conversione all’agricoltura o ad altri usi del suolo, lo sfruttamento eccessivo delle risorse naturali, l’inquinamento, le specie invasive e lo stress idrico.

Le regioni più colpite sono le foreste tropicali e le barriere coralline.

  • Le foreste sono state disboscate per l’agricoltura e il legname, portando all’estinzione di molte specie. La perdita di habitat si verifica quando le aree naturali vengono disboscate o modificate dall’uomo per essere utilizzate per altri scopi.Quando le foreste vengono abbattute o le praterie trasformate in terreni agricoli, le specie che dipendono da quegli habitat possono non essere più in grado di sopravvivere.
  • Le barriere coralline sono state colpite dall’inquinamento causato dallo sviluppo costiero, dalla pesca eccessiva e dai cambiamenti climatici.

La causa principale della perdita di biodiversità è il sovra sfruttamento delle risorse naturali, che comprende l’uso non sostenibile di piante e animali selvatici a scopo alimentare, combustibile o medico.

Il degrado dell’habitat si verifica quando un’area diventa meno adatta al suo scopo originario a causa di attività umane invasive.

biodiversità-ambiente

Sfruttamento eccessivo delle risorse naturali

Il sovrasfruttamento è l’uso insostenibile di una risorsa fino al suo esaurimento. Può essere intenzionale, come nel caso della pesca eccessiva, o non intenzionale, come quando l’inquinamento riduce la capacità di un ecosistema di sostenere la vita.

Il problema è che gli esseri umani stanno consumando le risorse della Terra ad una velocità superiore a quella con cui possono essere reintegrate. Di conseguenza, molte specie sono sull’orlo dell’estinzione perché i loro habitat scompaiono o diventano inabitabili.

Un esempio, sono i famosi cinghiali che si trovano in alcune zone della periferia di Roma. La cementificazione eccessiva delle costruzioni ha notevolmente modificato il loro habitat, costringendoli, per sopravvivenza, a spingersi in cerca di cibo verso zone troppo vicine all’uomo.

Il sovrasfruttamento è un problema che riguarda sia le risorse rinnovabili, sia quelle non rinnovabili. Quelle non rinnovabili, come i minerali e i combustibili fossili, hanno un’offerta limitata e stanno per esaurirsi.

Le risorse rinnovabili, come gli stock ittici, le foreste e le riserve idriche, sono in grado di ricostituirsi nel tempo, purché non vengono sfruttate eccessivamente.

Quando un numero eccessivo di persone utilizza troppa energia da combustibili fossili o pesca in modo intensivo negli oceani o taglia troppo velocemente le foreste, può generare impatti negativi sugli ecosistemi e sulle specie che fanno affidamento su di essi per il cibo e il riparo.

Inquinamento

L’inquinamento atmosferico è il principale rischio per la salute umana a livello mondiale. Provoca milioni di morti premature ogni anno e danneggia polmoni, cuore e cervello. Inquina anche le nostre riserve idriche, rendendoci vulnerabili a malattie come la febbre dengue e il colera quando beviamo acqua non pulita o ci facciamo il bagno.

L’inquinamento dell’aria, dell’acqua e della terra può influire sulla fauna selvatica in molti modi, ad esempio eliminando le fonti di cibo o danneggiando i loro habitat.

La biodiversità è diminuita per milioni di anni a causa della selezione naturale e dell’evoluzione, ma ora la riduzione sta accelerando a causa di attività umane come l’agricoltura, la deforestazione e i cambiamenti climatici.

Se non fermiamo queste minacce, perderemo molte specie per sempre.

La minaccia più grande per la biodiversità è il cambiamento climatico, in particolare il riscaldamento globale, perché influisce su quasi tutti gli aspetti della vita sulla Terra.

Cambiamenti climatici

I cambiamenti climatici minacciano l’estinzione di molte specie. Ad esempio, il riscaldamento degli oceani potrebbe ridurre la quantità di plancton disponibile per i pesci, intaccando la catena alimentare. Questo potrebbe portare a un crollo delle popolazioni ittiche globali, con impatti devastanti sulle popolazioni che dipendono da loro per il cibo e il reddito.

Il cambiamento climatico si riferisce al riscaldamento globale causato dall’aumento dei livelli di gas a effetto serra nell’atmosfera. I gas serra intrappolano il calore del Sole nella nostra atmosfera, provocandone il riscaldamento in risposta a quei raggi aggiuntivi.

Gli effetti si fanno sentire maggiormente nelle regioni fredde, perché queste aree assorbono il calore più facilmente di quanto non facciano i climi più caldi, ma si stanno verificando in tutto il mondo. In alcuni luoghi, l‘aumento delle temperature si traduce in stagioni di crescita più lunghe; in altri, in eventi meteorologici più estremi come inondazioni e siccità.

L’aumento delle temperature sta provocando lo scioglimento delle calotte glaciali e quindi l’innalzamento del livello del mare, inondando le zone costiere di acqua salata. Questo può avere ripercussioni sulle piante e sugli animali che vi abitano.

Come conosciamo lo stato della biodiversità?

Ci sono molti modi per misurare lo stato della biodiversità. Un approccio consiste nell’esaminare il numero di specie presenti in una determinata area. Questo può essere fatto contando direttamente le specie o stimando il loro numero in base al tempo dedicato alla loro ricerca.

Può essere misurata anche introducendo una nuova specie in un ecosistema e misurando i cambiamenti della comunità nel tempo o confrontando la struttura delle comunità prima e dopo eventi di disturbo (deforestazione, per esempio).

Un altro approccio consiste nell’esaminare la cosiddetta “diversità funzionale”.

In questo caso, si esamina quanti tipi diversi di organismi svolgono funzioni simili in un ecosistema. Ad esempio, quante e quali specie si nutrono di insetti? O quante piante diverse forniscono cibo agli insetti erbivori?

Quest’ultimo approccio può essere utilizzato anche per valutare il funzionamento degli ecosistemi nel loro complesso. Ad esempio, se una foresta ha molte specie arboree diverse ma pochi funghi, potrebbe non essere in grado di abbattere il legno morto in modo efficiente e di restituire le sostanze nutritive al suolo.

Leggi anche: Perché l’igienizzazione delle mani sarà importante anche dopo il COVID-19

Queste funzioni sono chiamate servizi ecosistemici, perché apportano benefici diretti alle persone, come aria pulita, acqua e produzione di cibo. La definizione esatta di biodiversità intende il numero di specie diverse presenti in una determinata area. Si tratta della cosiddetta ricchezza di specie.

Più specie ci sono in un ambiente, più è complesso e più sarà stabile nel tempo. Lo stesso principio si applica agli ecosistemi: più biodiversità significa meno rischio di collasso di un ecosistema a causa di malattie o disastri naturali.

Possiamo arrestare la perdita di biodiversità?

La Convenzione delle Nazioni Unite sulla biodiversità è stata istituita nel 1992 con l’obiettivo di prevenire la perdita di questa caratteristica vitale della Terra. L’obiettivo è quello di proteggere gli habitat e le specie più minacciate dall’eccessivo sfruttamento e dalla distruzione dell’habitat naturale, tramite programmi di utilizzo sostenibile.

Parliamo di schemi di gestione sostenibile delle foreste e della pesca, ovvero programmi che devono, ovviamente, includere le comunità locali nei processi decisionali.

I principali rimedi alla perdita di biodiversità sono:

1. Preservare gli habitat e gli ecosistemi esistenti proteggendoli dalle attività umane. Ciò include l’istituzione di riserve naturali, parchi nazionali e altre aree protette che limitano le attività umane all’interno dei loro confini.

2. Ripristinare gli habitat e gli ecosistemi degradati rimuovendo o controllando le specie invasive e reintroducendo le specie autoctone che sono state spostate dalle attività umane. Questo è stato fatto con successo in molte aree del mondo, come ad esempio in alcune zone dell’Australia, dove le specie invasive sono state rimosse e le piante autoctone sono state reintrodotte per ripristinare l’ecosistema originale.

3. Ridurre le emissioni di gas a effetto serra in modo che le temperature globali non aumentino di oltre 2°C rispetto ai livelli preindustriali (l’obiettivo fissato dall’Accordo di Parigi). Come abbiamo visto durante il lockdown, la diminuzione di emissioni di CO2 nell’aria per il fermo delle auto e delle fabbriche ha dato l’idea dei benefici che avremmo.

4. Aumentare i processi di riforestazione e le pratiche di gestione forestale (come la riduzione del disboscamento), la permacultura, le pratiche di conservazione senza lavorazione del terreno (come l’agricoltura ) e le pratiche di conservazione degli oceani (come le aree marine protette).

Gli approcci adottati per raggiungere questo obiettivo possono essere diversi:

  • collaborazione con gli agricoltori per la protezione degli habitat,
  • legislazione ad hoc a livello nazionale,
  • accordi internazionali come la Convenzione sulla Diversità Biologica (CBD)

Conclusione

Pertanto, sarà indispensabile tenere conto del ruolo dei cambiamenti climatici, direttamente dipendenti dall’inquinamento atmosferico e del sovra sfruttamento delle risorse che ricade nel degrado di habitat ed ecosistemi.

La Terra e la nostra salute dipenderanno sempre più dai nostri sforzi nel ripensare al nostro rapporto con la natura e nel ridurre l’impatto dei cambiamenti climatici. Contenendo le attività umane che causano la perdita di biodiversità e aumentando il livello di conservazione della natura.

Sanificare le mani in ambulatori, studi medici e cliniche

Sapevi che  sanificare le mani in ambiente medico è una pratica introdotta solo qualche decennio fa? Prima di allora, infatti, pur avendo coscienza di germi e batteri, non era protocollo lavarsi le mani dopo alcune pratiche mediche.

Nel 1800, gli stessi medici non si spiegavano come alcune patologie potessero passare così facilmente da un paziente all’altro, ignorando che potessero essere le loro mani i vettori del contagio.

In questo precedente articolo, raccontiamo l’incredibile storia dell’igiene delle mani e del medico che ha introdotto il lavaggio delle mani in ambito medico.

Sanificare le mani è, mai come ora, una delle pratiche più importanti per prevenire varie patologie. Uno dei gesti che adesso ci sembra così naturale e banale, invece, è fondamentale in cliniche, ambulatori e studi medici.

In questo articolo, vedremo alcune informazioni e ricerche sulla sanificazione delle mani in luoghi di lavoro prettamente medici, esaminando alcune delle soluzioni migliori in alcuni contesti sanitari e ambulatoriali.

Perché sanificare le mani nelle strutture sanitarie
Secondo questo studio, condotto su allievi infermieri istruiti sulle norme di sicurezza ospedalieri, ci sono delle aree delle mani che sono, fisiologicamente, ignorate o poco spesso raggiunte durante le attività di lavaggio ed igienizzazione delle mani.

Nelle strutture sanitarie come ospedali, cliniche e ambulatori, se non ci si igienizza le mani, si rischia di diffondere l’infezione a tutti i pazienti. Ecco perché la prevenzione è fondamentale.

Nelle aree di assistenza ai pazienti delle strutture ambulatoriali, alcune azioni vengono eseguite di routine perché è stato dimostrato che sono benefiche per la salute. Una di queste è lavarsi le mani prima e dopo aver assistito un paziente.

Sanificare le mani in ambito medico

In alcuni casi, come dicevamo, medici, infermieri ed inservienti non riescono ad igienizzare del tutto l’area delle mani.

sanificare le mani-grafica mani
(fonte: https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC7967523/)

In questa immagine, proveniente dallo studio sopra citato, la superficie delle mani è divisa in 13 parti, per permettere agli scienziati di valutare il grado di pulizia del campione esaminato.

Si è scoperto che le superfici del palmo descritte come I, V, VI e XIII (l’intera area del pollice) e la punta del mignolo (V) così come il palmo medio (XIII) erano le più trascurate durante la disinfezione. Inoltre, le parti posteriori della mano destra e sinistra erano le più comunemente perse durante la disinfezione delle mani.

Quando igienizzano le mani prima e dopo aver visitato i pazienti, gli operatori sanitari (medici ed infermieri) devono seguire determinate pratiche: la prima è lavare le mani con acqua e sapone.

Quando sanificare le mani: 5 momenti importanti

In ambito medico ci sono dei momenti fondamentali in cui è indicato sanificare le mani. Bisogna pensare a lavarsi le mani, in questi particolari momenti:

  • Prima del contatto con un paziente. Nel caso si sappia già che ci sarà un contatto con un paziente.
  • Prima di una manovra asettica. Nel caso si stia per compiere un’attività che metta in contatto le mani dell’operatore e la bocca (cavo orale, denti), gli occhi, naso o altre parti del corpo del paziente.
  • Dopo contatto con materiale biologico. In caso di contatto con materiale organico, seppur con i guanti, serve un lavaggio accurato delle mani.
  • Dopo qualsiasi contatto col paziente. Anche dopo gesti più semplici e indiretti (passaggio di oggetti dal paziente all’operatore)
  • Dopo contatto con ciò che si trova intorno al paziente

È importante tenere a mente queste indicazioni per operatori infermieristici, medici e inservienti. È, altrettanto, importante utilizzare un disinfettante o un detergente per le mani, in assenza di acqua e sapone, curandosi di non abusarne.

Leggi Disinfettanti ed igienizzanti mani: vantaggi e rischi per uomo e ambiente

Sanificare le mani: 3 metodi di lavaggio

Esistono, tuttavia, diversi tipi di lavaggio delle mani, in base al grado di pulizia da raggiungere e rapportate all’attività da svolgere o che si è appena conclusa.

Leggi anche: Come sanificare le mani in negozi

Secondo le disposizioni più frequenti, sarebbe indicato:

  1. disporre di un lavandino a pedale o con rubinetto che permetta l’apertura con gomito, evitando il contatto diretto con le mani.
  2. non utilizzare acqua eccessivamente calda, ma tiepida
  3. bagnare mani e polsi
  4. applicazione del sapone in modo uniforme su tutta la superficie delle mani
  5. insaponamento e sfregamento non dovrebbero durare meno di 60 secondi, così come il risciacquo non dovrebbe durare meno di 15 secondi.
  6. l’asciugatura deve avvenire tamponando le mani con un panno precedentemente preparato nei pressi del lavandino.
  7. la chiusura del rubinetto (se non a pedale) va fatta con il gomito, un contatto ulteriore con le mani vanificherebbe la sanificazione appena compiuta.

I 3 tipi di lavaggio mani che si effettuano in ambito medico sono:

  • Un lavaggio sociale, per esempio, è quello che abitualmente facciamo prima di uscire dal bagno o prima di andare a mangiare. Dovrebbe durare circa 40 secondi ed elimina, oltre allo sporco visibile, la cosiddetta flora microbica transitoria, sulla parte più superficiale delle mani.
  • Il lavaggio antisettico dovrebbe durare circa 90 secondi, è indicato nelle aree ad alto rischio di contaminazione (ambulatori dentistici e simili), in cui c’è contatto con materiale organico o biologico.
  • Il lavaggio chirurgico che dura, invece, 5 minuti e coinvolge, oltre alle mani, la parte inferiore delle braccia, fino al gomito circa. Viene eseguito con un particolare sapone asettico ed acqua, prima di un intervento chirurgico invasivo. Questo lavaggio rimuove sia la flora transitoria, sia la flora microbica residente.

Efficacia della sanificazione delle mani in strutture sanitarie

Queste tipologie di lavaggi sono frequenti in ambulatori e studi medici con specialisti del calibro di dentisti, oculisti, ortopedici e tutta quella tipologia di professionisti che hanno contatti diretti con i pazienti per le loro diagnosi e procedure.

È ovvio che i medici e gli operatori sanitari devono lavarsi le mani prima di visitare i pazienti per eliminare i germi. Vi sono, tuttavia, delle linee guida per l’uso di detergenti alcolici per le mani in ambito sanitario.

Alcuni studiosi hanno, infatti, condotto studi per valutare se l’uso di uno sfregamento delle mani a base di clorexidina e alcol (componenti di alcuni dei maggiori detergenti per mani) in ambienti clinici ambulatoriali riduca la diffusione di infezioni nosocomiali. (Rotter ML (1997) Lavaggio delle mani, disinfezione delle mani e disinfezione della pelle)

In generale, questi studi hanno riportato che, in condizioni di utilizzo reale:

1) uno sfregamento delle mani con clorexidina allo 0.5% di clorexidina gluconato (CHG), senza componente alcolica, non era efficace come acqua e sapone nel ridurre la diffusione dei batteri che causano la polmonite associata all’assistenza sanitaria,

2) uno sfregamento delle mani con CHG al 4% a base alcolica era più efficace di acqua e sapone nel ridurre la diffusione dello Staphylococcus aureus;

3) lo sfregamento delle mani con CHG al 4% a base alcolica è risultato leggermente più efficace dell’acqua e sapone nel ridurre il numero di enterococchi sulle mani dei volontari.

In definitiva, è fondamentale sanificare le mani in ambiente medico e ci sono vari metodi per farlo accuratamente.

Sanificare le mani: non esistono solo i disinfettanti

Il modo più comune per pulire le mani è usare acqua e sapone. Si possono, come abbiamo visto, anche usare prodotti per le mani a base di alcol o disinfettanti per le mani, che contengono alcol e/o sostanze chimiche antimicrobiche.

Gli igienizzanti per le mani sono comodi, ma dovrebbero essere usati solo quando acqua e sapone non sono disponibili. Un recente studio ha rilevato che l’uso di disinfettanti per le mani a base di alcol ha ridotto di circa il 90% la trasmissione di un virus (norovirus) da una persona all’altra.

Tuttavia, i ricercatori hanno osservato che l’uso dello sfregamento delle mani per non sempre uccide il virus dopo 15 secondi di contatto con esso. È quindi importante applicare il prodotto per almeno 20 secondi e poi asciugare accuratamente le mani.

Il lavaggio delle mani è ancora il modo migliore per proteggere se stessi e gli altri dai germi, perché rimuove una quantità maggiore di sporco rispetto alla sola acqua e sapone, oltre a uccidere molti germi al contatto.

Il lavaggio con acqua e sapone aiuta anche a prevenire le malattie perché riduce la quantità di germi sulla pelle (il cosiddetto “deposito”), senza aggredire eccessivamente l’epidermide.

In aggiunta a tutto ciò, come abbiamo già detto in precedenti articoli, si sta facendo strada, nell’ambito della sanificazione, la tecnologia NTP o al plasma freddo.
Ecco di cosa si tratta.

Sanificare le mani con Glow in ambulatori e studi medici

Il lavaggio delle mani è un must per le strutture sanitarie e gli studi medici. Questo tipo di controllo delle infezioni è dovuto al fatto che la sicurezza dei pazienti e la qualità delle cure devono essere tra le priorità principali delle strutture mediche.

Quando si parla di sanificazione delle mani, specialmente in determinati contesti medici, è importante considerare il rischio biologico. Il rischio biologico avviene quando si manipolano materiali di natura sanitaria potenzialmente infetti o organici.

Il rischio di contagio o diffusione di virus e batteri, in questi frangenti, è molto alto.
Ecco perché il solo lavaggio delle mani non sempre è sufficiente e la tecnologia ci viene in soccorso con GLOW.

GLOW è un dispositivo che sanifica le mani in pochi secondi e che punta a far diventare la sanificazione mani al plasma freddo uno dei modi principali per ridurre la diffusione di virus e batteri.

Le malattie trasmesse attraverso il contatto diretto e le superfici comuni sono frequenti, in maggioranza in ambienti clinici. Pertanto, un dispositivo che elimina fino al 99,9% di virus, funghi e batteri grazie al potere igienizzante del plasma freddo è indicato per strutture come:

  • ambulatori dentistici, oculistici
  • cliniche private
  • studi medici
  • residenze per anziani

Introducendo le mani all’interno del dispositivo, automaticamente GLOW igienizza le mani, utilizzando solo l’aria circostante, senza utilizzo di alcol o sostanze chimiche. Tutto questo si traduce in un’esperienza di utilizzo senza rivali:

  • mani asciutte
  • niente sgradevoli odori di disinfettante o alcol
  • assoluta certezza di sanificazione

Un’ottima alternativa al classico lavaggio con acqua e sapone ma, soprattutto, un modo sostenibile di fare prevenzione. Senza l’utilizzo sostanze chimiche e di recipienti di plastica difficili da smaltire.

Prevenzione COVID-19: 5 modi per proteggersi in modo “green”

Da qualche settimana siamo entrati nella fase finale di questa pandemia, tuttavia la prevenzione COVID-19 è un tema ancora molto importante. Infatti, le nuove disposizioni del governo entrate in vigore da maggio parlano ancora di misure restrittive, mascherine, guanti e tutti quei metodi che finora sono stati i capisaldi della lotta contro il contagio.

A livello di prevenzione COVID-19, c’è ancora da fare tanto e non bisogna abbassare la guardia, come ci hanno raccontato gli esperti in questo precedente articolo.

Qui, invece, faremo il punto sui metodi e i consigli più interessanti per fare prevenzione COVID-19 in modo sostenibile. Ponendo l’accento su tutto quello che possiamo fare per rendere più green la lotta contro il coronavirus.

Prevenzione COVID-19 e inquinamento

Abbiamo già parlato del rapporto tra Covid-19 e ambiente a livello generale, qui vedremo qualche consiglio pratico, dettato anche dai report che istituzioni e osservatori sull’ambiente hanno redatto in questi anni di pandemia.

In particolare, nel report di SNP Ambiente (Sistema Nazionale Protezione Ambiente) troviamo diversi spunti e riflessioni che fotografano la situazione degli ultimi anni e tracciano la via sulle misure da intraprendere a breve.

In generale, possiamo dire che:

  • l’emergenza pandemica ha riportato l’utilizzo della plastica a livelli d’allerta simili a 10-15 anni fa;
  • il primo lockdown ci ha dato l’idea di come sarebbe un mondo con emissioni di CO2 quasi azzerate;
  • l’inquinamento ha effetti diretti sull’ambiente e sulle specie animali, azzerando quasi del tutto la biodiversità, favorendo il proliferare di batteri in habitat umani e il famoso salto di specie di virus dagli animali all’uomo.

Questi ed altri aspetti sono, tuttavia, strettamente collegati a piccoli e grandi gesti che, quotidianamente, ognuno di noi compie, alcuni dei quali per prevenire il COVID-19.

Come fare prevenzione COVID-19 in modo green: 5 consigli

Se riflettiamo su alcune semplici azioni quotidiane, possiamo vedere come queste possono migliorarci la vita a breve e a lungo termine.

Quando parliamo di ambiente, dobbiamo sempre tenere a mente che la somma delle azioni e dei comportamenti della comunità influisce sul pianeta.

Ecco perché, prendendo spunto da molti atteggiamenti adottati durante il lockdown, possiamo imparare come fare prevenzione COVID-19 rispettando l’ambiente.

Nelle prossime righe 5 utili metodi da adottare:

  • Approfittare dello smart working
  • Smaltire le mascherine e i guanti correttamente
  • Utilizzare dispositivi di prevenzione alternativi
  • Evitare lo spreco di disinfettanti
  • Preferire stoviglie in bioplastica o bambù

Approfittare dello smart working per fare prevenzione COVID-19

Prima del lockdown, lo studio “Added Value of Flexible Working” realizzato da Development Economics, calcolava che a livello mondiale il lavoro agile è in grado di ridurre i livelli di anidride carbonica di 214 milioni di tonnellate l’anno entro il 2030, pari alla stessa quantità di CO2 che verrebbe sottratta dall’atmosfera da 5,5 miliardi di alberi.

Questi dati erano molto interessanti, ma non potevano prevedere una pandemia. Durante il lockdown, infatti, molte aziende hanno permesso di adottare il lavoro agile ai propri dipendenti.

Oltre a delle positive ripercussioni sociali, questo ha permesso di ridurre drasticamente i livelli di anidride carbonica nell’aria.

prevenzione covid-19-smart working
fonte: SNPAmbiente

In molti casi, infatti, ridurre o eliminare il tragitto casa-lavoro ha avuto degli effetti benefici su persone e ambiente. Nell’immagine sopra, vediamo come il 24%  degli intervistati (un campione di 3907 dipendenti degli uffici regionali ambientali), nel tragitto casa-lavoro (andata e ritorno) compia circa 6 km, 3 km a tratta quindi.

Una distanza non proibitiva per essere fatta con i mezzi o in bici o, perché no, anche a piedi. Il concetto, insomma, è quello che molte aziende, le quali hanno già sperimentato lo smart working ed hanno a cuore la sostenibilità ambientale, adottano e adotteranno il lavoro agile. Le previsioni economiche parlano chiaro.

Bisogna approfittarne anche in ottica prevenzione COVID-19. Ridurre il lavoro in azienda ed aumentare quello da casa, è una delle prime misure adottare in questi anni di crisi.

L’obiettivo è quello di renderlo sistematico: riducendo l’andare in ufficio solo in alcuni giorni della settimana o del mese. Evitare situazioni di contatto o assembramenti ed inquinare meno sono due ottimi motivi per valutare di usufruire del lavoro agile.

Smaltire mascherine e guanti correttamente

L’esteso uso di dispositivi di protezione individuale (DPI) ha prodotto, in questi ultimi due anni, una nuova emergenza ambientale. Sono tante, purtroppo, le mascherine che vengono smaltite male o che, addirittura, vengono gettate a terra.

L’Istituto Superiore della Sanità, già a suo tempo, ha prodotto vari documenti per l’uso e lo smaltimento dei DPI. Ecco qui il documento, da cui traiamo le indicazioni principali.

La gravità del mancato smaltimento delle mascherine è massima. La maggior parte delle mascherine chirurgiche sono prodotte in materiale TNT (tessuto non tessuto di polipropilene o poliestere). Questo materiale non è biodegradabile, né riciclabile. Un prezzo che la prevenzione COVID-19 non può pagare.

Questa tipologia di rifiuti causa, pertanto, un danno enorme all’ambiente, soprattutto se vengono smaltite senza criterio. Le mascherine e i guanti in lattice vanno gettati nell’indifferenziata, lo stesso vale per le mascherine della famiglia FFP (1,2,3).

Il discorso, ovviamente, va preso in linea generale. Cambia, invece, se parliamo di DPI che sono stati utilizzati da persone infette da COVID-19 o altre malattie infettive.

In questo caso, infatti, se si è in casa da infetti o con una persona che lo è, bisogna accumulare tutti i rifiuti in un unico sacchetto per i rifiuti secchi (indifferenziata). Questo vale non solo per guanti o mascherine, ma anche per fazzoletti utilizzati dalla persona contagiata.

Inoltre, bisogna:

  • Utilizzare 2 o 3 sacchetti che racchiudano il sacchetto principale della raccolta;
  • Chiudere i sacchetti con i lacci o con del nastro adesivo;
  • Utilizzare i guanti monouso per maneggiare questo tipo di rifiuti;

Inoltre, è stato specificato nel documento che bisogna derogare i criteri di raccolta differenziata in caso di sacchetti contenenti materiale utilizzato da infetti.

Smaltimento DPI sul luogo di lavoro

Per quanto riguarda luoghi diversi dall’abitazione o dall’ospedale, le mascherine e i guanti monouso vanno gettati in appositi contenitori. Abbiamo già trattato qui dell’importanza della prevenzione COVID-19 sul posto di lavoro, il corretto smaltimento di materiale potenzialmente infetto rientra nel dovere dei datori di lavoro e delle aziende.

In aree lavorative, infatti, i DPI devono essere smaltiti:

  • in contenitori dedicati
  • posizionati in luoghi ben visibili ed areati, al riparo dalle intemperie
  • utilizzando un prodotto igienizzante prima della chiusura e del cambio sacco

Per quanto riguarda la frequenza del cambio sacco dipende dal numero di dipendenti dell’azienda (maggiore sarà il numero, maggiore sarà la frequenza del cambio).

Utilizzare dispositivi di prevenzione COVID-19 alternativi

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fonte: Ary Mask

Nell’ottica di evitare gli sprechi ed inquinare meno, vanno prese in considerazione le numerose alternative che ci sono circa le misure di prevenzione COVID-19. Senza voler troppo estremizzare, si possono evitare grandi sprechi e occasioni per inquinare, compiendo alcune piccole azioni giornaliere:

  1. Sanificare le mascherine
  2. Utilizzare acqua e sapone per l’igiene delle mani
  3. Utilizzare DPI diversi da quelli in TNT o materiale monouso

A questo proposito, sono nate diverse startup che producono mascherine e altri dispositivi di prevenzione dal COVID-19 riutilizzabili. Eccone alcune:

  • iMask, è una startup siciliana che ha creato un tipo di mascherina con filtro antimicrobico sostituibile. Inoltre, ha la possibilità di auto-santificarsi in poco tempo. In studio presso l’Istituto Superiore della Sanità potrebbe essere decretato come DPI.
  • Botect by Roncato è un altro dispositivo commercializzato dalla nota ditta di valigie. Può essere utilizzata in qualsiasi ambiente ed è dotata di filtro intercambiabile.
  • Arya Mask, invece, punta molto sul design e la personalizzazione. Prodotta da una ditta di Lecco, questa mascherina presenta sempre dei filtri sostituibili.
  • U-Mask è una soluzione a lunga durata (riutilizzabile tra le 150 e le 200 ore) con filtro acquistabile. Possiede già il conferimento di DM (dispositivo medico), al pari di una mascherina chirurgica.
  • AusAir, invece, è una soluzione che guarda oltre la prevenzione COVID-19. Infatti, i filtri e le valvole di questa mascherina riescono a bloccare e neutralizzare il 97% di virus e batteri, ma anche polveri sottili e fumo. Prodotta da due fratelli australiani, ha già riscosso diverso successo su diverse piattaforme di crowdfunding. 

Evitare lo spreco di disinfettanti e recipienti in plastica

I detergenti e i disinfettanti rappresentano una tra le fonti principali d’inquinamento per le acque dei fiumi e dei laghi, e di conseguenza dei nostri mari.

Nel marasma generale delle prime settimane di pandemia, c’è stata una furiosa corsa agli igienizzanti gel o spray. Il fenomeno, col tempo, è andato ad attenuarsi ma, tuttora, lavare le mani è un’ottima forma di prevenzione dal COVID-19.

Come abbiamo già detto, non sempre disinfettanti ed igienizzanti mani sono indicati per sanificare a dovere, anche perché abusarne non è mai una buona idea per diversi motivi:

  • Rischio di dermatiti da sfregamento, l’eccessivo uso di disinfettanti di origine chimica può causare dermatiti o altri disturbi alla pelle,
  • Resistenza microbica ai disinfettanti, in questo caso, l’abuso di igienizzanti può rendere virus e batteri immuni alla loro azione, poiché svilupperebbero una resistenza alla loro azione antimicrobica.
  • Eccessivo consumo recipienti di plastica che contengono disinfettanti e igienizzanti

Pertanto, se vogliamo incidere meno su ambiente ed ecosistemi, dovremmo ridurre l’uso di gel igienizzanti e pensare a soluzioni alternative o complementari. Eccone alcune:

Preferire stoviglie in bioplastica o bambù

Strettamente collegato ai temi della prevenzione COVID-19, c’è quello dell’uso promiscuo di bottiglie, bicchieri e stoviglie non solo in ambito domestico ma anche sportivo.

Per evitare contagi è bene non condividere o non rischiare di scambiarsi recipienti e stoviglie tra soggetti diversi, cosa che accade in diversi contesti.

Adottando l’utilizzo di borracce, bottiglie e bicchieri in bioplastica o in bambù, questa abitudine può essere abbandonata, così come l’uso di recipienti di plastica può essere facilmente ridotto.

Molte aziende stanno già abbandonando cannucce e bicchieri di plastica per la somministrazione di bevande, questo significa che è possibile farlo a tutti i livelli. Ci sono già politiche che permettono alle aziende di guadagnare dal riciclaggio di plastica, di ridurre la presenza di microplastica in recipienti e imballaggi, di stimolare un cambiamento di abitudini nella gente

Conclusioni

Sin dai tempi antichi, la prevenzione è sempre stata fondamentale. Da decenni, però, si tende a porre rimedio e a medicalizzare tutto, probabilmente perché anche la salute è stata commercializzata.

Un approccio che, invece, mette la salute al centro è quello che punta a vivere in un ambiente sano, aiuta a restare sani. In questo momento, invece, rischiamo di vivere contro natura, eliminando a tutti i costi agenti patogeni che fanno parte di ecosistemi infinitesimamente piccoli.

Potremmo così rendere il sistema immunitario sempre meno allenato a contrastare virus e batteri, perché la prevenzione reale non è quella che vuole un mondo asettico ed innaturale, ma è quella che si fa in modo naturale: virus e batteri esistono e vengono eliminati dal nostro organismo. Allontanarci troppo dalla natura o modificare i suoi equilibri, invece, ci porterà a continue catastrofi mondiali, come quella che abbiamo appena vissuto.

Giornata mondiale dell’igiene delle mani 2022: storia e consigli su una pratica quotidiana

Abbiamo sperimentato in questi ultimi due anni, come l’igiene delle mani sia fondamentale per la prevenzione di malattie ed infezioni. Ogni anno dal 2005, il 5 maggio è la Giornata mondiale dell’igiene delle mani, un modo per sensibilizzare tutti verso una pratica così semplice e naturale che, in molti casi, può essere il giusto modo per allontanare infezioni respiratorie e gastrointestinali.

Una giornata a cui l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) tiene molto. Ecco perché, in questo articolo, oltre a ripercorrere la storia dell’igiene delle mani, vedremo alcuni metodi per metterla in pratica, anche in assenza di acqua e sapone.

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Igiene della mani: la storia

La storia dell’igiene delle mani va di pari passo con quella di un medico ungherese, Ignaz Semmelweis. Siamo nell’Europa del 1840, questo medico esercitava all’ospedale di Vienna nel reparto maternità.

Una delle piaghe di quegli anni era la morte delle partorienti a seguito di una strana febbre, chiamata febbre puerperale, poco dopo il parto. Semmelweis analizzò i vari casi documentati negli anni e notò qualcosa.

Le morti erano in maggioranza nei reparti in cui le partorienti erano affidati ai medici che facevano, nella stessa giornata, anche le autopsie a scopo didattico. Erano, invece, molte meno le morti in cui le partorienti erano assistite da levatrici donne.

Lo studio del dott. Semmelweis andò avanti e, ben presto, ricondusse tutto alla mancata igiene delle mani da parte di chi assisteva il parto. La sua teoria si basava, di fatto, sulla trasmissione di agenti patogeni dai cadaveri ispezionati alla sala parto e quindi all’organismo delle partorienti.

A quei tempi, sembra difficile crederlo, ma non era una consuetudine lavarsi le mani e lo studio sui germi e la loro proliferazione sarebbe avvenuto tempo dopo.

Pertanto, sia nelle pratiche quotidiane, sia in ambito medico ed ospedaliero, non era prevista alcuna igiene delle mani. Lo studio del medico ungherese, però, non fu accolto bene: i medici avrebbero dovuto ammettere, di fatto, di aver causato la morte delle loro pazienti.

Semmelweis, così, non poté fare altro che pubblicare i suoi studi, raccogliendoli anche in un libro che non fu mai accolto o riconosciuto dalla comunità medica mondiale. Solo dopo la sua morte, grazie al medico scozzese Joseph Lister la sanificazione delle mani e degli strumenti chirurgici prese piede.

C’è da dire, per completare il racconto, che solo nel recente passato, intorno al 1980, la pratica del lavaggio delle mani in ambito medico fu ufficialmente riconosciuta.  

Igiene delle mani: perché è importante?

Questa scoperta fu molto importante, anche se oggi ci sembra molto naturale lavare le mani dopo la maggior parte delle  nostre attività. Circa l’80% delle malattie viene trasmesso dal contatto con mani non igienizzate correttamente.

Queste mani infette vengono facilmente a contatto con le superfici e quindi con altre mani.Ecco alcune malattie che si diffondono per la mancata igiene delle mani

  • Norovirus: un virus che causa comunemente la gastroenterite virale nell’uomo, a tutte le età. Si diffonde, facilmente, in persone che condividono spazi comuni.

    Può, quindi, accadere in casa, in ufficio, in tutti i luoghi frequentati da persone che condividono uno stesso spazio. Inoltre, è uno dei virus che, a determinate latitudini, può comportare la morte nei bambini sotto i 5 anni, conseguenza di luoghi con scarsa igiene di base e scarsità di acqua pulita.
  • Malattie aeree: come abbiamo avuto modo di conoscere a causa del COVID-19, le malattie respiratorie si diffondono tramite le famose goccioline che vengono respirate, starnutite o tossite in aria.

    Anche le comuni malattie respiratorie come raffreddore, l’influenza sono causate da una scarsa igiene, oltre alle più gravi come varicella e meningite.
  • Infezioni nosocomiali: non è raro, purtroppo, che molte infezioni vengano diffuse proprio in ospedali o strutture mediche. Ecco perché l’igiene delle mani in ambito medico è da mettere al primo posto per medici, pazienti e personale socio-sanitario.
  • Epatite A: altra diffusa malattia è l’epatite A. Un’infezione che può causare gravi sintomi: disfunzione epatica, ittero, dolore addominale, ecc…

Quindi, come vedremo anche più avanti, l’igiene delle mani è di assoluto valore, in un mondo dove per abitudine frequentiamo diversi luoghi e persone. Possiamo definirlo come uno dei metodi più semplici ed efficaci per fare prevenzione.

Igiene delle mani: lavare, igienizzare o sanificare le mani?

C’è una grande differenza tra lavaggio delle mani, sanificazione delle mani e disinfezione delle mani. Il lavaggio delle mani con acqua e sapone rimuove lo sporco, mentre l’uso di disinfettanti per le mani a base di alcol o salviette può ridurre i batteri sulle mani che non sono visibilmente sporche. La disinfezione delle mani è, invece, il passo successivo in termini di efficacia.

A volte le persone usano le parole “pulizia delle mani” e “disinfezione delle mani” in modo intercambiabile, ma questi termini hanno significati diversi.

Infatti, la rimozione dello sporco visibile è una pratica efficace ma non si riferisce all’uccisione dei microrganismi, che si ottiene utilizzando un disinfettante per mani o dispositivo di sanificazione mani.

Il lavaggio delle mani, in pratica, è l’atto di pulire le mani con acqua e sapone per rimuovere germi, sporco e oli grassi. Questo può essere fatto con semplice sapone o aggiungendo un agente antibatterico.

Questo studio norvergese ha dimostrato come il lavaggio con acqua e sapone è più efficace del lavaggio mani con gel, se fatto con determinati criteri.

Nei prossimi paragrafi vedremo come lavarle e perché pensare all’igiene delle mani è importante.

Igiene delle mani: metodi, pro e contro

D’altra parte, acqua e sapone dovrebbero essere usati se le mani sono visibilmente sporche o contaminate da materiale organico. Tale lavaggio è particolarmente importante prima di mangiare o preparare il cibo e dopo aver usato la toilette. Il lavaggio delle mani con il sapone rimuove anche lo sporco e la terra che contengono microrganismi.

Ad ogni modo, come sappiamo, non semprelavarsi le mani e utilizzare gel come igienizzante è un’assicurazione di disinfezione, non quanto l’igienizzazione mani con il plasma freddo.

Per approfondire, leggi plasma freddo sanifica al 99,9% da virus e batteri.

Igiene delle mani: come farla correttamente

L’igiene delle mani è il modo più efficace per ridurre la diffusione dei germi. Non dimenticare di lavare o disinfettare le mani dopo aver tossito, starnutito, soffiato il naso, visitato il bagno e prima di mangiare.

1. Bagnare le mani con acqua corrente.

2. Applicare il sapone liquido. Insaponare vigorosamente tra le dita e sotto le unghie per 30 secondi.

3. Risciacquare con acqua corrente e asciugare accuratamente con un asciugamano pulito o un asciugacapelli.

4. Smaltire gli asciugamani di carta in un contenitore dei rifiuti o smaltire gli asciugamani riutilizzabili in modo appropriato.

Come igienizzare le mani: i tre modi di lavarsi mani

Tuttavia esistono 3 tipologie di lavaggio delle mani, note agli addetti ai lavori.

C’è da fare una premessa.

I microrganismi che popolano le mani  si distinguono in due tipi:

  • flora microbica residente: a questa appartengono i microrganismi degli strati più profondi della cute, che non possono essere rimossi facilmente con il semplice lavaggio delle mani.

  • flora microbica transitoria: questa tipologia, invece, è sugli strati più superficiali della cute. Questi microrganismi si depositano sulle mani in seguito a un contatto diretto con pazienti o superfici infette, ma si può rimuovere facilmente con il lavaggio di routine delle mani.

Tenendo conto di queste informazioni, dovremmo tutti pensare all’igiene delle mani in generale ma, soprattutto, in relazione alle nostre attività ed abitudini quotidiane.

Ecco perché esistono tre tipologie di lavaggio mani, a seconda della durata e di determinati criteri. Abbiamo, quindi:

  • Il lavaggio sociale delle mani (40-60 secondi); include lavaggio con acqua e sapone quando visibilmente sporche, prima di mangiare o dopo aver utilizzato il bagno. In sostituzione si può usare gel o salviette.

  • il lavaggio antisettico delle mani (90 secondi circa); è quello indicato nelle aree ad alto rischio prima di qualsiasi procedura invasiva o dopo il contatto con ferite o materiale biologico.

  • Il lavaggio chirurgico delle mani (5 minuti circa), eseguito con sapone antisettico, è necessario prima di un intervento chirurgico invasivo. Rimuove la flora transitoria, riduce quella residente.

Igiene delle mani: pro e contro dei gel disinfettanti

I gel disinfettanti per le mani sono un modo conveniente per pulire le mani quando acqua e sapone non sono disponibili. I prodotti a base di alcol (in genere dal 60% al 95% di etanolo o isopropanolo), generalmente chiamati “disinfettanti per le mani” o “sfregamenti per le mani”, vengono applicati sul palmo d’una mano e strofinati su tutte le superfici delle mani finché non sono asciutte.

I disinfettanti per le mani a base di alcol devono contenere almeno il 60% di etanolo o il 70% di isopropanolo. In Europa, i detergenti per le mani a base di alcol sono regolamentati dall’Agenzia Europea dei Medicinali (EMA) e possono essere utilizzati, anche se abusare può causare problemi.

Non sono, infatti, così rari i casi di dermatiti da contatto, ne esistono di due tipologie:

  1. Dermatite irritativa da contatto, che è dovuta all’eccessiva rimozione di lipidi della cute, per l’eccessivo sfregamento o utilizzo di gel a base alcolica.
  2. Dermatite allergica da contatto, forse la più diffusa, sviluppata per allergia ai componenti del gel disinfettante stesso.

Inoltre, è facile incappare in errori nell’igienizzazione mani come:

  • Versare una quantità insufficiente di gel
  • Essere troppo rapidi nello sfregamento
  • Pulire eccesso di gel su vestiti o altro
  • Usare il gel sulle mani sporche
  • Usarli in momenti errati

Leggi anche FAQ su GLOW: tutto quello che ci chiede chi lo prova

Sanificare le mani senza igienizzanti

Le tecnologie all’avanguardia che prevedono approcci no-touch potrebbero essere sviluppate per disinfettare completamente le superfici contaminate.

Uno studio, pubblicato online nel gennaio 2022, ha esaminato vari metodi per prevenire la trasmissione di virus e batteri, partendo dalle superfici ed eliminando, parzialmente e gradualmente, i disinfettanti.

Un primo passo verso un tipo di prevenzione che pensa anche agli effetti dannosi dati dall’eccessiva esposizione a prodotti chimici, oltre che alla salute di tutti noi.

Come igienizzare le mani con il plasma freddo

Oltre a queste pratiche di igienizzazione mani già note, abbiamo la sanificazione al plasma freddo.

Un nuovo studio mostra che il plasma freddo può essere utilizzato in applicazioni di sanificazione delle mani senza contatto. Il lavoro, pubblicato sulla rivista Heliyon, mostra che i getti di plasma freddo possono essere utilizzati per trattare le mani senza la necessità di un contatto diretto con il plasma.

Il plasma è uno stato della materia che si trova in tutto l’universo e si genera quando gli atomi sono spogliati dei loro elettroni, lasciando un mix di ioni caricati positivamente ed elettroni caricati negativamente.

Una soluzione innovativa e sostenibile per l’igiene delle mani è produrre plasma freddo, che può essere prodotto a temperatura ambiente o anche al di sotto delle temperature di congelamento.

Il Non Thermal Plasma è una tecnologia emergente che può essere utilizzata per una vasta gamma di applicazioni, dalla pulizia delle superfici alla medicina, dalla chimica, al settore alimentare e horeca.

Leggi Come igienizzare le mani nei luoghi di lavoro

Il plasma, in conclusione, ha dimostrato di avere proprietà antimicrobiche, rendendosi utile come disinfettante che può prevenire la diffusione di batteri e virus.

GLOW, prodotto da HT Plasma è il primo dispositivo no touch Non Thermal Plasma (al plasma freddo) pensato per l’igienizzazione mani. Scopri di più

Non Thermal Plasma è il futuro? Ecco come sarà utile

Negli ultimi anni, a causa del COVID-19, abbiamo imparato a nostre spese l’importanza della sanificazione delle mani e delle superfici. Proprio per questo, diversi studiosi stanno testando metodi alternativi di sanificazione, fra tutti si distingue per efficacia il Non Thermal Plasma (Plasma Freddo).

Abbiamo già parlato del plasma freddo in questo articolo, ma oggi affronteremo le varie applicazioni di questa innovativa tecnologia, basandoci su ricerche specifiche. Negli ultimi anni, infatti, sono stati condotti diversi studi per permettere l’applicazione della tecnologia NTP (Non thermal Plasma) in vari campi: da quello della prevenzione, a quello medico-chirurgico, a quello della sanificazione alimentare.

Oltre alle note proprietà antimicrobiche, ci sono delle prospettive che vedono il Non thermal Plasma impiegato nel trattamento di ferite e nelle terapie oncologiche.

Ecco cosa vedremo nel prosieguo dell’articolo:

  • Cos’è la tecnologia NTP
  • Applicazioni del Non thermal Plasma: dalla chimica al medicale
  • Perché è importante saperlo

Leggi anche: Perché l’igienizzazione delle mani sarà importante anche dopo il COVID-19

La Tecnologia Non thermal Plasma in breve

Per chi non conoscesse la tecnologia NTP, possiamo dire che si tratta di un processo chimico che mira a produrre il plasma.

Il plasma è un gas composto da particelle come ioni ed elettroni elettricamente cariche, questo le rende estremamente cariche di energia. Conosciuto come “quarto stato della materia (dopo gas, solidi e liquidi). Il plasma, come detto, ha delle caratteristiche interessanti antimicrobiche ma non solo.

Quando un solido viene riscaldato, si trasforma in liquido e poi da liquido in gas. Se viene applicata una quantità sufficiente di energia al gas, diventa un gas ionizzato noto come plasma, che rappresenta il quarto stato fondamentale della materia.

Da Disinfection and Sterilization Using Plasma Technology: Fundamentals and Future Perspectives for Biological Applications.

Il Non thermal Plasma, nel dettaglio, è detto così perché composto da elettroni e ioni a temperature molto diverse tra loro. Il termine non thermal, infatti, sta a significare che gli ioni del plasma sono a basse temperature, rispetto agli elettroni (possono raggiungere temperature oltre 10 mila gradi).

Ecco prodotto il plasma non termico o Non thermal Plasma. Questa tipologia di plasma, non raggiungendo elevate temperature, può essere utilizzarlo in vari ambiti.

Quali applicazioni per il Non thermal Plasma

Abbiamo già parlato in diversi articoli dell’efficacia del plasma freddo per l’ igienizzazione delle mani e la sanificazione. In generale, però, il Non thermal Plasma è impiegabile in diversi ambiti, perché presenta una concentrazione di energia notevole e delle proprietà davvero uniche, utili in diversi ambiti:

  • chimico
  • alimentare
  • prevenzione
  • medico-chirurgico

Diverse ricerche hanno dimostrato come la tecnologia Non thermal Plasma sia il futuro per svariate applicazioni. Vediamone alcune nel dettaglio.

Applicazioni chimiche del Non thermal Plasma

Senza scendere troppo nel tecnico, il Non thermal Plasma è molto utile in chimica perché, data la grande concentrazione di energia, è un promotore di reazioni chimiche specifiche.

La sua composizione interna, fatta da elettroni caldi e molecole gassose fredde, è capace di creare reazioni di dissociazione o di formazione di elementi. La reattività del plasma freddo alle scariche elettriche, infatti, è riscontrabile in altri elementi ma a temperature molto più alte e, quindi, difficilmente raggiungibili in poco tempo e senza complicazioni.

Infatti, il Non thermal Plasma è utilizzato anche nella produzione di carburante, unendosi con i catalizzatori che favoriscono i processi chimici che convertono elementi chimici in combustibili. In particolare, il NTP è impiegato nella sintesi del metanolo (componente della benzina), in quella del metano.

L’impiego del NTP in processi per la produzione di carburanti alternativi, come quelli ad idrogeno, è una realtà concreta. Per esempio, il Non Thermal Plasma è già utilizzato nel processo di pirolisi.

La pirolisi è un metodo di riscaldamento, in un ambiente controllato con ossigeno limitato, che permette di decomporre i materiali organici tra 400°C e 650°C. Questo processo è maggiormente utilizzato per generare energia (tramite calore, elettricità o combustibili).

La sfida è quella di utilizzare il plasma freddo in questo processo, per aiutare a recuperare altre sostanze chimiche e materiali che di solito vanno perse. Un motivo per cui il Non Thermal Plasma può davvero rappresentare un futuro più verde.

Non Thermal Plasma in ambito alimentare

Il campo in cui il Non thermal Plasma è utilizzato da anni è quello della sanificazione e della prevenzione. Infatti, nell’industria alimentare è ampiamente impiegato per la sterilizzazione delle superfici nella preparazione di cibi o nella preparazione del packaging.

In questo campo, in particolare, vi è una ricerca fatta sul trattamento al Non thermal Plasma di sacchetti per alimenti da sigillare, che ha dato eccellenti risultati.

Dopo i trattamenti al plasma, la conta batterica ha mostrato una riduzione […] significativa. Questi risultati sono stati confermati dalle osservazioni al microscopio elettronico a scansione (SEM) che mostrano batteri o spore alterati e numerosi detriti. Tenendo conto dei microrganismi studiati, il trattamento con plasma di ossigeno ha mostrato la massima efficienza.

Fonte Innovativo processo di disinfezione al plasma non termico all’interno di buste sigillate: valutazione dell’efficacia battericida e sporicida rispetto alle attuali norme di sterilizzazione

In campo alimentare, la tecnologia Non thermal Plasma è quella più utilizzata perché non crea scarti, non inquina ed ha un impatto nullo sugli alimenti, come si evince da questo studio. In particolare, si comprendo come la NTP:

  • non altera la freschezza dei prodotti
  • non incide sulle proprietà nutrizionali
  • elimina germi e batteri e prolunga la conservazione del prodotto

Inoltre, in un’altra interessante ricerca incentrata sui prodotti ittici, si nota come la conservazione del pesce, una volta trattato con plasma freddo, ne prolunghi la conservazione, inattivando germi e batteri che contribuiscono a infettare i prodotti ittici velocemente. (fonte: Principi e applicazioni recenti di nuove tecnologie di trattamento non termico per l’industria ittica: una rassegna).

Non Thermal Plasma nell’agricoltura

Uno studio interessante, sull’efficacia del plasma freddo sulle colture, ha dimostrato che trattando l’acqua di queste colture con la tecnologia al plasma freddo, vi è una maggiore longevità delle piante ed una migliore resa.

In questo senso, infatti, si riduce il ricorso a diserbanti o additivi chimici, sanificando l’acqua da virus e batteri  e permettendo alle colture di crescere più sane e rigogliose.

La ricerca si è basata su serre idroponiche (colture in ambiente controllato) su piante di pomodori, erbe aromatiche, lattuga, fragole ed altre colture destinate al consumo umano. La tecnologia Non thermal plasma ha agito sia sull’acqua, come detto, sia sull’aria dell’ambiente in cui sono cresciute le piante.

I risultati sono stati notevoli: al microscopico si è notato la riduzione dell’80% di virus e batteri sulle piante. In questo modo, la coltivazione con acqua e aria trattate dal Non thermal plasma apre a scenari interessanti, tra tutti il graduale abbandono degli additivi chimici nell’agricoltura.

In particolare, anche il Dipartimento di agronomia, animali, alimenti, risorse naturali e ambiente dell’Università di Padova ha certificato l’efficacia di questa tecnologia applicata all’agricoltura.

Tecnologia al plasma freddo per prevenire la salmonella

Un altro studio, condotto nel 2021, ha rilevato un’efficacia particolare del NTP per quanto riguarda il trattamento di uova per l’eliminazione del batterio della salmonella, diffusissimo nelle uova.

Lo studio, nel dettaglio, si è concentrato su come trattare una superficie più ampia del guscio d’uovo ed in particolare, di come poter trattare più uova contemporaneamente, in modo da avere delle future applicazioni industriali.

Qui è stato utilizzato un nuovo dispositivo NTP con un sistema di getto a doppio ugello rotante, in grado di trattare un’area anziché un punto. Le uova in guscio inoculate con Salmonella enterica sierotipo Enteritidis (SE) sono state collocate su una piattaforma mobile sotto il sistema di getto a doppio ugello rotante.

(Fonte: L’applicazione di un nuovo dispositivo plasma non termico con getti plasma doppi rotanti per l’inattivazione della Salmonella Enteritidis )

Non Thermal Plasma in campo medico

Oltre alle tematiche della prevenzione da virus e batteri, con dispositivi per la sanificazione delle mani e dell’aria, la tecnologia al plasma freddo riserva diverse novità in campo medico.

Plasma freddo nell’ortodonzia

Nell’odontoiatria, in realtà, il plasma freddo è ampiamente utilizzato per la sanificazione di strumenti e il trattamento dei pazienti. In un recente studio sulla gengivectomia, si evince come molti pazienti trattati con tale tecnologia abbiano avuto una rimarginazione delle ferite in pochissimo tempo.

Si può concludere che Non Thermal Plasma migliora l’epitelizzazione e stimola la guarigione delle ferite dopo gengivectomia e gengivoplastica.

(Kusakci-Seker, 2020)

Tecnologia NTP per trattamenti terapeutici

Nel maggio 2021, invece, sono stati pubblicati i risultati di uno studio effettuato su topi da laboratorio, trattati da NTP generato da radio-frequenza. L’obiettivo era quello di stabilire se il plasma freddo avesse delle conseguenze su materiale organico.

I risultati sono stati molto incoraggianti: oltre alla disattivazione batterica, nota proprietà del plasma freddo, si è verificata l’eliminazione delle cellule cancerogene presenti sul tessuto organico delle cavie. Inoltre, le ferite guariscono più rapidamente rispetto ai trattamenti tradizionali. (Rosendo Pena-Eguiluz, 2021)

Altra ricerca specifica sui danni che il plasma freddo ha causato alle cellule tumorali.
Qui vengono analizzati i processi con cui il Non thermal plasma agisce, inattivando i microbi e incidendo sulla morte delle cellule cancerose. (Helena Motaln, 2021).

Si è dimostrato che la NTP (Non thermal Plasma) agisce come antinfiammatorio, stimola i tessuti, migliora il flusso sanguigno e guarisce… è battericida, proapoptotico e antitumorale. La capacità antitumorale della NTP ha portato a stabilire un nuovo campo in medicina chiamato “oncologia del plasma”

Fonte Risposte intracellulari innescate da plasma atmosferico freddo e mezzi attivati ​​​​dal plasma nelle cellule tumorali

In questa ricerca, infatti, le note liete riguardano non solo la capacità di indurre la morte di cellule tumorali nei topi, ma anche la regressione di tumori dopo dei trattamenti al Non thermal Plasma.

Già nel settembre 2017, una ricerca di laboratorio ha evidenziato come il Non thermal Plasma sia aggressivo verso un tumore come l’osteosarcoma (OS). Le conclusioni sono state confortanti, in attesa di verifiche sul tessuto vivo e cavie.

Una volta convalidate per la terapia dell’OS nei modelli preclinici, le terapie al plasma devono essere integrate all’interno di specifiche modalità di trattamento del cancro. Questo potrebbe essere, ad esempio, come strumento adiuvante durante la chemioterapia e la resezione, come potente killer di micrometastasi.

Fonte:  Plasma atmosferico freddo nel trattamento dell’osteosarcoma

Perché la sanificazione al plasma freddo è il futuro?

In definitiva, possiamo dire che la Non thermal Plasma technologies è una di quelle innovazioni che possono davvero far cambiare la vita in tanti ambiti. Dal mondo della chimica, a quello dell’alimentazione e dell’agricoltura.

Nel campo della prevenzione ed in quello medico, abbiamo visto come il trattamento di ferite e di patologie anche gravi (cancro), stia facendo passi in avanti notevoli.
L’innovazione del Non thermal plasma, che dovremmo accogliere, ha moltissimi vantaggi e pochissimi svantaggi.

Ecco perché il plasma freddo rappresenta davvero il futuro. Sia dal punto di vista scientifico, che da quello medico e alimentare, è evidente la sua efficacia nel trattamento di superfici organiche (pelle, organi, alimenti). 

Inoltre, la tecnologia Non thermal Plasma non produce scarti e non inquina, dimostrando una grande versatilità, dato che per produrlo serve semplicemente una carica elettrica controllata a basso voltaggio.

HT Plasma, come azienda innovatrice, ha investito e continuerà ad investire in questa tecnologia, concentrandosi sulla sanificazione e la prevenzione, mantenendo il focus sulla sostenibilità ambientale.

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